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Fattura elettronica, si avvicina l’ora X. La PA è pronta?

Digitale

Scatta il conto alla rovescia per le Pubbliche amministrazioni, inclusi gli enti locali, che entro il 31 marzo dovranno convertirsi alla fatturazione elettronica.

Per queste PA oggi scade il termine per completare l’attività di comunicazione ai fornitori dei contratti in essere ‘dei codici univoci ufficio’ presenti in IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni) e il caricamento sulla piattaforma telematica per la certificazione dei crediti delle informazioni relative alle fatture d’acquisto emesse prima del 1° luglio 2014, purché non ancora pagate.

Il prossimo step sarà il 20 febbraio quando il Governo, insieme a un nutrito pacchetto di altre misure legate alla delega fiscale, dovrebbe approvare i decreti attuativi sulla fatturazione elettronica.

In Cdm andrà la fatturazione elettronica tra privati, che dovrebbe cancellare fatture, bonifici e scontrini e permettere al fisco di vigilare meglio sui contribuenti.

La svolta digitale è partita. Ma le PA sono pronte?

Gli enti locali chiamati a rivoluzionare macchinose burocrazie e a svecchiare uffici spesso presidi di dirigenti restii all’innovazione sapranno allinearsi?

Il dado è tratto.

Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Già dallo scorso 6 giugno i fornitori – con sede in Italia – di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale devono emettere, trasmettere, conservare e archiviare le proprie fatture esclusivamente in formato elettronico.

A partire dal 31 marzo l’obbligo di fatturazione elettronica si estenderà a tutte le restanti Pubbliche amministrazioni.

Per i fornitori – con sede in Italia – il processo di fatturazione elettronica verso le PA prevede:

In fase di compilazione è di fondamentale importanza l’inserimento obbligatorio del codice ufficio della PA destinatario di fattura elettronica. Tale codice è comunicato al fornitore dalla PA o può essere reperito consultando l’IPA.

Oltre ai dati fiscali obbligatori ai sensi della normativa vigente devono essere altresì inseriti i codici CIG e CUP secondo quanto previsto dall’art. 25 del DL n. 66/2014.

L’obbligo non è ancora esteso ai fornitori esteri.

Le amministrazioni destinatarie di fattura elettronica devono:

  1. Attivare il servizio di fatturazione elettronica per tutti gli uffici destinatari di fattura nell’lPA secondo le Specifiche operative dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) definendo il canale mediante il quale comunicare con il Sistema di interscambio;
  2. Comunicare ai fornitori i codici identificativi degli uffici destinatari di fatturazione elettronica;
  3. Ricevere le fatture elettroniche provenienti dallo SDI ed effettuare le verifiche amministrative interne;
  4. Inviare allo SDI la notifica di accettazione o rifiuto della fattura entro 15 giorni dalla data di ricezione secondo le modalità riportate nelle Specifiche tecniche SDI;
  5. Monitorare i file FatturaPA secondo le modalità riportate sul sito FatturaPA;
  6. Conservazione secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

Le amministrazioni previste nella prima fase, Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale, avendo completato le fasi di attuazione previste e sottoposte al monitoraggio dell’AgID, sono pronti a ricevere le fatture in formato elettronico.

Sono a disposizione sul sito FatturaPA alcuni strumenti utili per facilitare il processo di fatturazione elettronica:

Sul sito dell’AgID sono inoltre fornite indicazioni di supporto per lo sviluppo di strumenti informatici open source per la fatturazione elettronica. In particolare è liberamente scaricabile il Modulo di Fatturazione attiva reso disponibile dalla Regione Lazio.

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