focus sulla bolletta

Fatturazione a 28 giorni verso l’abolizione, ma i costi nascosti valgono il doppio (e restano)

Oltre a Vodafone anche Fastweb annuncia il ritorno alla fatturazione a 30 giorni. Però nel dibattito pubblico non è stato posto il focus sui costi occulti in bolletta. Valgono 2 miliardi. Ecco quali sono.

di Luigi Garofalo | @LuigiGarofalo |

Quando leggete la fattura dell’operatore mobile che avete scelto per il vostro smartphone quali sono le voci che vi fanno saltare di più dalla sedia o sgranare gli occhi?
Molto probabilmente sono: minuti, SMS e Giga extra soglia, Costi d’entrata. Costo del piano tariffario. Ascolto Segreteria Telefonica. Servizio Ti ho Cercato/Richiamami. Controllo del credito residuo. Chiamate dall’Italia verso l’Estero. Rete sicura. Vincoli e penali. Queste voci rientrano nei cosiddetti costi occultiservizi ancillari, che di solito non sentite mai dire al momento della sottoscrizione dell’utenza. I costi occulti sono quelli che si pagano quando terminiamo i minuti delle telefonate, il numero degli Sms e il traffico dati compresi nell’offerta, invece i servizi ancillari, sono pre-attivati dagli operatori sulla Sim e hanno un costo aggiuntivo, periodico oppure a consumo.

Purtroppo ‘questa pagina’ della bolletta non è oggetto della discussione nata sulla fatturazione a 28 giorni che sta animando il dibattito pubblico da quando l’Agcom (relatore il commissario Francesco Posteraro) ha deciso di avviare un procedimento sanzionatorio nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto della cadenza mensile delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche, ma solo per il fisso e le offerte ibride. Allo stesso tempo alcuni parlamentari hanno presentato degli emendamenti al decreto fiscale, una delle due gambe che compongono la legge di Bilancio, per imporre il ritorno da 28 a 30 giorni per la fatturazione telefonica (Fatturazione a 28 giorni, Stefano Esposito (Pd) ‘Abolita per tutti, anche per il mobile). Dopo queste due ‘mosse’ Vodafone è stato il primo operatore ad annunciare il ritorno alla mensilità ed ieri anche Fastweb, con le parole dell’amministratore delegato Alberto Calcagno, intervistato dal Sole24Ore, ha fatto sapere che “abbiamo già comunicato ad Agcom che ci adegueremo prima possibile, ma ormai con il nuovo anno”. Calcagno, oltre a dare una data precisa, ha aggiunto: “Ora se si vuole tornare indietro sui 28 giorni, che lo si faccia per il fisso e le offerte ibride, come ci viene chiesto, ma anche per il mobile puro dove invece i 28 giorni sono consentiti”. Infine l’Ad ha posto il focus sui costi occulti per i quali non vi è una comunicazione informativa sufficiente: “È stato calcolato in un miliardo di euro il costo per i clienti della fatturazione a 28 giorni. Ma non si ragiona invece sui 2 miliardi di euro di ‘costi occulti’, con i servizi ancillari a pagamento. Considerando che il mercato mobile e fisso delle famiglie vale 21 miliardi di euro, il 15% dei ricavi degli operatori viene da balzelli impropri. A questo punto sarebbe giusto che il legislatore intervenisse per chiedere maggiore trasparenza: l’offerta al cliente deve essere espressa comprendendo tutti i servizi. Esattamente come facciamo noi”.

 

 

Queste parole ci hanno incuriosito e siamo andati a caccia dei costi aggiuntivi e dei servizi ancillari sui siti web dei quattro principali operatori di telefonia mobile in Italia. Ecco cosa abbiamo scoperto. Partiamo dai minuti, SMS e Giga extra soglia.

 

Costo al minuto delle chiamate voce oltre i minuti compresi nell’offerta:

  • Prezzo più alto: 29€/c.
  • Prezzo più basso: 5€/c

Sul mercato è possibile trovare diversi costi al minuto per le chiamate voce oltre i minuti compresi nel piano tariffario: si può andare da 5 centesimi di euro fino a 29 centesimi. Calcolatrice alla mano vuol dire che quando si arriva ai 29 centesimi vi è un aumento del 600% rispetto al costo industriale. Questi extra-costi sono identici anche per gli Sms inviati oltre il numero compreso nell’offerta.

SMS oltre quelli compresi nell’offerta

  • Prezzo più alto: 29€/c.
  • Prezzo più basso: 5€/c.

 

MMS oltre quelli compresi nell’offerta

  • Prezzo più alto: 1,3 €
  • Prezzo più basso: 5€/c.

C’è ancora chi invia gli MMS nell’era dell’applicazioni gratuite di messaggistica. Se si supera il limite del ‘pacchetto’ per un video o una foto il cliente può arrivare a spendere 1,3 euro. Il prezzo più basso che abbiamo trovato sul mercato è di 5 centesimi.

 

Navigazione dati extra soglia

Guardiamo una delle voci a cui i consumatori sono più attenti, ma non fino in fondo: alla navigazione su Internet. Se termina il traffico dati compreso nella tariffa, ecco, a seconda degli operatori, le possibili condizioni imposte ai clienti.

  • Oltre soglia, senza altre opzioni dati attive si ha diritto fino ad 1 Giga di scorta che permetterà di continuare a navigare a 1,90€ ogni 200 megabyte (fino a max 1 Giga per un importo complessivo di 9,50€). Al termine del Giga aggiuntivo, Internet si blocca fino a successiva disponibilità.
  • Oltre il limite dell’offerta, c’è 1GB di riserva per continuare a navigare a 2 euro ogni 200 Mega fino al rinnovo dell’offerta.
  • Superati i GIGA utilizzabili alla massima velocità (4G) si continua a navigare a velocità ridotta fino a max 128 kbps.
  • Il traffico Internet extra soglia si acquista a 20 cent/20 MB e non potrà essere utilizzato in sessioni separate.
  • Oltre la soglia il cliente può scegliere se acquistare 1GB extra per 2€ oppure attendere il rinnovo automatico navigando a velocità ridotta.

 

Nella fattura ci sono anche i servizi ancillari, cosa sono e quanto possono costare?

Non a caso la bolletta telefonica è composta da tante voci e pagine, perché uno spazio evidente è occupato dai costi dei cosiddetti servizi ancillari, ossia gli operatori pre-attivano sulla Sim una serie di servizi che hanno un costo aggiuntivo, periodico oppure a consumo. Ecco un elenco dettagliato:

  1. Costi d’entrata: oltre al costo della SIM (è il costo industriale per realizzarla, quasi tutti gli operatori applicano una fee d’entrata, che va dai 3 ai 5€. C’è chi l’ha eliminata.
  2. Costo del piano tariffario: oltre all’opzione (es. 10 euro ogni 4 settimane per 1000 minuti e 5GB), il cliente deve pagare 0,49 cent a settimana (circa 2 euro al mese) solamente per aver diritto al piano tariffario. In breve paga 2 canoni: uno dell’opzione e uno del piano tariffario.
  3. Ascolto Segreteria Telefonica: la fanno pagare quasi tutti gli operatori, c’è chi l’ha eliminata. Si va dai 12 cent fino a 1,5 euro a chiamata. Se un cliente non lo sa e l’ascolta una volta a settimana, a 1,5 euro a telefonata, paga 6 euro in più nella fattura.
  4. Servizio Ti ho Cercato/Richiamami: Si va dai 12 cent al giorno ai 1,5 euro al mese. Un operatore ha cancellato il costo di questo servizio.
  5. Controllo del credito residuo: Per un operatore è un servizio a pagamento.
  6. Chiamate dall’Italia verso l’Estero (dette ‘Chiamate Internazionali, da non confondere con il Roaming): ogni volta che il cliente chiama verso una destinazione straniera, paga da un minimo di 1€ al minuto ad un massimo di 3€ al minuto, considerando scatto alla risposta e primo minuto di chiamata.
  7. 7. Rete sicura: il servizio che garantisce la protezione della Sim da virus e malware: tre operatori non applicano extra costi, mentre con un altro è gratuito per i primi 3 rinnovi poi costa 1 euro ogni 4 settimane.
  8. Vincoli e penali: il cliente non può disdire quando vuole (vincolo in genere dai 12 ai 24 mesi per disattivare), altrimenti paga. Si va da un minimo di 19 euro ad un massimo di 49 euro. C’è un operatore che ha eliminato questo costo.

 

Dunque per una completa operazione trasparenza nei confronti dei clienti della telefonia mobile il Parlamento dovrebbe, per esempio, intervenire come ha fatto sui biglietti aerei imponendo l’obbligo di includere nel prezzo pubblicizzato tutti i costi extra. Questo obbligo manca nella telefonia mobile.

 

Per saperne di più su: AGCOM

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