Nonostante le turbolenze degli ultimi tempi registrati fra tower company e operatori in Italia e Spagna, Fitch Ratings non cambia il profilo di rischio delle tower company europee.
Nonostante la rottura fra Tim e Fastweb + Vodafone da un lato e INWIT dall’altro sulle condizioni del Master Service Agreement, Fitch Ratings non cambia idea sulle prospettive delle tower company che considera stabili a lungo termine. “Vediamo una soluzione di compromesso come risultato finale più plausibile, visto che operatori mobili da un lato e tower company dall’altro cercheranno di minimizzare gli effetti negativi di una rottura, dal momento che le alternative disponibili sono poche”.
Un discorso analogo vale anche per il mercato spagnolo, secondo Fitch Ratings, dove i profili di rischio del business sono simili a quelli italiani, vista la rottura fra l’operatore Zegona (che ha rilevato Vodafone in Spagna) e Vantage Towers. Anche in Spagna, come in Italia, l’operatore mobile ha chiesto un taglio dei canoni di affitto.
“Le nostre valutazioni sui profili di rischio aziendale del settore continuano a riflettere la significativa interdipendenza tra MNO e TowerCo”, si legge in una nota di Fitch Ratings.
Tempistica incerta
“Prevediamo che il compromesso negoziato sia l’esito più probabile delle controversie, consentendo a MNO e TowerCo di continuare a operare a condizioni reciprocamente accettabili. Tuttavia, le tempistiche e ulteriori dettagli rimangono incerti”, si legge nella nota.
L’antefatto: la rottura fra Tim e Fastweb + Vodafone e INWIT in Italia
Fastweb, controllata di Swisscom che incorpora le attività di Vodafone Italia, e Tim, i due principali clienti della TowerCo italiano Inwit, hanno inviato comunicazioni di disdetta dei loro MSA nel marzo 2026, chiedendo la loro risoluzione rispettivamente nel marzo 2028 e nell’agosto 2030.
La rottura fra Zegona e Vantage Towers in Spagna
L’operatore di rete mobile spagnolo Zegona aveva già notificato, nel novembre 2024, la disdetta del suo contratto quadro con la società di gestione delle torri Vantage Towers, ribadendo la richiesta di una riduzione dei canoni annuali di utilizzo delle torri.
Per Fitch rischi del mercato delle torri invariate
“Le nostre valutazioni sui rischi commerciali del settore delle torri, che combinano caratteristiche degli immobili e degli operatori di telecomunicazioni, rimangono invariate nonostante questi sviluppi, data l’elevata interdipendenza tra gli operatori di rete mobile e le società di gestione delle torri”, si legge nella nota di Fitch Ratings.
Le motivazioni di Fitch
Il numero di operatori di torri in ogni area geografica “è molto limitato e la capacità disponibile non è immediatamente reperibile in tutte le regioni”, argomenta la società di rating. Di conseguenza, il passaggio a un nuovo operatore potrebbe causare significative interruzioni operative, mentre la ricostruzione delle torri da zero “richiederebbe ingenti investimenti iniziali e un lungo processo di costruzione, oltre al superamento di diversi vincoli urbanistici. Stimiamo che la sostituzione di 10.000 torri potrebbe richiedere almeno 10 anni. Inoltre, finora non si sono registrati casi di successo di operatori di rete mobile che abbiano trasferito tutte le proprie torri a una nuova società di gestione”, scrive l’agenzia.
Tower company dipendono dagli operatori
“Le torri sono una componente passiva essenziale della rete che, nella maggior parte dei casi, non offre agli operatori di rete mobile un vantaggio competitivo o un elemento di differenziazione. Possono facilitare una forma di condivisione di rete di alto livello attraverso una parte indipendente, riducendo costi e rischi. Anche le esigenze di investimento sono in aumento a causa dell’espansione della rete nelle aree rurali. Mantenere le spese in conto capitale relative alle torri fuori dai bilanci degli operatori di rete mobile contribuisce a preservare la generazione di flusso di cassa libero”, chiude l’agenzia.
La rottura con Tim e Fastweb + Vodafone mette a rischio l’80% del fatturato di INWIT
“Anche le società di gestione delle torri dipendono dai rispettivi operatori di rete mobile. La loro concentrazione di ricavi è elevata – ad esempio, la controversia con Vodafone Italia e Tim mette a rischio circa l’80% del fatturato annuo di Inwit – mentre la loro capacità di sostituire gli inquilini nella stessa misura è molto limitata. Le società di gestione delle torri hanno un’elevata base di costi fissi che è difficile da scalare in caso di perdita di ricavi”, scrive Fitch.
“La controversia di Inwit e la combinazione dei termini del suo MSA (Managed Service Agreement) sono insolite, poiché il suo accordo con Fastweb non prevede alcun limite agli aumenti di ricavi indicizzati all’inflazione, mentre la maggior parte degli MSA delle società di gestione delle torri include limiti all’inflazione o meccanismi di adeguamento graduale. Include anche una clausola “tutto o niente” che richiede il rinnovo o la risoluzione dei contratti di locazione per l’intero portafoglio di torri. L’elevata inflazione nel periodo 2022-2023 ha fatto sì che Inwit applicasse tariffe per le torri che Fastweb e Vodafone consideravano superiori alla media di mercato”, chiude Fitch.
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