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Fibra e 5G, sfatato il mito Ue del gap di investimenti. Scarica il report

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Il gap d'investimenti per la realizzazione delle reti in fibra e 5G è altamente sovrastimato e non tiene conto delle situazioni reali dei singoli paesi e degli investimenti messi a disposizione a livello locale. Scarica il report appena pubblicato da Stratix che ridimensiona le cifre della Commissione Ue.

Si tiene oggi il consiglio Telecom dei ministri Ue responsabili delle Tlc per discutere di un approccio comune al Gigabit Infrastructure Act, il nuovo pacchetto di norme disegnato per semplificare la realizzazione delle reti ultraveloci in fibra e 5G nella Ue. Le telco sono sempre sul piede di guerra e chiedono nuove misure per abbattere i costi di realizzazione delle nuove reti. Ma uno studio appena pubblicato da Stratix mette in discussione la descrizione della Commissione Europea di un sostanziale “gap di investimenti” nel raggiungimento degli obiettivi politici del Decennio Digitale entro il 2030. La Commissione ha evidenziato un presunto deficit di 174 miliardi di euro per raggiungere la connettività domestica di 1 Gbps e la copertura 5G in tutta l’UE. Tuttavia, lo studio di WIK Consult, citato dalla Commissione, chiarisce che i 174 miliardi di euro rappresentano l’investimento totale necessario per raggiungere questi obiettivi, con una parte significativa che dovrebbe provenire dalle forze di mercato.

Una cifra del tutto eccessiva, secondo il report di Stratix ‘Mind the gap: Demystification of the so-called ‘connectivity investment gap’(Scarica il report in PDF)’.

Il gap non c’è o quanto meno non nei termini descritti ma è di gran lunga inferiore.

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Fondi pubblici per 40 miliardi? Sono sovrastimati

Lo studio di WIK Consult identifica un potenziale fabbisogno di finanziamenti pubblici pari a 40 miliardi di euro per le reti fisse e 2,7 miliardi di euro per le reti mobili. Tuttavia, nel rapporto Stratix, Rudolf van den Berg e Johan Terhaar sostengono che queste cifre sovrastimano gli investimenti necessari a causa delle discrepanze nelle statistiche della Commissione Europea e di una supervisione dei finanziamenti pubblici stanziati in alcune nazioni dell’UE come la Francia.

I principali risultati dello studio Stratix mettono in discussione la posizione della Commissione europea:

  • Il “gap di investimenti” è notevolmente inferiore e può essere ampiamente coperto utilizzando i meccanismi di finanziamento esistenti.
  • La diffusione della rete in fibra ottica (FTTH) nei singoli Stati membri sta procedendo più rapidamente di quanto suggeriscano i dati della Commissione, rendendo gli obiettivi di connettività fattibili, con eventuali disparità attribuite alle decisioni di investimento.
  • L’analisi evidenzia la sovrastima degli investimenti necessari per FTTH, portando a una sovrastima del fabbisogno di sovvenzioni pubbliche. Inoltre, si sottolinea che la diffusione dell’FTTH varia in modo significativo tra gli Stati membri e sta avanzando più rapidamente di quanto precedentemente ipotizzato. L’analisi dei fabbisogni deve quibdi essere del tutto granulare, perché varia in maniera sostanziale da paese a paese (l’Olanda non è la Francia, la Germania non è l’Italia).

Questo studio suggerisce una rivalutazione del “gap di investimenti” percepito e richiede una comprensione più articolata delle effettive esigenze di finanziamento per raggiungere gli obiettivi di connettività dell’Europa. Il report presenta inoltre approfondimenti dettagliati, facendo luce sulle disparità tra i requisiti di investimento percepiti e quelli effettivi, con l’obiettivo di guidare decisioni politiche più informate.

‘Mind the gap: Demystification of the so-called ‘connectivity investment gap’(Scarica il report in PDF)’.

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