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Euro digitale, progetto pilota nel 2027. Al via la selezione per i fornitori di servizi di pagamento. Domande fino al 14 maggio

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Invito a manifestare interesse per banche e operatori dei pagamenti che vogliono partecipare alla sperimentazione dell’euro digitale prevista nel 2027. Ecco come funziona.

La Banca centrale europea apre la call per i fornitori di servizi di pagamento. Un altro passo in avanti verso il progetto pilota dell’euro digitale

La Banca centrale europea (Bce) compie un nuovo passo verso l’introduzione dell’euro digitale. Pubblicata la “call for expression of interest”, l’invito a presentare manifestazioni di interesse rivolto ai fornitori autorizzati di servizi di pagamento (Payment Service Providers, o PSP) interessati a partecipare a un progetto pilota che si svolgerà nel 2027.

L’iniziativa arriva dopo la decisione del Consiglio direttivo della Bce di passare alla fase successiva del progetto sull’euro digitale. Parallelamente alla call, sono state rese disponibili informazioni tecniche, operative e procedurali per consentire agli operatori del settore di valutare concretamente la partecipazione.

Si parte nella seconda metà del 2027 e durerà 12 mesi

Il progetto pilota avrà una durata di 12 mesi e partirà nella seconda metà del 2027. L’obiettivo è testare, in un ambiente controllato, il funzionamento delle principali caratteristiche del futuro euro digitale: dall’infrastruttura tecnica ai processi operativi, fino all’esperienza d’uso per cittadini e commercianti.

La valuta utilizzata nella sperimentazione sarà una versione beta dell’euro digitale, creata esclusivamente per finalità di test e priva di valore legale.

La sperimentazione, si legge nel comunicato che accompagna la call, coinvolgerà il personale delle banche centrali dell’Eurosistema e alcuni commercianti che operano all’interno delle sedi della Bce e delle banche centrali nazionali dell’area euro, come bar, mense e ristoranti. Saranno inoltre inclusi anche operatori di e-commerce.

I partecipanti potranno effettuare diverse tipologie di pagamento: tra persone (peer-to-peer), online e offline, e tra persone e imprese, sia nei punti vendita fisici sia negli acquisti online e tramite dispositivi mobili.

Il ruolo dei PSP

Per banche, istituti di pagamento e altri fornitori di servizi finanziari, spiegano da Francoforte, la partecipazione rappresenta l’occasione di contribuire direttamente allo sviluppo dell’ecosistema dell’euro digitale.

Secondo quanto comunicato dalla Bce, i PSP selezionati avranno il compito di fornire i servizi di pagamento durante la sperimentazione, gestendo l’onboarding dei partecipanti al pilot – consumatori e commercianti – e supportando i test delle funzionalità chiave della nuova infrastruttura.

Il confronto diretto con i team tecnici dell’Eurosistema permetterà inoltre di raccogliere feedback utili per affinare le specifiche tecniche del progetto. La partecipazione, precisa la BCE, non sarà remunerata.

Come partecipare

Le candidature saranno valutate dalla Banca centrale europea sulla base di diversi criteri: conformità regolamentare, capacità tecniche e operative, presenza sul mercato e track record nella realizzazione di servizi di pagamento. L’obiettivo è selezionare un gruppo di operatori che rappresenti in modo equilibrato il mercato dell’area euro per dimensioni, copertura geografica e diffusione commerciale.

Per supportare gli operatori interessati, la Bce ha pubblicato una sezione di domande frequenti (FAQ) e organizzerà un focus session online il 20 marzo 2026, dedicata al confronto con i potenziali partecipanti.

Le manifestazioni di interesse dovranno essere inviate entro il 14 maggio 2026 all’indirizzo email dedicato della BCE.

Il percorso verso l’euro digitale

Il progetto pilota rappresenta un tassello della più ampia strategia europea per sviluppare una moneta digitale pubblica complementare al contante, pensata per garantire autonomia strategica nei pagamenti e rafforzare la competitività dell’ecosistema finanziario europeo.

La decisione finale sull’emissione dell’euro digitale, tuttavia, dipenderà dall’approvazione della normativa europea attualmente in discussione. Fino ad allora, l’Eurosistema continuerà a prepararsi con un approccio flessibile, in coordinamento con il processo legislativo dell’Unione.

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