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Euro digitale, ok dall’Europarlamento. Il 13 luglio i negoziati con Consiglio e Commissione Ue. 40 banche per la fase pilota

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Il dossier passa al Trilogo con Consiglio Ue e Commissione europea, dove saranno definiti i punti più delicati del regolamento sull'euro digitale.

Parte il negoziato finale sull’euro digitale: ecco cosa cambia per cittadini e imprese

L’euro digitale compie il passo politico più importante dalla nascita del progetto. Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura il regolamento che apre la strada alla futura introduzione della moneta digitale europea, dando il via libera ai negoziati con il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione europea per definire il testo definitivo della legge. Il primo “Trilogo” (le trattative tra Parlamento, Consiglio e Commissione) è in agenda per il 13 luglio.

Il voto rappresenta una svolta per uno dei progetti più ambiziosi della politica monetaria europea degli ultimi anni. Con 416 voti favorevoli su 607 votanti, l’Aula di Strasburgo ha confermato il mandato negoziale già approvato dalla commissione per i problemi economici e monetari (ECON), respingendo il tentativo di alcuni gruppi politici di bloccare l’avvio delle trattative.

Contestualmente è stato approvato anche il regolamento sul corso legale delle banconote e delle monete in euro, destinato a rafforzare la tutela del contante e a garantirne la disponibilità e l’accettazione in tutti gli Stati membri.

40 banche europee (sette italiane) per la fase pilota

Secondo quanto riportato da Radiocor del Sole 24 Ore, inoltre, sempre la prossima settimana, a quanto si apprende da fonti dell’eurosistema, si dovrebbero conoscere i nomi delle circa 40 banche e intermediari del settore dei pagamenti (nel gergo tecnico ‘psp’) che parteciperanno per un anno – dal settembre 2027- alla fase pilota dell’euro digitale

Sette le banche italiane che si sono rese disponibili per questo esercizio: Intesa Sanpaolo tramite Isybank, Banca Sella, Banco BPM, Iccrea Banca, Numia, BPER Banca e UniCredit.

La banca centrale e la stampa finanziaria indicano che l’Italia è il Paese con il maggior numero di candidature nel pilot, in vista della selezione dei prestatori di servizi di pagamento per il test dell’euro digitale

Circa 10mila i cittadini europei coinvolti nei test per la valuta digitale, che sono i dipendenti delle banche centrali dei 21 paesi dell’eurozona oltre a quelli della banca centrale di Francoforte. I dipendenti delle banche centrali effettueranno piccoli pagamenti in euro digitale, anche se la moneta non sarà ancora ufficialmente emessa

Ora si apre il Trilogo

Il voto del Parlamento non conclude il percorso legislativo, ma segna l’inizio della fase decisiva. Nelle prossime settimane prenderà infatti il via il cosiddetto Trilogo, il negoziato tra Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Commissione europea che dovrà portare a un testo condiviso del regolamento.

L’obiettivo delle istituzioni europee è chiudere il negoziato entro il 2026. Parallelamente continueranno le attività tecniche già avviate dall’Eurosistema, con la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali (tra cui la Banca d’Italia) impegnate nella progettazione dell’infrastruttura e nella sperimentazione della nuova valuta.

Secondo fonti coinvolte nei negoziati, i confronti più complessi arriveranno dopo l’estate, quando si discuteranno gli aspetti economici più delicati del progetto.

Che cos’è davvero l’euro digitale

L’euro digitale non sostituirà il contante né i pagamenti elettronici già esistenti. Sarà una nuova forma di moneta pubblica emessa direttamente dalla Banca centrale europea, disponibile anche in formato digitale. In pratica, sarà l’equivalente elettronico delle banconote e delle monete che oggi utilizziamo ogni giorno.

Oggi, quando paghiamo con una carta di credito, una carta di debito o un’app, utilizziamo denaro depositato presso una banca commerciale. Con l’euro digitale, invece, i cittadini potranno effettuare pagamenti utilizzando direttamente moneta della banca centrale, cioè la forma di denaro considerata più sicura dell’intero sistema finanziario. Per gli utenti rappresenterà un’opzione aggiuntiva, non un obbligo.

Perché l’Europa vuole una moneta digitale pubblica

Dietro il progetto c’è una trasformazione profonda del sistema dei pagamenti. Negli ultimi anni il contante viene utilizzato sempre meno, mentre cresce il peso delle piattaforme private e dei grandi circuiti internazionali di pagamento. Gran parte delle transazioni elettroniche europee passa infatti attraverso operatori extraeuropei.

L’obiettivo dell’euro digitale è garantire che anche nell’economia digitale continui a esistere una forma di moneta pubblica accessibile a tutti, rafforzando allo stesso tempo l’autonomia strategica dell’Unione europea nei pagamenti elettronici.

Per la BCE il progetto rappresenta anche uno strumento per aumentare la resilienza del sistema dei pagamenti europei e favorire l’innovazione senza rinunciare alla sovranità monetaria.

Come funzionerà

Secondo la posizione approvata dal Parlamento europeo, l’euro digitale potrà essere utilizzato sia online sia offline. I pagamenti offline consentiranno di effettuare transazioni anche in assenza di connessione Internet, con modalità simili a quelle del contante.

Il regolamento prevede inoltre elevate garanzie di tutela della privacy: le transazioni saranno verificate senza rendere visibili i dati personali, che potranno essere trattati solo nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema.

I servizi di base saranno gratuiti per i cittadini: apertura del conto in euro digitale, gestione dei fondi e disponibilità di almeno uno strumento di pagamento non comporteranno costi.

La maggior parte degli esercenti sarà tenuta ad accettare l’euro digitale, con eccezioni previste per lavoratori autonomi e microimprese che già oggi non accettano pagamenti elettronici.

Per evitare effetti destabilizzanti sul sistema bancario sarà inoltre introdotto un limite massimo all’importo di euro digitali detenibile da ciascun cittadino, soglia che dovrà essere definita nel corso dei negoziati.

Il nodo delle commissioni

Uno dei punti più delicati del Trilogo riguarderà il modello economico del nuovo sistema. Come ha spiegato Eleonora Vasques su Euronews, occorrerà stabilire come remunerare banche e prestatori di servizi di pagamento che distribuiranno l’euro digitale ai cittadini e alle imprese.

Al centro della trattativa ci sarà il cosiddetto modello di compensazione: quali soggetti avranno diritto a essere remunerati, quale sarà l’entità dei compensi e come saranno ripartiti lungo l’intera catena dei pagamenti.

Un altro tema riguarda le commissioni pagate dagli esercenti. L’obiettivo è che i costi delle transazioni in euro digitale risultino inferiori rispetto a quelli oggi sostenuti per i pagamenti con carta, favorendo così una maggiore diffusione dello strumento.

Quando arriverà

Anche dopo l’approvazione definitiva del regolamento l’euro digitale non entrerà immediatamente in circolazione. La BCE dovrà completare lo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica e avviare una fase di sperimentazione.

L’ipotesi attualmente allo studio prevede un programma pilota a partire dal 2027, mentre la disponibilità dell’euro digitale per il pubblico potrebbe arrivare dal 2029.

Prima di quella data dovranno essere completati sia il percorso legislativo sia tutte le verifiche tecniche necessarie per garantire sicurezza, affidabilità e piena interoperabilità del sistema.

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