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Fascicolo Sanitario Elettronico, gli aggiornamenti PNRR e stato dell’arte

Nel corso della pandemia si è evidenziato il ruolo centrale del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), che è stato reso maggiormente efficace mediante la modifica normativa prevista nel 2020, all’interno del Decreto Rilancio.

La modifica principale, che ha già prodotto effetti benefici nei percorsi di cura, è data da quanto previsto all’articolo 3 del Decreto: il FSE è alimentato con i dati degli eventi clinici presenti e trascorsi in maniera continuativa e tempestiva.

L’attivazione del singolo Fascicolo non è quindi più subordinata alla manifestazione esplicita della volontà dell’assistito, mentre rimane necessaria l’espressione del consenso alla consultazione, affinché i medici che prendono in carico l’assistito possano consultarlo.

Nel corso della pandemia attraverso il Fascicolo Sanitario sono stati resi disponibili ai cittadini i documenti relativi a tamponi antigenici, molecolari e rapidi, i certificati vaccinali e il Green Pass, i certificati di guarigione e sono state inserite delle facilitazioni per evitare gli spostamenti dei cittadini e favorire il distanziamento sociale.

Anche durante la campagna vaccinale il Fascicolo Elettronico è stato uno dei canali preferiti per le prenotazioni delle vaccinazioni anti-Covid, soprattutto nella popolazione più giovane, consentendo la prenotazione senza spostarsi da casa.

Proprio in questi giorni sono state effettuate le configurazioni per consentire la prenotazione della terza dose.

Anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) viene evidenziato che il Fascicolo Sanitario Elettronico occupa un posto centrale tra gli strumenti di e-Health e ne vengono colte le potenzialità, definendolo quale “pietra angolare” per l’erogazione dei servizi sanitari digitali e la valorizzazione dei dati clinici nazionali.

Obiettivo principale del PNRR è di “accelerare in modo decisivo il miglioramento, l’armonizzazione e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)”, per garantire piena accessibilità in tutte le regioni, sia da parte degli assistiti che degli operatori sanitari, nelle sue funzioni chiave: punto di accesso nella fruizione di servizi e base dati, per cittadini e professionisti, di informazioni cliniche omogenee che tracciano l’intera storia clinica del paziente.

Il Piano mette inoltre al centro l’interoperabilità, affinché i vari sistemi regionali si possano scambiare dati e documenti, attraverso la piattaforma nazionale di interoperabilità (INI): a questo proposito sono in avvio sessioni congiunte di test tra le regioni per verificare lo stato dell’arte.

La Regione EmiliaRomagna, tramite Lepida, ha già da tempo realizzato quanto previsto dal livello centrale in tema di interoperabilità.

Nel Fascicolo Sanitario Elettronico vengono infatti già gestiti i referti prodotti nelle altre regioni e vengono inviati i documenti emessi per cittadini di altre regioni. Sono ora in corso le attività necessarie per la preparazione e la realizzazione dei test, con l’obiettivo di finalizzare le attività realizzate e di avere una piena interoperabilità con le altre regioni.

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