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Fibercop operatore wholesale only, la Commissione Ue critica Agcom: “Decisione prematura, informazioni incomplete”

La Commissione Ue bacchetta l’Agcom sulla modalità e soprattutto sulla tempistica (prematura) con cui è giunta alla designazione di Fibercop come operatore wholesale only. Prima di decidere, secondo i rilevi di Bruxelles, l’Autorità avrebbe dovuto attendere la chiusura dell’indagine AGCM sul Master Service Agreement. E’ quanto emerge dalla pubblicazione della risposta (commenti) della Commissione UE, la direzione DG Connect diretta da Roberto Viola, alla notifica di Agcom sull’analisi di mercato e la qualificazione di FiberCop come operatore wholesale only avvenuta lo scorso 26 gennaio. Oggetto del documento “Caso IT/2026/2626: accesso locale all’ingrosso in postazione fissa e capacità dedicata all’ingrosso in Italia. Osservazioni della Commissione a norma dell’articolo 32, paragrafo 3, della direttiva (UE) 2018/1972”.

Criticità

Dalle osservazioni della CE, ad una prima lettura, emergono criticità dallo schema di delibera notificato da Agcom e l’autorità viene invitata a rivedere numerosi punti. Molte preoccupazioni espresse lungo il procedimento sono state recepite o comunque prese in considerazione.

Ma in buona sostanza sono diversi i punti critici messi in evidenza dalla Commissione Ue, in particolare in relazione all’MSA tra Fibercop e TIM sotto indagine dell’AGCM fino a pochi giorni fa che secondo la Commissione Ue avrebbe dovuto essere chiuso prima della designazione di Agcom.

Informazioni incomplete

“La Commissione si rammarica del fatto che il progetto di misure in esame sia stato notificato mentre l’AGCM sta ancora valutando l’MSA e gli impegni presentati da FiberCop per alleviare le criticità concorrenziali individuate, in quanto non si può escludere in questa fase che l’esito della valutazione dell’AGCM avrebbe potuto indurre l’AGCOM a formulare conclusioni diverse se le misure in esame fossero state notificate dopo la delibera dell’AGCM. Inoltre l’AGCOM potrebbe dover chiedere un nuovo parere all’AGCM, dato che il parere di quest’autorità è datato maggio 2025 e pertanto non rispecchia gli ultimi sviluppi della sua inchiesta”, si legge nel documento.

In altre parole, la Commissione Ue fa notare ad Agcom che il parere positivo espresso a suo tempo, lo scorso 18 giungo, da parte dell’Autorità al nuovo status di operatore wholesale only per la società dell’ex rete Tim è prematuro.  

L’Autorità avrebbe dovuto prima attendere il termine dell’indagine dell’AGCM sul Master Service Agreement fra Fibercop e Tim, che si è chiuso invece mesi dopo, lo scorso 23 febbraio senza grossi scossoni.

Valutazione dell’MSA

“La valutazione globale dell’MSA dovrebbe essere effettuata alla luce degli obiettivi del codice, in particolare l’obiettivo di promuovere una concorrenza effettiva e sostenibile nella fornitura di servizi di comunicazione elettronica”, si legge ancora nelle osservazioni della DG Connect.

Scambio di informazioni

Da Bruxelles fanno notare “che l’architettura generale dell’MSA, comprese le sue disposizioni operative, commerciali e in materia di prezzi, sembra comportare scambi sistematici di informazioni commercialmente sensibili tra FiberCop e TIM”, si legge ancora. “L’AGCOM dovrebbe pertanto garantire che, a prescindere da qualsiasi clausola specifica dell’MSA, siano posti in essere meccanismi efficaci e applicabili per impedire lo scambio diretto o indiretto di informazioni relative alle condizioni commerciali 18 offerte a o da operatori terzi, nella misura in cui tali informazioni potrebbero falsare la concorrenza all’ingrosso o al dettaglio”.

Incertezza sulla valutazione della qualifica di FiberCop come operatore attivo esclusivamente sul mercato all’ingrosso in attesa del vaglio, da parte dell’AGCM, dell’MSA e dei relativi impegni”.

“…nel caso di specie le diverse condizioni commerciali e tecniche dell’MSA, in particolare l’obbligo di esclusiva a lungo termine di TIM, potrebbero distorcere in modo significativo gli incentivi di FiberCop, che trarrebbe vantaggio da un aumento della quota di mercato di TIM, poiché TIM è l’unico operatore a valle che nei prossimi anni non può scegliere il suo fornitore all’ingrosso, ma è tenuto ad acquistare tutti i suoi prodotti di accesso all’ingrosso esclusivamente da FiberCop. In tal senso sembrerebbe che FiberCop abbia interessi commerciali nel mercato a valle che potrebbero creare “incentivi a praticare discriminazioni tra i fornitori a valle” ai sensi del considerando 208 del codice, e di conseguenza potrebbe non soddisfare pienamente le condizioni di cui all’articolo 80 del codice (che stabilisce gli obblighi di trasparenza in materia di accesso e interconnessione Ndr)”, si legge ancora nelle osservazioni.

La Commissione esorta Agcom a considerare il possibile impatto della delibera AGCM sul MSA in relazione a designazione di Fibercop come operatore wholesale only

“La Commissione esorta pertanto l’AGCOM a valutare debitamente, tenendo nella massima considerazione le osservazioni di cui sopra, il possibile impatto della delibera dell’AGCM sulla designazione di FiberCop come operatore attivo esclusivamente sul mercato all’ingrosso e a riesaminare tale designazione, se necessario. La Commissione invita l’AGCOM a notificare un nuovo progetto di misura a norma dell’articolo 32 del codice qualora si rendesse di conseguenza necessaria una nuova valutazione della designazione di FiberCop come operatore attivo esclusivamente sul mercato all’ingrosso e dei relativi progetti di misure regolamentari”, si legge.

MSA potrebbe ridurre la concorrenza all’ingrosso

“Come osservazione generale la Commissione rileva che, dal punto di vista del mercato all’ingrosso, l’architettura originale dell’MSA potrebbe ridurre notevolmente le condizioni di concorrenza a livello di ingrosso. In particolare, la combinazione di accordi contrattuali a lungo termine, di sostanziali sconti a volume di TIM e di dipendenze operative reciproche tra le parti può ridurre in modo significativo la contendibilità di un’ampia parte della domanda all’ingrosso. Data la scala di TIM nei mercati a valle, tali accordi possono riservare a FiberCop una quota significativa e stabile della domanda all’ingrosso, limitando la capacità di operatori alternativi di raggiungere una scala efficiente e indebolendo potenzialmente gli incentivi a investire in infrastrutture alternative”, si legge ancora nelle osservazioni.

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