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Fondo nazionale sull’innovazione, Luigi Di Maio: “Partiremo a settembre con 2 miliardi di euro”

È stata presentata a Napoli la ventunesima edizione dell’Annuario statistico “Commercio estero e attività internazionali delle imprese, frutto della collaborazione fra l’Istat e l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Si tratta annuale che fornisce un quadro aggiornato sulla struttura e la dinamica dell’interscambio di merci e servizi, sui flussi di investimenti diretti esteri, sulla struttura e le attività realizzate dai principali attori presenti sul territorio nazionale: operatori e imprese esportatrici e importatrici, multinazionali a controllo nazionale ed estero.

L’anno passato, il commercio mondiale di beni è in aumento del 9,8% rispetto al 2017. In crescita anche il valore dell’interscambio mondiale di servizi (+7,7%), mentre diminuiscono gli investimenti esteri diretti (-13,4%).
In tale contesto globale, l’Italia registra una crescita del valore in euro sia delle merci esportate (+3,1%) sia, in misura più ampia, di quelle importate (+5,6%). Queste dinamiche determinano una riduzione dell’avanzo commerciale (8,7 miliardi in meno rispetto al 2017) che, nel 2018, ammonta a 38,9 miliardi di euro. Al netto dei prodotti energetici, l’attivo commerciale è di 80,3 miliardi di euro, in lieve flessione sul 2017 (-958 milioni).

La quota dell’Italia sulle esportazioni mondiali è diminuita in misura più accentuata in alcune aree geografiche, in particolare Africa settentrionale (da 7,36% a 7,09%), Medio Oriente (da 3,27% a 3,05%) e Unione europea (da 4,91% a 4,81%). Sul fronte opposto, incrementi della quota si rilevano principalmente per Asia centrale (da 1,13% a 1,20%) e Paesi europei non Ue (da 5,88% a 5,94%).
Nel 2018 risultano in crescita sia le esportazioni nazionali di servizi (+5,5%) sia le importazioni (+3,7%). I flussi di investimenti netti diretti all’estero, misurati in euro, sono aumentati in misura molto marcata (+95,4%) e quelli in Italia hanno registrato un incremento ancora maggiore (+205,4%).

All’evento di presentazione del Rapporto ICE 2018-2019 “L’Italia nell’economia internazionale, hanno partecipato tra gli altri il Sottosegretario allo Sviluppo economico, Michele Geraci, Carlo Ferro, Presidente Agenzia ICE, e Gian Carlo Blangiardo, Presidente Istat.
Le conclusioni sono state affidate al Ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

Il vice premier nel suo intervento si è concentrato molto sul Mezzogiorno e le sue aziende, ma anche sull’innovazione, che a volte è vista in maniera estremamente riduttiva dai mezzi di informazione: “L’innovazione, infatti, non è necessariamente tecnologia”.
Parlando del Sud, Di Maio ha spiegato: “E’ chiaro che ci sono imprese che hanno difficoltà sull’Internazionalizzazione e sulle esportazioni, poiché hanno solo un quinto delle infrastrutture disponibili rispetto alle altre parti d’Italia. Hanno, infatti, meno infrastrutture portuali e aeroportuali e quindi le difficoltà di collegamento aumentano. Dovremo investire molto di più sulle infrastrutture materiali, ma al contempo possiamo ridurre il gap con le grandi opportunità date dalle infrastrutture immateriali. Possiamo, infatti, fare investimenti su tutto il fronte dell’innovazione che sostanzialmente ha bisogno della banda ultralarga”.

In Italia le idee non mancano e neache i progetti innovativi, ma i cittadini, gli imprenditori e gli innovatori non sanno a chi rivolgersi, dove cercare risorse finanziarie: “Da settembre, avendo oggi la Corte dei conti vidimato il decreto ministeriale, potremo partire col Fondo Nazionale sull’Innovazione – ha dichiarato Di Maio – come hanno già fatto in Francia e in Germania. Si tratta di un fondo da 2 miliardi di euro che ci consentirà di finanziare in Italia le startup innovative”.

Altro passaggio importante che lega tecnologia, mercarti e produzione nazionale è quello dedicati alla blockchain e il Made in Italy: “Come MiSE abbiamo investito 45 milioni di euro per sperimentare la Blockchain su tre filiere, il tessile, l’agroalimentare e una parte della meccanica di precisione. Questo ci consentirà non solo di tracciare il prodotto ma i singoli pezzi. Ogni singolo pezzo potrà essere tracciato in Blockchain, consentendoci di garantire l’autenticità in generale”.
A livello mondiale, il Made in Italy vale oggi 40 miliardi di euro, mentre il falso Made in Italy vale 100 miliardi: “Il contrasto all’Italian sounding e il contrasto alla contraffazione passa dunque attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie come la Blockchain, capace di garantire la tracciabilità del prodotto. In tal modo, ogni consumatore sugli scaffali di tutto il mondo potrà, con il proprio smartphone, avere la garanzia che quel prodotto è tracciato e sapere se viene o meno dall’Italia”.
Grazie a questa tecnologia, a detta del vice premier, potremo presto recuperare questi altri 100 miliardi in mano alla criminalità organizzata.

È stato poi affrontato il problema della fuga dei cervelli, fenomeno che riguarda principalmente il Sud Italia, ma che ormai, per mancanza di prospettive lavorative, coinvolge tanti giovani e meno giovani di ogni regione: “Per effetto della mancanza di questi fondi di Venture Capital in Italia abbiamo avuto Germania e Francia che hanno attratto i nostri giovani con le loro idee innovative. Gli hanno finanziato le idee e si sono fatti depositare i brevetti presso i loro uffici”.
L’obiettivo – ha precisato Di Maio – è quello di tenere queste idee qui, finanziarle e garantirne le strutture operative di supporto, come il 5G e la banda ultralarga, mettendole in comunicazione con i fondi privati, le università e le imprese. Le imprese hanno difficoltà anche per le loro grandezza. Il 99% delle nostre imprese è in media di 15 dipendenti e a volte non hanno le risorse per istituire un ufficio legale interno figuriamoci per poter assumere un manager o un regista dell’innovazione che consenta a quell’azienda di aggiornarsi, digitalizzarsi, internazionalizzarsi con l’ecommerce”.
Su quest’ultimo punto, il Ministro è stato chiaro: “Noi siamo intervenuti con la legge di bilancio e la scorsa settimana abbiamo firmato il provvedimento attuativo sui voucher per gli Innovation manager, che permetterà ad ogni azienda di avere uno sgravio fino a 40.000 euro all’anno per assumere un manager per l’innovazione e quindi consentire una trasformazione digitale dell’azienda”.

Chiusura sull’attesa della nomina del Commissario alla concorrenza europea, che dovrebbe essere italiano: “Il lavoro che dovremmo fare con quel Commissario è cercare di garantire molto di più le esportazioni, sviluppare nuovi rapporti con altri Paesi, non solo con gli Stati Uniti, e soprattutto superare una serie di logiche antitrust che oggi non ci consentono di creare i cosiddetti campioni europei. Con le norme antitrust l’UE non è stata capace di creare un campione europeo sull’innovazione”.
Un Commissario che per Di Maio avrà una precisa mission: “che è quella di sbloccare alcuni rapporti commerciali con gli Stati Uniti, bloccati per effetto dei dazi. Se l’Europa potrà, nei prossimi mesi, dovrà fare il più possibile pressione affinché si raggiunga un accordo tra Stati Uniti e Cina”.

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