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Europa in ritardo su tecnologia e crescita: Draghi e Collison lanciano il Rhine Group per evitare il declino

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L’ex presidente della BCE Mario Draghi e il cofondatore di Stripe, Patrick Collison, guidano una nuova iniziativa nata per trasformare le indicazioni del rapporto Draghi in proposte concrete. Tra gli italiani presenti Andrea Pignataro, Lucrezia Reichlin, Francesco Giavazzi, Francesco Decarolis e Vittorio Colao.

Mario Draghi e Patrick Collison lanciano il Rhine Group, un’iniziativa che punta ad affrontare uno dei problemi strutturali dell’economia europea: la difficoltà di trasformare innovazione, ricerca e startup di successo in grandi imprese capaci di competere su scala globale.

A guidare operativamente il gruppo è Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato. Attorno ai due copresidenti si è formata una squadra che riunisce economisti, accademici, imprenditori, manager e personalità provenienti dal mondo della tecnologia, della finanza e delle istituzioni. La sfida è quella già individuata dal rapporto sulla competitività presentato da Draghi alla Commissione europea nel 2024: l’Europa continua a produrre ricerca, competenze e imprese innovative, ma fatica a trasformarle in aziende capaci di crescere su scala globale.

Solo 4 delle 50 maggiori aziende tech sono europee

Il punto di partenza del Rhine Group è un dato che sintetizza il divario accumulato dal continente: tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche al mondo soltanto quattro sono europee.

Il problema riguarda soprattutto i settori destinati a determinare la crescita dei prossimi anni, dall’intelligenza artificiale alle piattaforme digitali, dalla ricerca scientifica alle tecnologie emergenti. Per Draghi e Collison non si tratta soltanto di una questione industriale. Una crescita debole riduce anche le risorse disponibili per finanziare difesa, sanità, pensioni, istruzione, transizione climatica e welfare, trasformando il ritardo economico in un problema strategico e geopolitico.

La tesi alla base del gruppo è che il declino europeo non sia inevitabile, ma che senza un’accelerazione delle riforme il continente rischi di perdere ulteriore terreno rispetto a Stati Uniti e Cina.

Patrick Collison e l’attenzione alla stagnazione europea

Collison, irlandese classe 1988, ha fondato Stripe insieme al fratello John nel 2010, costruendo una delle principali società mondiali nel settore dei pagamenti digitali. Negli ultimi anni il manager ha dedicato sempre maggiore attenzione ai temi della ricerca, dell’innovazione e della crescita economica, concentrandosi in particolare sulle difficoltà europee nel trasformare idee e startup in grandi imprese.

È proprio su questo terreno che la sua visione incontra quella di Draghi: da una parte l’esperienza di chi costruisce aziende tecnologiche e opera sui mercati globali, dall’altra l’analisi macroeconomica delle debolezze strutturali dell’Unione.

Dal rapporto Draghi alle riforme

Il rapporto sulla competitività elaborato da Draghi nel 2024 aveva formulato oltre 170 proposte riguardanti energia, industria, infrastrutture digitali, mercati dei capitali, produttività e difesa. Quel documento è diventato uno dei principali riferimenti del dibattito economico europeo, ma resta aperta la questione della sua concreta implementazione.

Il Rhine Group vuole inserirsi proprio in questo spazio, creando un luogo nel quale competenze differenti possano tradurre le indicazioni strategiche in proposte politiche e riforme realizzabili. Non si tratta di un organismo alternativo alla Commissione europea o ai governi nazionali, ma di una piattaforma chiamata a elaborare soluzioni e alimentare il confronto sulle scelte necessarie per rafforzare la crescita.

Un’Europa stretta tra Stati Uniti e Cina

L’iniziativa nasce anche in un contesto internazionale molto diverso rispetto a quello nel quale si è sviluppato il modello economico europeo degli ultimi decenni.

Gli Stati Uniti hanno adottato politiche sempre più protezionistiche, la Cina è diventata un concorrente tecnologico e industriale sempre più forte e le dipendenze europee in settori strategici, dall’energia alla tecnologia fino alle catene di approvvigionamento, sono diventate più evidenti. L’Europa deve quindi rafforzare la propria autonomia proprio mentre continua a registrare difficoltà sul fronte della crescita, degli investimenti e dell’innovazione.

Una squadra tra tecnologia, economia e finanza

Tra i membri figurano il premio Nobel per l’Economia Philippe Aghion, l’ex presidente estone Toomas Hendrik Ilves, la presidente del Centre for Economic Policy Research Beatrice Weder di Mauro e la direttrice dell’Economist Zanny Minton Beddoes.

Dal mondo dell’impresa e della tecnologia arrivano invece nomi come Tobi Lütke, fondatore e AD di Shopify, Niklas Zennström, fondatore di Atomico, e Sebastian Siemiatkowski, cofondatore e AD di Klarna.

La presenza italiana

Nel Rhine Group figurano Andrea Pignataro, fondatore e amministratore delegato di ION Group, Lucrezia Reichlin della London Business School, Francesco Giavazzi, professore emerito alla Bocconi, Francesco Decarolis, professore di economia alla Bocconi, e Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone e oggi vice chairman Emea di General Atlantic.

Per Draghi e Collison la partita si giocherà sulla capacità dell’Europa di innovare, investire e creare aziende capaci di crescere senza dover necessariamente spostare capitali, talenti e attività fuori dal continente.

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