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Fisco con l’IA, la Francia scova 20mila piscine di evasori. E l’Italia?

Fisco intelligenza artificiale

Le autorità fiscali francesi, che utilizzano il software di Intelligenza Artificiale, hanno scovato migliaia di piscine private non dichiarate: questo Fisco 4.0 ha consentito di recuperare allo Stato d’Oltralpe circa 10 milioni di euro.

Il sistema, sviluppato da Google e Capgemini, identifica le piscine dalle immagini aeree e effettua la verifica con i database catastali. Il progetto sperimentale è stato avviato un anno fa in nove dipartimenti francesi e ora sarà esteso in tutto il Paese grazie al suo successo: il sistema di IA ha portato agli occhi del fisco francese oltre 20mila piscine private non dichiarate. 

Ma non solo piscine. Il nuovo obiettivo è scoprire anche abusi edilizi, verande non dichiarate e pergole permanenti.

Stiamo prendendo di mira in particolare le estensioni delle case come le verande, ma dobbiamo essere sicuri che il software possa trovare edifici con un grande ingombro e non il canile per cani o la casetta per bambini“, ha detto Antoine Magnant, vicedirettore generale delle finanze pubbliche, al quotidiano Le Parisien.

Infatti, ad aprile è stato comunicato che il software Google-Capgemini aveva un margine di errore del 30%. Non solo scambiava i pannelli solari per le piscine, ma non riusciva a raccogliere estensioni tassabili nascoste sotto gli alberi o all’ombra di una proprietà. Per questo sono in corso test per perfezionare la tecnologia.

E in Italia?

Il nostro Fisco ha iniziato ad utilizzare il software Ve.R.A (Verifica rapporti finanziari), dopo l’ok del Garante Privacy. È dotata di intelligenza artificiale e punta ad intercettare il maggior numero di evasori, incrociando le banche dati di conti correnti, web e piattaforme social. 

Ecco come funziona. VeR.A. elebora:

Il sistema sarà, quindi, in grado di servirsi di miliardi di informazioni, custodite da 162 banche dati finora non interoperabili e scarsamente utilizzate dal Fisco.

Concretamente, Ve.R.A. effettua un controllo incrociato di dati su conti correnti, carte di credito, registri immobiliari e mobiliari, individuando i contribuenti a rischio evasione. 

Ma per la tutela della loro privacy, i risultati delle analisi non porteranno automaticamente all’emanazione di atti impositivi. Effettuata la scansione preliminare, i soggetti a rischio evasione riceveranno una lettera con la quale verrà loro chiesto di spiegare le incongruenze. Nello specifico, il sistema è finalizzato a scandagliare i conti di due liste di contribuenti: quelli con un alto rischio di evasione e chi invece presenta uno o più rischi fiscali. In prima battuta entrambi gli elenchi saranno anonimi, usando degli pseudonimi identificativi. Solo con l’invio della lettera di sollecito del saldo o per accertamento, saranno resi noti i nomi dei contribuenti controllati.

L’evasione in Italia ammonta a circa 80 miliardi di euro all’anno. Ora, con l’IA nelle mani del Fisco questa cifra diminuirà? 

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