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Euro Digitale, pronta la bozza del Regolamento: verso la sovranità (anche) monetaria

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C’è attesa per il voto dell’Europarlamento sulla bozza di regolamento dell’euro digitale che riguarderà tutti i 20 Paesi dell'Eurozona. Prevista una norma contro i blocchi esteri di servizi finanziari, in particolare le sanzioni americane.

Euro digitale, bozza di regolamento da approvare entro l’anno per il varo ufficiale nel 2029

La Commissione Affari economici (ECON) del Parlamento europeo si prepara a un voto cruciale: il 23 giugno 2026 dovrà riesaminare e approvare la bozza del regolamento sull’euro digitale, un testo di circa 100 pagine che contiene gli emendamenti di compromesso frutto dell’accordo politico fra i gruppi parlamentari. L’approvazione definitiva in plenaria è prevista per l’ultima sessione prima della pausa estiva, ai primi di luglio 2026.

Una data utile potrebbe essere il primo gennaio 2027, quando verrà celebrato il 25esimo anniversario dell’entrata in circolazione delle banconote e delle monete in euro, così da procedere con l’inizio della fase pilota a metà dello stesso anno.

Come ha spiegato precedentemente Piero Cipollone, Membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea (Bce), a luglio verranno annunciati i Psp (Payment service provider), per poi avviarne lo sviluppo nel terzo trimestre di quest’anno. Rispetto a quanto detto ad inizio anno, c’è stato qualche slittamento in avanti dell’iter istituzionale, ma i tempi potrebbero comunque essere rispettati.

Piero Cipollone, Membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea

L’importanza dell’approvazione entro l’anno

Il calendario è stringato e strategico. Da settembre 2026 dovrebbe partire il trilogo tra Parlamento, Commissione e Consiglio europeo, che si deve concludere entro la fine dell’anno per permettere alla Banca centrale europea di varare l’euro digitale entro il 2029, come annunciato da tempo dalla BCE.

Qualsiasi ritardo nell’approvazione parlamentare comprometterebbe questo orizzonte temporale, con conseguenze sulla sovranità digitale europea e sulla capacità di rispondere alla crescente dipendenza da fornitori di pagamenti non europei, in particolare statunitensi come le carte di credito e PayPal.

Lagarde (Bce): “Euro digitale porrà fine a una dipendenza con cui conviviamo da troppo tempo

L’euro digitale, ha dichiarato la Presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in una conferenza a Francoforte, non si limita a preservare ciò che abbiamo: “rappresenta anche un’opportunità per porre fine a una dipendenza con cui conviviamo da troppo tempo. L’Europa non dispone di un proprio circuito paneuropeo per le carte di pagamento e la maggior parte delle transazioni contactless e strisciate si basa su reti non di nostra proprietà. I ​​circuiti internazionali rappresentano oltre il 60% dei pagamenti con carta e 13 dei 21 paesi dell’area euro non hanno un circuito nazionale per le carte di pagamento“.

La tecnologia sta riscrivendo le modalità di scambio del denaro e di regolamento delle transazioni, soprattutto attraverso la tokenizzazione, ha affermato Lagarde, “e la geopolitica ha trasformato la proprietà delle infrastrutture finanziarie in uno strumento di potere, cosicché la sovranità ora conta dove prima non contava“.

I sistemi europei non hanno mai raggiunto una dimensione paneuropea perché sono intrappolati in un circolo vizioso: nessun commerciante adotta ciò che pochi clienti utilizzano, e nessun cliente utilizza ciò che pochi commercianti accettano”; ha proseguito la Presidente della Bce.

L’euro digitale spezza questo circolo vizioso, ha sottolineato Lagarde: “Grazie al suo status di moneta a corso legale, deve essere accettato ovunque. Ciò fornirebbe finalmente all’Europa uno strumento di pagamento utilizzabile in tutta l’Unione. E poiché i suoi standard tecnici sono aperti, qualsiasi fornitore può basarsi su di essi e raggiungere fin da subito tutta Europa. Per la prima volta, gli operatori europei potrebbero competere ad armi pari“.

Christine Lagarde

Il ruolo del Parlamento e il relatore italiano

Il relatore italiano sul regolamento è Pasquale Tridico (M5S), che ha dichiarato che il testo sarà supportato da una “larga maggioranza” al voto del 23 giugno. Le indiscrezioni indicano che la bozza soddisfa le aspettative della BCE, elemento che facilita il percorso di approvazione.

Il progetto pilota è previsto per il 2028, con il lancio definitivo nel 2029. L’adozione di interoperabilità completa garantirà che qualsiasi utente possa pagare chiunque, indipendentemente dal provider, creando un mercato europeo dei pagamenti veramente integrato.

Il regolamento sull’euro digitale sarà direttamente applicabile ai 20 paesi dell’Eurozona, mentre i 7 paesi dell’Unione senza euro potranno eventualmente accedere all’euro digitale tramite accordi specifici, ma non saranno obbligati alla sua adozione.

La norma contro le sanzioni straniere: una protezione strategica

Uno degli elementi più innovativi e discussi della bozza, come spiegato da Rosaria Amato in un articolo su La Repubblica, è l’inclusione di norme contro le sanzioni imposte da Paesi terzi, in particolare gli Stati Uniti. Il testo protegge i soggetti sottoposti a sanzioni finanziarie estere dall’essere esclusi dai servizi base dell’euro digitale.

Il caso emblematico è quello di Francesca Albanese, relatrice speciale per il CPI/ONU, sottoposta a sanzioni USA che hanno bloccato l’accesso ai suoi servizi finanziari tradizionali. La bozza stabilisce che, se l’UE non avvalla imposizioni estere, “nessuno potrà impedire l’accesso ai servizi base dell’euro digitale”. Questa norma rappresenta un importante strumento di autonomia strategica europea contro l’uso della moneta come veicolo di pressione politica extra-UE.

Come funziona l’euro digitale

La caratteristica principale è la gratuità dei servizi di pagamento base per i cittadini. Non saranno consentite commissioni eccessive sui pagamenti fondamentali, e i fornitori non potranno aggirare questo diritto con pratiche commerciali scorrette. Solo i servizi aggiuntivi oltre le funzionalità base potranno essere addebitati.

Il regolamento garantisce l’accesso universale a categorie particolarmente tutelate: anziani, persone con disabilità, cittadini con limitate competenze digitali e soggetti privi di conto bancario. I distributori di ultima istanza includono enti pubblici, autorità locali e uffici postali, che devono distribuire l’euro digitale.

L’euro digitale permetterà pagamenti anche senza connessione, direttamente dal telefono, funzionando in modalità offline oltre che online. Questa caratteristica risponde alla necessità di garantire i pagamenti in tutte le situazioni, anche in aree con copertura internet limitata.

Non sarà previsto un limite specifico al wallet (inizialmente si ipotizzavano 3.000 euro), garantendo flessibilità nell’utilizzo. L’euro digitale sarà complementare alle banconote, non le sostituirà.

La Bce non potrà identificare l’utente che effettua una transazione, garantendo un livello di privacy significativo. Sarà inoltre possibile l’integrazione con i portafogli di identità digitale europea (EUDI Wallet), come l’app Io in Italia, per facilitare le transazioni.

Obiettivi strategici dell’euro digitale

Come ha sottolineato sempre Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della BCE: “L’euro digitale mira a garantire autonomia strategica in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche“. La sovranità digitale europea, quindi, si declina anche nella versione elettronica della sua banconota ufficiale. I sistemi di pagamento sono diventati infrastrutture critiche europee, insieme all’energia, ai trasporti e alle telecomunicazioni. La loro resilienza e sicurezza incidono direttamente sulla stabilità economica e autonomia strategica. In un’epoca di tensioni geopolitiche, dipendere da sistemi di pagamento fuori dal controllo europeo crea vulnerabilità inaccettabili.

L’obiettivo principale dell’euro digitale è ridurre la dipendenza da fornitori non europei, in particolare statunitensi, nel settore dei pagamenti elettronici. L’UE vuole rafforzare la propria autonomia strategica e creare un sistema di pagamenti indipendente.

Il regolamento promuove i pagamenti tra diverse valute, aumentando l’uso internazionale dell’euro e la sua posizione nel sistema finanziario globale.

L’integrazione con l’EUDI Wallet collega l’euro digitale al più ampio quadro della digital identity europea, creando un ecosistema integrato di servizi pubblici digitali.

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