Spettro radio

Frequenze Tlc: Uso condiviso dello spettro, a Roma progetto pilota sui 2.3-2.4 Ghz

Il progetto pilota, promosso dalla Commissione Ue e avviato dal Mise, sarà realizzato in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni in partnership con un pool di aziende del settore

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |
Frequenze

Il Mise ha avviato un progetto pilota per la sperimentazione dell’uso condiviso dello spettro basato sull’approccio Licensed Shared Access (LSA), un approccio regolamentare sviluppato per rendere possibile l’impiego condiviso, flessibile e dinamico dello spettro e migliorarne l’efficienza d’uso. L’intenzione è presentare i risultati del progetto, che si terrà entro settembre all’Eur nella sede del dipartimento Comunicazioni di Viale America, a ottobre all’Expo.

 

L’iniziativa nasce dalla proposta di collaborazione del Joint Research Centre, il servizio scientifico della Commissione Europea, che il Ministero ha accolto. Il progetto rappresenta un’iniziativa di avanguardia per approfondire il ruolo dello spectrum sharing come strumento per l’uso efficiente dello spettro e, più in generale, per il perseguimento degli obiettivi fissati dal Radio Spectrum Policy Programme, pilastro fondamentale dell’Agenda digitale europea.

 

Il progetto sarà realizzato a Roma con la collaborazione tecnica della Fondazione Ugo Bordoni e con il coinvolgimento di partner industriali provenienti da molti paesi europei: Nokia Networks, PosteMobile, Qualcomm Technologies, Inc per l’Italia; Cumucore e Fairspectrum, per la Finlandia; Red Technologies per la Francia.

La sperimentazione avrà luogo in uno scenario prevalentemente indoor e prevede il dispiegamento di un sistema radio basato su tecnologia LTE nelle frequenze della banda 2.3-2.4 GHz. Per questa banda è, infatti, in fase di ultimazione il quadro regolamentare europeo per l’uso armonizzato delle frequenze da parte di sistemi di comunicazione elettronica, che include anche l’approccio condiviso basato sull’approccio LSA.

 

In Italia la banda a 2,3 Ghz è usata per diversi scopi, dall’uso radioamatoriale a quello dei servizi di emergenza e soprattutto dalla Difesa, in ambito militare per le comunicazioni dell’Aeronautica. Questa banda nel nostro paese, come altrove in Europa, è sottoutilizzata.

Di fatto, si creerà una piccola rete, di dimensioni limitate, con un certo numero di stazioni radiobase su cui viaggeranno segnali mobili LTE on-air per verificare la loro compatibilità con gli incumbent, vale a dire gli utilizzatori già presenti sulla banda 2.3-2.4 Ghz.

Un’esigenza, quella dell’uso condiviso delle frequenze, segnalata più volte dall’Agcom e che ora il Ministero realizza con questo primo test on-air . “L’avvio di una sperimentazione di uso condiviso (Shared access) su questa banda è molto promettente – ha commentato il commissario Agcom Antonio NicitaSegue analoghe esperienze che si stanno tentando in Europa, da ultimo in Francia, e segna un salto di qualità nelle politiche dello spettro e nei meccanismi avanzati di combinazione efficiente tra allocazione d’uso e assegnazione delle risorse spettrali. L’autorità ha più volte incoraggiato questo passo e la sperimentazione suggerirà importanti lezioni per l’estensione del modello in quella banda ed in altre. Forme avanzate di condivisione dello spettro rappresentano una precondizione essenziale per la nuova frontiera del 5G e per l’Internet of things”.

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