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Euro digitale, dai micropagamenti agli agenti AI: la Bce apre il bando per i test del 2027

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La Banca centrale europea coinvolge imprese, fintech e operatori dei pagamenti per sviluppare nuovi servizi, testare applicazioni innovative e valutare il potenziale della futura moneta digitale europea nel 2027.

La Bce mette alla prova l’euro digitale con gli agenti AI: aperto il bando per imprese e fintech

La Banca centrale europea (Bce) apre una nuova fase nella preparazione dell’euro digitale e chiama direttamente il mercato a partecipare. Il nuovo bando dell’Eurosistema invita imprese, fintech, fornitori tecnologici, operatori dei pagamenti, commercianti, associazioni e istituzioni pubbliche a sviluppare e sperimentare servizi che potrebbero essere costruiti attorno alla futura moneta digitale europea.

L’obiettivo non è soltanto verificare se l’euro digitale possa funzionare come mezzo di pagamento, la Bce vuole capire quali servizi potrebbero nascere sopra la sua infrastruttura e come tecnologie come intelligenza artificiale (AI), pagamenti condizionati, ricevute elettroniche e automazione possano trasformarlo in una piattaforma per nuovi servizi finanziari e pubblici.

La sperimentazione si svolgerà nel 2027 e rappresenta un ulteriore passo rispetto alla Digital Euro Innovation Platform lanciata nel 2024. Non significa, però, che l’emissione dell’euro digitale sia già stata decisa: la decisione definitiva arriverà soltanto dopo l’adozione della relativa legislazione europea.

La sperimentazione

Il programma, si legge nell’avviso, è diviso in due filoni: Experimentation ed Exploration.
Il primo punta a trasformare alcune idee già individuate dalla Bce in prototipi e servizi concreti. Tra le applicazioni ci sono le ricevute elettroniche integrate, che potrebbero essere associate direttamente alla transazione e rese disponibili nell’app di pagamento senza compromettere la privacy dell’utente.

Saranno sperimentati anche pagamenti multi-payer e multi-payee: più persone potrebbero contribuire automaticamente allo stesso pagamento oppure una singola transazione potrebbe distribuire denaro tra diversi destinatari.
Un altro terreno è quello dei conditional payments, nei quali il trasferimento viene effettuato quando si verificano determinate condizioni. La Bce precisa però che si tratta di facilitare pagamenti condizionati e servizi sviluppati dal mercato, mantenendo interoperabilità tra diversi operatori.

Il secondo filone guarda più avanti. Uno dei temi centrali sarà l’intelligenza artificiale applicata ai pagamenti. La Bce vuole esplorare esperienze di pagamento basate sull’AI, agenti artificiali capaci di interagire tra loro, micropagamenti e nuove funzioni integrate nelle app.

È un passaggio significativo perché anticipa uno scenario nel quale non saranno necessariamente soltanto le persone a iniziare una transazione: anche software e agenti AI potrebbero effettuare operazioni per conto degli utenti. Per questo la sperimentazione dovrà confrontarsi con privacy by design, protezione dei dati e mantenimento del controllo umano.

L’altro grande campo riguarda gli usi pubblici dell’euro digitale: trasporto e mobilità, pagamento delle utenze, smart city, inclusione finanziaria, automazione della pubblica amministrazione e sistemi di pagamento resilienti.

Perché il bando è importante

La posta in gioco riguarda il ruolo che l’euro digitale potrebbe assumere nell’ecosistema europeo dei pagamenti. La Bce non vuole progettare soltanto una versione elettronica delle banconote, ma verificare se un’infrastruttura pubblica europea possa diventare la base sulla quale operatori privati e pubblici sviluppano nuovi servizi.

Il coinvolgimento del mercato serve quindi a evitare che il progetto venga definito esclusivamente all’interno delle istituzioni. PSP, fintech, commercianti e fornitori tecnologici potranno verificare concretamente possibilità, limiti e sostenibilità dei diversi casi d’uso.

Il bando Bce: che cos’è

Si tratta di una call for expressions of interest attraverso cui la Bce selezionerà soggetti interessati a partecipare alle attività di innovazione sull’euro digitale.

I candidati possono scegliere uno o più filoni e presentare uno specifico caso d’uso, indicando competenze, motivazioni e contributo previsto.

Chi può partecipare

La platea è ampia. Possono candidarsi commercianti, prestatori di servizi di pagamento (PSP), fornitori di servizi tecnologici, fintech, associazioni dei consumatori, istituzioni pubbliche e istituti di ricerca.

Sono incoraggiate anche candidature congiunte, per esempio tra un commerciante e un PSP o un fornitore tecnologico, così da riprodurre più fedelmente le diverse componenti dell’ecosistema dei pagamenti.

Come presentare la domanda

Gli interessati devono compilare il modulo predisposto dalla Bce indicando il filone scelto, l’area di interesse, le proprie competenze, le motivazioni e il caso d’uso proposto.

La domanda dovrà essere inviata all’indirizzo DigitalEuroExperimentation@ecb.europa.eu entro le ore 17:00 del 9 novembre 2026.

La Bce valuterà le candidature considerando rilevanza e potenziale innovativo del progetto, coerenza con i principi di progettazione dell’euro digitale, competenze dei partecipanti e contributo atteso. Per il filone sperimentale sarà considerato anche il livello di maturità tecnica.

Quando partiranno i test

La fase Experimentation si svolgerà da gennaio a giugno 2027. I partecipanti dovranno sviluppare e testare le proprie soluzioni, realizzare una proof of concept e presentare un rapporto finale.

Il filone Exploration sarà invece organizzato attraverso workshop presso la sede della Bce nel primo e nel secondo trimestre del 2027.

Il risultato servirà alla Bce anche per capire che cosa potrebbe diventare l’euro digitale oltre il semplice pagamento: un’infrastruttura europea sulla quale costruire servizi interoperabili, automatizzati e integrati nell’economia digitale, qualora l’Unione europea decida infine di emetterlo.

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