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Il futuro tecnologico? La Commissione Europea lo chiede ai cittadini

La Commissione Europea ha lanciato un sondaggio pubblico che non ha precedenti per conoscere in “anticipo” il futuro di Internet ed essere così brava ad investire sulle tecnologie giuste, su quelle che quasi certamente saranno dirompenti sull’economia, sulla società e sulla vita quotidiana dei cittadini. “Quale innovazione cambierà profondamente entro 10 anni il nostro modo di apprendere, lavorare e fare business?” Inizia con questa domanda il questionario “Next Generation Internet Initiative” che per conto della Commissione viene realizzato da REIsearch e vede IlSole24ore l’unico italiano tra i prestigiosi media partner che lo pubblicizzeranno. I risultati saranno pubblicati a giugno prossimo.

“L’obiettivo del sondaggio è raccogliere nuove idee per risolvere i problemi della società”, con queste parole Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Ue, ha presentato la ricerca. “La scienza dovrebbe essere aperta e libera e non arroccata su una torre d’avorio, deve essere discussa, oggetta a critiche per individuare nuove prospettive”, ha aggiunto Juncker.

Così raffiche di domande su big data, AI, Internet of things, sharing economy, Blockchain, realtà aumentata, ma anche privacy, cybersecurity, neutralità della Rete e l’impatto del mondo digitale sui posti di lavoro, sulla salute, sulla governance dei Paesi membri e quindi sulla democrazia. Su tutti questi temi e tanti altri sono state formulate le domande a cui i partecipanti possono dare un voto da 1 a 5 (1 fortemente in disaccordo e 5 completamente d’accordo).

Al termine del sondaggio cosa farà la Commissione Ue? Di sicuro l’approccio che adotterà per analizzare il sentiment dei cittadini sarà il seguente: “Crediamo che il mondo digitale deve rispettare gli stessi valori e dei diritti di cui godiamo in quello fisico. Crediamo anche l’Europa ha il potenziale per essere un giocatore chiave in materia di Internet, anche se molte decisioni importanti vengono prese altrove“, ha detto Jesús Villasante, un funzionario della Commissione.

Oltre al sondaggio cosa fa l’Ue?

I politici di Bruxelles cercano in qualche modo di sfruttare internet per stimolare la crescita economica nell’Unione Europea. Entro il 2020 non solo tutte le grandi città ma anche i centri abitati di minori dimensioni nonché le principali strutture pubbliche dovranno essere dotati di accesso gratis alla rete wifi. Questa la proposta lanciata dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione tenuto nel mese di settembre scorso. Inoltre, il presidente dell’esecutivo europeo ha invitato a procedere alla piena applicazione della tecnologia 5G in Europa (nelle scuole, aziende, stazioni ferroviarie e aeroporti) entro il 2025, uno sviluppo che potrebbe portare alla creazione di ulteriori due milioni di posti di lavoro.

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