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Francia: via all’asta della banda 700 Mhz

Frequenze

In una Parigi ancora scossa dagli attentati di tre giorni fa, ha preso il via il processo di attribuzione delle frequenze della banda 700 mhz.

L’asta ha preso il via stamani e dovrebbe fruttare, nelle attese del Governo e dell’Arcep, almeno 2,5 miliardi di euro. Sei i blocchi di 5 MHz disponibili al prezzo di 416 milioni di euro ciascuno.

Orange, Bouygues Telecom e SFR possono ambire a massimo due blocchi, mentre Iliad-Free, che parte da una minore scorta di frequenze, può ottenere fino a tre blocchi. A ogni tornata, il prezzo di un blocco aumenta di 5 milioni, nessuno degli operatori ha quindi interesse a far durare troppo l’asta.

Le nuove frequenze, utilizzate finora dai broadcaster ma che dovrebbero passare alle telco entro al massimo il 2022, permetteranno di accelerare la copertura a banda ultralarga mobile 4G.

Francia e Germania si stanno in effetti muovendo con largo anticipo, avendo tenuto conto forse più che in altri paesi delle esigenze delle telco e dovrebbero concludere lo switch-off entro il 2019. La Svezia ha pianificato lo spegnimento della banda 700 MHz per le Tv entro il 31 marzo 2017, mentre il Regno Unito  sta ancora lavorando al piano di transizione.

L’Italia è invece in ritardo rispetto a questi paesi, in primis perché la banda in questione è attualmente utilizzata per la Tv digitale terrestre, con i diritti d’uso che scadranno solo nel 2032: non vi ancora, pertanto, neanche una pianificazione, un accenno di predisposizone delle misure normative e di politica industriale necessarie per garantire un passaggio ordinato e rispettoso delle esigenze di tutti gli stakeholder coinvolti.

Il tutto mentre gli operatori contano sempre più sul 4G per raddrizzare i loro conti: Vodafone, ad esempio, ha registrato nell’ultima trimestrale un aumento del 55% nel  consumo di dati trainato anche dall’ampliamento della base clienti 4G a quota 4 milioni. Anche sui conti Tim ha inciso la crescita di internet mobile, che ha contribuito a invertire la tendenza dei ricavi da servizi mobili (-0,3% nel terzo trimestre 2015, -2,1% nel secondo trimestre, -4,3% nel primo trimestre).

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