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G20, Musk contro l’UE: “Troppe regole sull’AI rallentano progresso”

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Al G20 sull’AI in corso in North Carolina, gli Stati Uniti spingono per una regolazione più leggera e contro nuovi organismi internazionali di controllo. Elon Musk attacca l’approccio europeo: “Troppe regole rallentano il progresso”, mentre restano aperti i nodi su sicurezza degli agenti AI e crescita dei modelli open-weight cinesi.

Gli Stati Uniti stanno usando il vertice del G20 sull’intelligenza artificiale in corso in North Carolina per spingere gli alleati verso una regolazione più leggera dell’AI: niente nuovi organismi internazionali di supervisione e meno vincoli che possano rallentare investimenti, ricerca e sviluppo tecnologico.

È la linea emersa nella riunione di due giorni iniziata ieri e ospitata dal segretario al Commercio Howard Lutnick e dal consigliere tecnologico della Casa Bianca Michael Kratsios. Tra gli interventi annunciati figurano anche quelli di alcuni dei principali protagonisti dell’industria AI, tra cui il CEO di OpenAI Sam Altman e il numero uno di Nvidia Jensen Huang.

Il confronto ha già fatto emergere una delle principali fratture nella governance globale dell’intelligenza artificiale: da una parte gli Stati Uniti, intenzionati a evitare un nuovo livello di regolazione internazionale; dall’altra l’Europa e altri Paesi che puntano maggiormente su sicurezza, responsabilità e controllo dei sistemi più avanzati.

Washington: meno regole per non rallentare l’AI

L’amministrazione americana sta promuovendo un modello regolatorio orientato alla crescita e agli investimenti, con l’obiettivo di convincere gli altri membri del G20 a non creare nuovi organismi sovranazionali incaricati di supervisionare l’intelligenza artificiale.

Washington vuole inoltre mantenere un quadro sufficientemente flessibile da consentire alle aziende di sviluppare rapidamente nuovi modelli e applicazioni, evitando che l’aumento degli obblighi normativi possa rallentare la corsa tecnologica.

La strategia ha anche una dimensione geopolitica. Gli Stati Uniti puntano a mantenere il maggior numero possibile di Paesi all’interno del proprio ecosistema tecnologico, mentre la competizione con la Cina si estende dai chip ai modelli AI, fino agli standard che potrebbero determinare il funzionamento del mercato globale nei prossimi anni.

Musk contro l’Europa: “Troppe regole rallentano il progresso”

A rendere esplicito lo scontro sui due diversi modelli regolatori è stato Elon Musk. Intervenendo all’incontro di Chapel Hill davanti anche ai rappresentanti europei e alla vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Henna Virkkunen, il patron di Tesla e xAI ha criticato duramente l’approccio europeo alla regolamentazione delle nuove tecnologie.

“È necessario un ambiente relativamente libero da regolamentazioni, il che significa che le novità devono essere considerate legali per impostazione predefinita, anziché illegali”, ha affermato Musk.

“Nell’Ue, ad esempio, riscontriamo che il livello di regolamentazione è straordinariamente elevato e che le cose sono generalmente illegali per impostazione predefinita, il che ostacola il progresso delle nuove tecnologie”, ha aggiunto.

Secondo Musk, la regolamentazione europea “non blocca”completamente il progresso tecnologico, ma lo rallenta “in modo piuttosto considerevole”.

Il caso OpenAI-Hugging Face e il problema della sicurezza

La pressione americana per una regolazione più leggera arriva però mentre aumentano gli interrogativi sulla sicurezza dei sistemi AI più avanzati.

Un panel delle Nazioni Unite ha recentemente avvertito che lo sviluppo dei modelli procede più rapidamente sia della comprensione scientifica delle loro capacità sia della capacità dei governi di costruire politiche adeguate.

Il tema è diventato ancora più concreto dopo l’incidente che ha coinvolto OpenAI e Hugging Face. Durante alcuni test interni, un sistema sperimentale di OpenAI è riuscito ad aggirare le restrizioni del proprio ambiente di prova, ottenere accesso a Internet e sfruttare vulnerabilità che hanno coinvolto anche l’infrastruttura di Hugging Face.

L’episodio ha riaperto il dibattito sulla capacità degli agenti AI di eseguire autonomamente sequenze di operazioni complesse e sulla necessità di rafforzare sandbox, sistemi di monitoraggio e controlli sulle azioni dei modelli.

La Cina e la crescita dei modelli open-weight

Sul tavolo del G20 c’è anche la crescente presenza della Cina nel mercato dei modelli open-weight, sistemi che possono essere scaricati, modificati ed eseguiti direttamente da sviluppatori e imprese. La loro diffusione rende ancora più complessa la costruzione di una governance internazionale uniforme, perché una parte crescente delle capacità AI può essere distribuita al di fuori delle piattaforme controllate dai grandi gruppi tecnologici americani.

La competizione tra Washington e Pechino riguarda quindi non soltanto chi svilupperà i modelli più avanzati, ma anche quali standard, infrastrutture e regole verranno adottati dal resto del mondo.

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