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Frequenze: più di cento partecipanti alla maxi-asta Usa

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E’ partita negli Usa la prima fase della maxi-asta frequenze per il passaggio incentivato della banda 600 Mhz dai broadcaster alle telco statunitensi per il 4G e il 5G. Sono 104 i soggetti che hanno fatto domanda per partecipare ad una gara che, secondo gli analisti, potrebbe valere complessivamente almeno 80 miliardi di dollari.

Al momento, sono 69 le domande complete e 35 quelle incomplete, che potranno essere integrate fino al 6 aprile.

Se Internet a banda larga è il motore della crescita economica, “il broadband mobile rappresenta l’arma in più per la creazione di innovazione, concorrenza e nuovi mercati”, ha detto Tom Wheeler, il presidente della FCC (Federal Communication Commission) alla vigilia della gara.

Di fatto, l’asta a incentivo è fatta di due gare separate: la prima nella quale i boradcaster venderanno le loro frequenze a 600 Mhz alla FCC, la seconda nella quale le telco faranno le loro offerte per l’acquisto alla FCC.

L’ultima grande asta frequenze negli Usa si è chiusa nel gennaio 2015, con la vendita di 65 Mhz di spettro a 1700 Mhz e 2.1 Ghz che cedute a blocchi ha raggiunto un valore complessivo di 45 miliardi di dollari.

I tre operatori principali del paese – AT&T, Verizon e T-Mobile – prenderanno parte alla gara, mnetre Sprint ha deciso di non presentarsi.

Della partita sarà un nutrito drappello di telco regionali, fra cui Clara Puerto Rico (America Movil).

Secondo il Wall Street Journal, parteciperanno anche diversi player che non fanno parte del segmento Tlc come il gigante della Tv via cavo Comcast e il fornitore di Tv satellitare Dish Network.

Liberty Global, invece, non dovrebbe invece partecipare.

Anche Google ha già fatto sapere che non sarà della partita.

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