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FERX. Pichetto Fratin firma il decreto definitivo, via libera a 37 GW di nuove rinnovabili

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Dopo il via libera della Commissione europea al regime di aiuti da 23 miliardi di euro, il ministro Pichetto firma il decreto FERX, accelerando la transizione energetica e la competitività del sistema industriale italiano.

Pichetto Fratin firma il decreto FERX

Dopo il via libera della Commissione europea, il decreto FERX entra nella fase finale del suo iter. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il provvedimento che introduce il nuovo meccanismo di sostegno alle fonti rinnovabili mature, destinato a mobilitare oltre 37 GW di nuova capacità produttiva e a sostenere investimenti per decine di miliardi di euro nei prossimi anni.

Il testo sarà ora trasmesso agli organi di controllo e diventerà operativo il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE). Si tratta di uno dei tasselli più rilevanti della strategia italiana per il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e per la riduzione della dipendenza energetica dall’estero.

Dall’ok di Bruxelles al decreto definitivo

La firma del ministro arriva a pochi giorni dalla decisione della Commissione europea dell’8 giugno, che ha autorizzato il regime di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro giudicandolo compatibile con il mercato interno. Un passaggio non scontato, che consente all’Italia di attivare uno dei più importanti programmi di incentivazione delle rinnovabili approvati nell’ambito della nuova disciplina europea sugli aiuti di Stato collegata al Clean Industrial Deal.

Per Bruxelles, il meccanismo rappresenta uno strumento essenziale per accelerare la decarbonizzazione del sistema elettrico, rafforzare la sicurezza energetica e contribuire alla competitività dell’industria europea attraverso una maggiore disponibilità di energia pulita e a costi più contenuti.

Chi potrà accedere agli incentivi previsti dal FERX

Il FERX è destinato agli impianti alimentati da fonti rinnovabili caratterizzate da costi di produzione ormai prossimi alla competitività di mercato. Rientrano nel perimetro del decreto:

  • impianti solari fotovoltaici;
  • impianti eolici;
  • impianti idroelettrici;
  • impianti che utilizzano gas residuati dai processi di depurazione.

L’obiettivo è favorire lo sviluppo delle tecnologie più mature attraverso un meccanismo di supporto che garantisca maggiore certezza agli investimenti, in un contesto ancora segnato dalla volatilità dei prezzi energetici e dalle difficoltà autorizzative che continuano a rallentare la crescita delle rinnovabili nel Paese.

37,15 GW di nuova capacità verde

Il decreto fissa un contingente massimo di 37,15 GW di nuova potenza incentivabile.

Di questi:

  • 10 GW sono riservati agli impianti fino a 1 MW, che potranno accedere direttamente al sistema di supporto;
  • 27,15 GW saranno assegnati attraverso procedure competitive gestite dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

La quota che sarà resa disponibile tramite aste pubbliche è così ripartita:

  • 16,5 GW per l’eolico;
  • 10 GW per il fotovoltaico;
  • 0,63 GW per l’idroelettrico;
  • 0,02 GW per gli impianti alimentati da gas residuati dei processi di depurazione.

Numeri che evidenziano il ruolo centrale attribuito a eolico e fotovoltaico, destinati a rappresentare il motore principale della crescita della generazione rinnovabile nazionale nel prossimo quinquennio.

Con il FERX un tassello strategico per industria e competitività

L’approvazione del FERX assume una valenza che va oltre la sola politica energetica. L’Italia continua infatti a scontare un differenziale di costo dell’elettricità rispetto alle principali economie europee, con effetti diretti sulla competitività delle imprese e sulla capacità di attrarre investimenti industriali.

L’incremento della produzione da fonti rinnovabili è considerato uno degli strumenti più efficaci per ridurre nel tempo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, attenuare l’esposizione alle tensioni geopolitiche e contenere il costo dell’energia per famiglie e aziende.

Secondo le stime europee, i 37 GW aggiuntivi previsti dal programma rappresentano un incremento pari a quasi la metà della capacità rinnovabile oggi installata in Italia, contribuendo in modo decisivo al raggiungimento dei target climatici e di sicurezza energetica fissati per il 2030.

Le prossime tappe

Per l’operatività del sistema manca ora l’ultimo passaggio attuativo. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il MASE dovrà approvare, su proposta del GSE, le regole operative che definiranno modalità di accesso, requisiti e procedure per l’assegnazione degli incentivi.

Sarà quello il momento in cui il FERX passerà definitivamente dalla fase normativa a quella industriale, aprendo una nuova stagione di investimenti nelle energie rinnovabili e offrendo al mercato un quadro di riferimento più stabile per programmare la crescita del settore.

Rinnovabili, l’Italia accelera oltre le attese

Il decreto arriva in una fase particolarmente favorevole per la transizione energetica italiana. Dopo aver chiuso il 2025 con un risultato storico (le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,1% dei consumi elettrici nazionali) i dati più recenti confermano un’accelerazione ancora più marcata. Secondo Terna, nel maggio 2026 la quota di energia elettrica soddisfatta da fonti rinnovabili ha raggiunto il 52,8% del fabbisogno nazionale, superando per la prima volta la soglia del 50% in un mese caratterizzato anche da una crescita della domanda elettrica del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A trainare la produzione verde continua a essere il fotovoltaico, che nel 2025 ha generato oltre 44 TWh di energia, pari al 14,2% dei consumi elettrici complessivi e a oltre un terzo dell’intera produzione rinnovabile nazionale. Seguono l’idroelettrico con 41,4 TWh e l’eolico con 21,4 TWh, mentre la geotermia mantiene un ruolo stabile nel mix energetico. Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno prodotto oltre 112 TWh nell’ultimo anno, consolidando un percorso di crescita che sta progressivamente ridisegnando il sistema elettrico italiano.

Nuovi impianti e accumuli: la sfida ora è mantenere il ritmo

L’espansione delle rinnovabili è sostenuta da un’accelerazione senza precedenti delle installazioni. Nel solo 2025 sono entrati in esercizio 7,2 GW di nuova capacità, un valore sette volte superiore a quello registrato nel 2021. Alla fine del 2024 la potenza rinnovabile installata in Italia aveva raggiunto 77,5 GW, con il fotovoltaico che rappresenta quasi la metà del totale (37,9 GW), seguito da idroelettrico (21,8 GW) ed eolico (13 GW). Parallelamente cresce anche il settore degli accumuli energetici, indispensabili per gestire una quota crescente di generazione non programmabile: il Paese dispone oggi di circa 1,9 GW di sistemi di grande accumulo, pari a quasi un quinto della capacità complessiva installata nell’Unione europea.

La crescita delle rinnovabili si accompagna inoltre a una ripresa della domanda energetica legata all’attività produttiva. L’indice Imcei di Terna, che monitora circa mille imprese ad alto consumo energetico, evidenzia infatti una crescita media annua del 5% dei consumi industriali a partire da novembre 2024. Un segnale che rende ancora più strategico il rafforzamento della capacità produttiva da fonti pulite previsto dal FERX, sia per garantire sicurezza energetica sia per sostenere la competitività del sistema industriale italiano.

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