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Fatturazione elettronica fra privati: facoltativa in Italia, obbligo nella Ue?

Parte oggi la sperimentazione della fatturazione elettronica B2B, una fase di test pensata per spingere le aziende ad adottare lo strumento digitale per gestire l’intero flusso di fatturazione, dall’ordine all’emissione del documento di pagamento. Il piano, varato nell’aprile 2015, contiene un sistema di incentivi, crediti d’imposta e altri strumenti per coinvolgere il maggior numero possibile di privati nella fase di test, che si chiuderà a metà ottobre.

Perché la sperimentazione non è obbligatoria per le aziende?

In che modo si pensa di spingere le imprese a sposare l’eProcurement, quando l’eCommerce non è considerato strategico per le nostre aziende?

Test al via (facoltativi)

L’obiettivo della sperimentazione, lanciata con dovizia di particolari e suggerimenti dall’Agenzia delle Entrate, è replicare in ambito privato quanto già avvenuto nel settore pubblico, dove la fatturazione elettronica verso la PA è un obbligo da più di un anno. Il processo B2B in sostanza ricalca quello verso la PA, e ha lo scopo di risolvere in tempi stretti le criticità che potranno insorgere nella fase di test.

A partire dal primo gennaio 2017 le imprese potranno cominciare a trasmettere le loro fatture in formato elettronico (in modo facoltativo), tramite il Sistema di interscambio gestito da Sogei che al momento è aperto soltanto per le transazioni che riguardano la Pubblica Amministrazione.

Questa fase di test della fatturazione B2B è importante, secondo gli esperti, perché mentre in Italia l’eInvoicing resterà comunque una possibilità e non un obbligo, a partire dal 2020 la Commissione Europea sarebbe intenzionata a imporre a tutte le imprese dell’Unione di emettere fattura in digitale.

In altre parole, nel giro di tre o quattro anni la fatturazione elettronica diventerà sempre più la modalità più comune per il pagamento di ordini anche fra privati in tutto il Digital Single Market. Le imprese italiane non possono permettersi di perdere questo treno per ovvi motivi: se a tempo debito non saranno pronte per la fatturazione digitale, rischiano di perdere commesse internazionali e di non poter partecipare a gare di appalto internazionali che fra i requisito potrebbero (presumibilmente) prevedere la gestione elettronica di tutto il ciclo di fatturazione.

La sperimentazione avviata oggi mira a risolvere in tempo utile le eventuali criticità, si concluderà entro la metà del prossimo mese di ottobre. Il prossimo appuntamento sarà il 1 gennaio 2017, quando le imprese potranno iniziare a trasmettere le proprie fatture in formato elettronico, utilizzando il Sistema di interscambio, oggi disponibile solo per le transazioni che interessano le Pubbliche Amministrazioni.

 

Dematerializzazione del processi

La fatturazione elettronica non significa semplicemente la digitalizzazione del documento di pagamento ma implica la dematerializzazione dell’intero processo di gestone del ciclo di fatturazione, dall’emissione dell’ordine fino all’emissione della fattura. E’ un ciclo che tocca tutte le fasi del ciclo produttivo e coinvolge a livello di sistemi informatici il versante fornitori, clienti, trasportatori e tutti i soggetti e uffici aziendali coinvolti nella preparazione di un ordine e della produzione.

Urge quindi digitalizzare l’intera catena dei processi per mettersi al passo con un cambiamento di paradigma che non può aspettare, anche se per la maggior parte delle aziende il digitale non è considerato strategico per il business.

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