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Fai sentire la tua voce: No agli smartphone a scuola voluti dalla ministra Fedeli

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha presentato un decalogo sull’uso “didattico” di smartphone e tablet in classe. Qual è la tua opinione? Scrivi il tuo commento.

di Redazione | @Key4biz |
Smartphone a scuola - ©immagine protetta da copyright

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha presentato a Bologna lo scorso 19 gennaio il Decalogo sull’uso “didattico” di smartphone e tablet in classe, definito da una Commissione di nomina ministeriale (MIUR).

All’annuncio non è ancora seguita la pubblicazione della ricerca scientifica che ha dato luogo al Decalogo e che dimostri le ragioni di un “apprendimento accelerato” grazie ai device digitali.

Rimaniamo in attesa fiduciosa della relazione finale della Commissione che ha stilato il Decalogo.

Key4biz con questa iniziativa dà voce alle autorevoli prese di posizione critiche del mondo scientifico e della ricerca e alle proteste di settori importanti dell’opinione pubblica che indicano le direttrici errate dell’iniziativa della ministra Fedeli: l’aver ignorato le tante ricerche che in tutto il mondo sottolineano gli effetti devastanti degli smartphone sulla crescita equilibrata dei ragazzi; il non aver considerato come proprio lo smartphone è lo strumento diffusivo di tutti i fenomeni di cyberbullismo: l’aver ceduto ai produttori di hi-tech (per la vendita di nuovi smartphone)  e ai giganti del web (affamati di Big data sui comportamenti dei ragazzi).

La decisione del MIUR dovrà essere seguita da un’apposita circolare indirizzata a tutte le scuole.

Facciamo in modo che questa circolare non venga mai emessa.

Esprimi sul forum pubblico di Key4biz la tua posizione critica nei confronti della decisione della ministra Fedeli.

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I commenti dei nostri lettori

 

vorrei chiedere alla Ministra se pensa di poter dotare tutti gli studenti di uno smartphone scolastico o se obbligherà tutte le famiglie all'acquisto di smartphone x i figli, che magari, x motivi vari, non vorrebbero farlo (visto che già si devono acquistare libri di testo).

maria impiegata 14 febbraio 2018

Sono contrario all’uso degli smartphone in classe,salvo poche e ben definite eccezioni.

Vittorio Gargini Fisico 13 febbraio 2018

sono diseducativi, i ragazzi vi passano un tempo eccessivo

silvio de marino ingegnere 12 febbraio 2018

GLI SMARTPHONE a scuola devono essere proibiti, perché :
1) servono agli studenti per evadere dalla lezione scolastica
2) riducono la concentrazione del 50% e non producono alcun vantaggio sui risultati scolastici degli studenti

CARLO GINO DOCENTE 12 febbraio 2018

Io voglio che i miei figli siano smart, e non i loro telefoni. Non voglio che credano che senza questa tecnologia non si possa studiare, approfondire, imparare. Non posso pensare che la scuola si abbassi in questo modo, vendendo i nostri figli al miglior offerente (aziende tecnologiche). Un genitore si aspetta una mano intelligente dal MIUR, e non un finto studio che assecondi le volontà di ragazzi e multinazionali.
Si a un corso per imparare a usarli come strumenti, quali sono.

Giuseppina Carlucci Impiegata ragioniera 12 febbraio 2018

Dovrebbe essere la scuola a dotarsi di laboratori e di tutti gli strumenti tecnologici necessari allo studio e alla ricerca. Niente quindi smartphone a scuola. Necessaria, invece, una formazione per un corretto uso di questo mezzo.

Alfonso Nocera Docente in pensione 6 febbraio 2018

Tutti i mezzi nuovi sono "buoni" x la didattica se non si prescinde dai vecchi. Quindi a mio avviso prima è necessario imparare a leggere e scrivere e poi integrare cn la tecnologia. Gli integralismi non hanno mai fatto bene a nessuno. Quello che manca in classe sono altre cose come ad esempio parlare di etica e di morale. Io ho lasciato la scuola quando il mio preside mi ha detto che nn dovevo educare, ma solo dare delle nozioni.

Alessandra Cesselon Ex professoressa 5 febbraio 2018

Come al solito ci si aspetta che siano sempre e solo i destinatari del cambiamento e non chi invece ne dovrebbe essere il promotore

come si trasformano gli ambienti di apprendimento? scaricandoli sui docenti e sugli studenti? Oggi è necessario un vero piano di supporto: il digitale da solo non trasforma gli ambienti di apprendimento.

Francesco Addante 5 febbraio 2018

Sono anch'io dell'opinione (sulla base della mia esperienza didattica) che, con riferimento all'uso in classe degli smartphone, ma anche al limite dei tablet e simili, il saldo tra benefici e danni sia assolutamente negativo

Pasquale Costanzo Professore ordinario nell'Università 5 febbraio 2018

Iniziativa interessante, ma mancano le regole di applicazione e mancano insegnanti digitali. Tra di loro c’è chi scrive ”squola” così, figuriamoci come spiegheranno il diritto all’oblio!

Nadia Rinaldi Avvocato 2 febbraio 2018

Lo smartphone in classe aumenterebbe enormemente i costi di commutazione (distrazioni dovute alle continue sollecitazioni provenienti dal dispositivo), riducendo nel contempo la capacità del cervello di fare operazioni anche semplici in modo autonomo. Il decalogo verrebbe agevolmente eluso, salvo installare jammer in ogni aula. Un simile meccanismo è quanto di più deleterio possa essere introdotto per l'istruzione, che deve invece abituare i ragazzi ad essere autonomi, a non dipendere dal mondo digitale. Semmai sarebbe opportuno introdurre seminari di aggiornamento sull'uso consapevole e responsabile delle tecnologie, e lo smartphone potrebbe essere utilizzato dai docenti per distribuire compiti e dispense, affinchè anche gli studenti assenti o svogliati restino aggiornati sui programmi didattici.

Gianluca Pomante Avvocato 2 febbraio 2018

Niente cel in classe. Bastano lavagna, Lim, carta e penna! E un bravo insegnante che motivi!!!

Susanna Bandera Docente 1 febbraio 2018

Ogni strumento digitale ha una utilità indubbia al fine di migliorare l'accesso e lo scambio di informazioni. Soprattutto in termini di velocità.
Ma come pretendere che un uomo corra ancor prima di imparare a camminare??
Forse non si tiene conto che moltissimi giovani interpretano male la tecnologia digitale pensando che sia uno scopo e non uno strumento.

carlo falcicchio già ammiraglio guardia costiera 1 febbraio 2018

L'idea è anche bella ma attuata male. La maggioranza degli insegnanti non sono digitali, per mio figlio preferirei lezioni in classe sull'educazione digitale da professionisti.

Laura Cirallo commercialista e mamma preoccupata 1 febbraio 2018

No tel. Cellulari a scuola

Mirca Mistrali Impiegata 31 gennaio 2018

Come mamma di 4 figli trovo l idea veramente malsana.
I nostri rsgazzi sono come vasi, sta a noi riempirli di cultura, bellezza, empatia, di esperienze positive perché siano risorsa per il futuro......
Prima formiamo in famiglia e a scuola la PERSONA poi dotiamola della tecnologia...son sicura che allora ne faranno buon uso!!!

monica mamma 31 gennaio 2018

Le ricerche scientifiche sono discordi ma maggiormente orientate verso un giudizio negativo per l'uso degli smartphone in classe.
Il MIUR dovrebbe, invece, impegnarsi verso attività che contribuiscano ad una crescita armonica dei ragazzi. educazione fisica e materie umanistico-creative -> queste servono ad accrescere tutte quelle softskill fondamentali nel mondo attuale e sempre di più in futuro. Le competenze tecniche si possono acquisire, benissimo, dopo.

Nazzareno Prinzivalli Imprenditore 31 gennaio 2018

"All’annuncio non è ancora seguita la pubblicazione della ricerca scientifica che ha dato luogo al Decalogo e che dimostri le ragioni di un “apprendimento accelerato” grazie ai device digitali."
Perché non esiste. Al contrario, sono numerosissimi gli studi che hanno già ampiamente dimostrato i danni che questi dispositivi possono causare, inclusa la correlazione tra il loro uso ed i famosi DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento):
https://youtu.be/xTk5pKVR5mI

Fabio Pilolli Docente 31 gennaio 2018

Giusto!!! e che si torni alla penna d'oca col calamaio perdio!

Francesco Fumelli 31 gennaio 2018

no agli smartphone a scuola

Laura Cappellaro ingegnere 31 gennaio 2018

Lo ammetto, non sono bravissima con smartphone e tablet, anche perché non più giovanissima, (sono vicina alla pensione!) come faccio a insegnare l'educazione digitale ai miei alunni?

Laura Donati insegnante 31 gennaio 2018

Sono contrario.
Mio figlio ha 10 anni e non ha un cellulare. Se la sua scuola accetta lo smartphone in classe che devo fare? Sarò costretto a comprarglielo. Quello che non sono riusciti a fare Apple e Samsung lo farà lo Stato?
Vorrei decidere io...

Antonio papà 31 gennaio 2018

A scuola i ragazzi devono imparare a concentrarsi e a prolungare il periodo di attenzione. L'apprendimento è una cosa seria

Vincenzo Patruno IT project officer 31 gennaio 2018

Gli svantaggi superano di gran lunga i vantaggi. I ragazzi sono attratti irresistibilmente dalle pagine social, anche durante le lezioni. Succede lo stesso all'università, ma lì è questione di responsabilità degli studenti.

Giuseppe Ferrigno project manager & security consultant 31 gennaio 2018

Lo smartphone in classe è sbagliato, soprattutto durante le lezioni, perché motivo di distrazione e disturbo per i compagni.

Silvia Consulente del lavoro 31 gennaio 2018

La tecnologia a scuola è un conto, i dispositivi personali un altro. Nel primo caso parliamo di valido supporto alla formazione, nel secondo di una fonte di distrazione costante e di disturbo per la classe.

Flavio Fabbri Giornalista 31 gennaio 2018

Bisogna stare a contatto con i ragazzi, in classe, per comprendere davvero il danno che questi dispositivi fanno, in termini formativi e comportamentali.

Gianna Professoressa 31 gennaio 2018

I ragazzi sono già stati risucchiati dallo smartphone. Stanno ore ipnotizzati davanti a quello schermo minuscolo, gobbi, muti e sordi nei confronti della realtà che li circonda. Immagino quanto potrebbe far bene permetterne l'uso anche a scuola.

Francesca Sassoli Business and communication networking Manager 31 gennaio 2018

Quando si diffusero le calcolatrici portatili a pile (inizio anni '80) gli studenti iniziarono a non fare più i conti a mente, o con carta e penna. Con gli smartphone inizieranno anche a non memorizzare dati, fatti e circostanze. In compenso giocheranno e chatteranno all'impazzata. La proposta della Fedeli sembra una promozione alla vendita degli smartphone. Bah.

Alvise Valsecchi 31 gennaio 2018

Come genitore di 4 figli, tutti dotati di cellulare o al peggio tablet Wi-Fi, mi è evidente che sarebbe dannoso escludere i giovani dalla digitalizzazione individuale, ma ancora più importante educarli ad avere spazi di autonomia con concentrazione e priva di elettronica

Alberto Fontana Impiegato 30 gennaio 2018

Non capisco a chi sia venuto in mente di liberalizzare l'uso del cellulare a scuola, quando proprio la scuola è l'unico luogo di disintossicazione da telefonini e playstation

Jole Tamburi mamma irritata 30 gennaio 2018

Come insegnante e genitore considero lo smartphone un classe una concessione assurda. E' una misura controproducente per l'apprendimento e una minaccia per la stabilità dei ragazzi.

Gianni Insegnante 30 gennaio 2018

Come genitore l'iniziativa mi preoccupa. Ritengo sia diseducativo consentire l'utilizzo dello smartphone a scuola

Luca Di Cagno Impiegato 30 gennaio 2018

Anche io non sono d'accordo. Non si capisce proprio che uso ne possano fare gli studenti se non per distrarsi ulteriormente.

Piero Bergamo digital media specialist 30 gennaio 2018

L'uso didattico dei device mobili per l'apprendimento di tutte le materie è dannoso. Limitare l'educazione digitale all'ora d'informatica e solo con tablet forniti dalla scuola.

Luigi Garofalo Giornalista 29 gennaio 2018

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