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Il summit

G7 dei trasporti, in Sardegna si parlerà di smart mobility e infrastrutture ICT

Investire in infrastrutture e tecnologie avanzate significa favorire l’innovazione sociale e la cura dei beni comuni, garantendo più accessibilità, integrazione e sicurezza.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |
Sardegna_Alghero

Le infrastrutture per i trasporti hanno un enorme valore sociale e uno altrettanto grande per la crescita economica. Il prossimo G7 sui Trasporti si terrà in Sardegna il 21 e 22 giugno 2017. L’annuncio è stato dato martedì scorso dopo un incontro esplorativo sull’isola.

 

Al summit prenderanno parte i ministri dei Trasporti di Italia, Francia, Germania, USA, Regno Unito, Canada e Giappone. Per l’Europa ci sarà anche la Commissaria ai Trasporti Violetta Bulc.

 

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Il settore è ampio e gli interventi diversificati per servizio al pubblico, a seconda del contesto, urbano ed extraurbano: si va dalle strade ai ponti, dalle gallerie ai trasporti pubblici locali, dalle stazioni di servizio ai treni, gli aeroporti e i porti.

In generale, si attende una spesa in infrastrutture per i trasporti che al 2025 raggiungerà i 1.570 miliardi di dollari. Due terzi della spesa, secondo uno studio Pwc-Oxford Economics, saranno destinati a strade, autostrade e ferrovie.

 

Nel settore dei trasporti e delle infrastrutture i temi sociali, sono legati all’accessibilità, all’equità e alla coesione sociale e possono essere sviluppati sotto diversi aspetti. Infrastrutture e servizi di qualità nei trasporti possono giocare un ruolo fondamentale non solo per garantire l’accessibilità a tutti, ma soprattutto per contribuire a ridurre il rischio di esclusione sociale.

 

Investire in questo settore significa promuovere accessibilità ed integrazione, quindi rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità attraverso quelle forme di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini nelle decisioni pubbliche che possono contribuire a creare una coscienza civica (“civicness”), a considerare le infrastrutture un bene comune.

 

Le infrastrutture però devono anche essere sicure e sostenibili, ideate, progettate e sviluppate attraverso una nuova cultura tecnologica. Nel caso delle strade, il tema della sicurezza è prioritario ed investe anche gli sviluppi tecnologici sui veicoli, da quelli elettrici a quelli a idrogeno, che promettono di essere i motori di un nuovo sviluppo economico.

 

Al riguardo, i Ministri dei Trasporti del G7, riuniti in Giappone lo scorso mese di settembre, hanno concordato che le tecnologie avanzate per i veicoli e le strade debbano far parte integrante dei piani di smart mobility e mobilità sostenibile, poiché esse rivestono un ruolo significativo nell’innovare e trasformare il traffico su strada, la mobilità, l’industria e la società in generale.

 

Crescente importanza, infine, avranno i temi della ricerca nei settori dell’interfaccia uomo-macchina, delle infrastrutture avanzate e dell’accettazione sociale delle applicazioni ICT. Per questi motivi i Ministri dei trasporti del G7 hanno annunciato anche l’istituzione di un gruppo di lavoro per approfondire ulteriormente queste tematiche.

 

Sugli stessi temi in Italia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, nell’ultimo anno, ha proposto una serie di iniziative tese a stimolare investimenti nel rinnovo del parco mezzi per il servizio di trasporto pubblico, per lanciare la mobilità sostenibile in tutto il Paese, per innovare le autostrade (vedi la Salerno – Reggio Calabria), per promuovere l’utilizzo di tecnologie intelligenti nel settore della mobilità urbana e della logistica portuale.

 

 

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