Fra la futura costellazione di Blue Origin e la Germania, che vuole creare una costellazione a fini militari, l’orbita bassa accende gli appetiti di molti grossi player globali. Jean-François Fallacher, Ceo di Eutelsat che controlla OneWeb, mette in guardia dal rischio di frammentazione e dispersione di forze.
In una intervista in tema di satelliti al quotidiano elvetico Temps rilasciata a Davos in occasione del WEF, Fallacher ha fatto il punto della situazione da suo punto di vista, evidenziando alcuni rischi da evitare per l’Europa a la sua sovranità digitale.
Il tutto, alla vigilia del lancio da parte di Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos, di una costellazione in orbita bassa battezzata TeraWave, che prevede il dispiegamento di 5.408 satelliti interconnessi in orbita bassa per sfidare gli oltre 9mila satelliti di Starlink, entrando in funzione nel quarto trimestre del 2027.
Anche Jeff Bezos rischia di pestare i piedi a OneWeb
Rivolgendosi a un pubblico aziendale e istituzionale, il nuovo arrivato rischia anche di invadere il territorio di OneWeb. Questa costellazione di circa 600 satelliti è diventata una filiale di Eutelsat nel 2023, dopo numerose difficoltà finanziarie. Con le comunicazioni satellitari ad alta velocità diventate un imperativo economico e strategico, il gruppo di telecomunicazioni con sede a Parigi rappresenta attualmente l’unica opzione operativa europea.
Certo, non più di tre giorni fa il commissario Ue alla Difesa e allo Spazio Andrius Kubilus ha detto che il progetto GovSatCom come alternativa eueopea a Starlink è ormai operativo, in attesa di Iris 2, la grande costellazione europea che però sarà operativa non prima del 2030.
Ma GovSatCom appare una pezza per tappare il buco europeo, in attesa di un’Iris 2 che tuttavia, nonostante gli sforzi, sarà un player minore a fronte della potenza di fuoco di Starlink e del suo rivale TeraWave.
Timori di frammentazione europea legittimi
Detto questo, i motivi per temere un certo ritardo e una certa frammentazione nei progetti europei sull’orbita bassa non sono certo peregrini. Basti pensare alla Germania, dove due big come Rheinmetall e OHB starebbero già lavorando su una costellazione satellitare militare, per dotare la Germania della sua Startlink tedesca. Un progetto da 12 miliardi di euro, in barba a Iris 2 e agli appelli di sovranità digitale che un giorno sì e l’altro pure si alzano da Bruxelles.
Di qui la preoccupazione del Ceo di Eutelsat, che ha da poco rilevato i 34 satelliti in orbita geostazionaria di OneWeb, che al momento rappresenta l’unica alternativa concreta a Starlink. C’è da dire che ad oggi la costellazione di Elon Musk non ha alcun contratto di difesa con governi europei.
Ma è chiaro che al momento, in caso di bisogno impellente, bisognerebbe per forza fare i conti con il bizzoso uomo più ricco del mondo.
Eutelsat impegnata in Iris 2
Anche perché Iris 2 è ancora lontano. “Il progetto riunisce tre operatori satellitari europei: Eutelsat, SES (un’azienda con sede in Lussemburgo) e Hispasat, l’operatore satellitare spagnolo. Insieme, abbiamo creato il consorzio SpaceRise. Con le autorità pubbliche europee, la Commissione Europea e l’ESA, intendiamo sviluppare una versione più avanzata della nostra costellazione. Stiamo parlando di orbita terrestre bassa e orbita terrestre media, e l’obiettivo è fornire servizi ancora più potenti. Il capitale necessario è ingente, poiché si tratta di un progetto da 10,6 miliardi di euro – ha detto Jean-François Fallacher in un intervista al quotidiano Temps – Stiamo lavorando con la Commissione Europea a un sistema progettato per entrare gradualmente in servizio a partire dall’inizio del prossimo decennio, con un aumento progressivo della capacità. Ma il capitale richiesto è significativo, data l’ambizione industriale del progetto”.
Il fuoco amico della Germania su Iris 2?
Il capitale è stato votato, quindi non è previsto alcun blocco del progetto. Tuttavia, la sovranità tecnologica dell’Europa non sembra in cima all’agenda di tutti i paesi Ue, se la Germania annuncia l’intenzione di creare una costellazione in orbita terrestre bassa per scopi puramente militari, potenzialmente con una spesa di 12 miliardi di euro. “Il rischio per l’Europa è la frammentazione”, dice a questo proposito Fallacher, secondo cui è necessario che gli sforzi economici degli europei si uniscano: “Dobbiamo impedire a ogni Paese di voler creare la propria costellazione e vogliamo attrarre più Paesi europei nei nostri progetti”. C’è abbastanza spazio nello spazio per tutti questi satelliti? “Lo spazio è molto vasto. I satelliti di OneWeb sono a 1200 chilometri di distanza, quelli di Starlink a 600 chilometri. Quindi c’è ancora molto spazio”, chiude Fallacher.
