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Facebook-Cambridge Analytica, Mariya Gabriel ‘Data Protection valore non negoziabile nella Ue’

La data protection è un “valore non negoziablie” per l’Unione Europea, per questo motivo il nuovo regolamento Ue sulla Protezione dei dati è “un pezzo portante” della strategia europea digitale. Lo ha detto ieri la Commissaria Ue al Digital Mariya Gabriel al DigitalDay 2018, a proposito degli ultimi risvolti dello scandalo Cambridge Analytica che ha investito Facebook. Gabriel, che nei giorni scorsi è stata netta nel dire che gli utenti di facebook devono sapere cosa è successo con i loro dati, ha sottolineato che “Senza la fiducia dei cittadini non potremo mai arrivare a risultati positivi nella rivoluzione digitale”, aggiungendo che tutte le nuove iniziative a cui sta lavorando la Commissione, dalla e-health alla tecnologia blockchain, si basano sui principi di “trasparenza, responsabilità e tutela della privacy”.

Allo stesso tempo, ha sottolineato Gabriel, “non vediamo una contraddizione” tra l’approccio Ue “unico al mondo basato sui valori” e sulla privacy con “la capacità per le piattaforme di essere motori di crescita, innovazione e creazione di occupazione”. Questa, ha aggiunto, deve essere infatti sviluppata con “responsabilità”.

Sullo scandalo Cambridge Analytica, la commissaria Ue al Digitale ha sottolineato che a Bruxelles sono in fase di discussione nuove proposte di direttiva, come quella sull’ePrivacy e l’indagine sulle fake news in fieri, che si affiancano al GDPR. Il mese prossimo Gabriel annuncerà una nuova proposta per imporre ai motori di ricerca di chirire in modo trasparente le modalità di indicizzazione dei risultati di ricerca. “La Commissione ha bisogno di più informazioni sul modo in cui si verifica il ranking, sui criteri e sulle modalità di indicizzazione”, ha detto Gabriel in una recente intervista a Euractiv.com.

Sullo scandalo Cambridge Analytica, Gabriel ha detto che sarà necessario appurare quanti cittadini europei sono stati coinvolti sui 50 milioni di utenti che sono stati colpiti dall’illecito trattamento dei loro dati personali a scopi elettorali.

Per quanto riguarda il modello di business di Facebook, basato sulla vendita dei dati degli utenti a scopi pubblicitari, Gabriel ha detto che l’Europa non è la Cina, nessun pregiudizio quindi sul modello di business, ma che il consenso informato resta la pietra miliare della direttiva ePrivacy e del GDPR e che per questo motivo sarà questo il principo fondamentale da seguire in futuro.

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