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FTTH Council Europe, binomio fibra-5G. ‘Investimenti vadano a braccetto’

I principali player globali sul mercato delle reti in fibra full fibre devono essere pronte a guidare anche lo sviluppo dei network mobili 5G, secondo l’FTTH Council Europe. L’associazione che raccoglie i principali operatori del vecchio Continente specializzati in fibra ottica ha lanciato un progetto ad hoc per spingere la convergenza fra reti fisse e mobili, per accrescere la consapevolezza del mercato sulla necessità di condividere gli sforzi di reti fisse e mobili e sostenere nuove forti sinergie fra operatori di rete fissa e mobile.

E’ ormai assodato il fatto che per lo sviluppo dei nuovi network 5G è imprescindibile la presenza capillare di reti in fibra ottica per la creazione di un ecosistema di connessioni sempre più “seamless”, nel quale la differenza tradizionale fra fisso e mobile sarà sempre più sfumata.

Quest’anno l’FTTH Council Europe detiene la presidenza della FCGA (FTTH Councils Global Alliance). “Insieme con i nostri colleghi delle diverse regioni del mondo (APAC, Africa, LATAM, MENA, USA), stiamo lanciando questo nuovo progetto di convergenza 5G-Fibra, destinato a quantificare quanto la prossima generazione di reti wireless sarà dipendente da un’infrastruttura fissa in fibra. Il coinvolgimento delle nostre consorelle porta un enorme valore aggiunto al nostro lavoro visto che potremo contare sulla loro esperienza e sulle best practice che arrivano da tutto il mondo”, ha detto Ronan Kelly, presidente dell’FTTH Council Europe.

Il rapido sviluppo del 5G dipenderà dalla contestuale rapida densificazione delle reti in fibra, aggiunge Erzsébet Fitori, direttore generale dell’FTTH Council Europe:

“E’ importante capire che la precondizione  per una veloce realizzazione del 5G è una significativa densificazione della fibra – ha detto – per questo, le società oggi all’avanguardia nella fibra saranno quelle meglio posizionate per guidare anche la realizzazione delle reti 5G in futuro nel medio termine. Paesi come Spagna, Svezia e Portogallo sono fra i più avanzati per quanto riguarda la fibra. Altri importanti paesi Ue, invece, sono in ritardo e devono recuperare nella corsa globale alla fibra-5G. Oggi soltanto il 33% delle case europee può disporre di connessioni in fibra. Non possiamo lasciare indietro il 67% delle case europee, è nostra responsabilità comune di fare buon uso degli obiettivi e degli strumenti del nuovo Codice europeo delle Comunicazioni Elettroniche per immettere nuovi capitali per investimenti in fibra sul mercato europeo”.

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