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Euro digitale, Bankitalia sceglierà tre intermediari per il progetto pilota nel 2027

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Entro metà anno sapremo i nomi delle banche che testeranno l’euro digitale

La Banca d’Italia sceglierà due-tre intermediari nel nostro Paese, tra banche e altri attori del settore dei pagamenti, per testare le prime operazioni con l’euro digitale nel 2027. È quanto affermato da Nicola Bronzetti, esponente dell’Unità Euro digitale della Banca d’Italia, nel corso di un convegno alla Camera dei Deputati a Roma.

Si tratterà di tre istituti che dovranno avere tutte le capacità tecnico-funzionali per le attività di test relative all’euro digitale, da selezionare con “criteri pubblici e trasparenti”, ha specificato Bronzetti.

La scelta sarà effettuata “entro la metà di quest’anno”.

Il progetto pilota è un passaggio cruciale, che avverrà anche in altri paesi, con analoga selezione di intermediari per la prova tecnica, “per arrivare all’effettiva circolazione dell’euro digitale nel 2029”, ha detto il tecnico di Bankitalia.

Tra un mese la documentazione per partecipare alla selezione

La scelta di un massimo di due o tre intermediari per paese, ha osserva Bronzetti, “si deve a motivi tecnici”, mentre “il cronoprogramma prevede che tra un mese verrà pubblicata la documentazione per partecipare“.

Per l’intermediario selezionato, partecipare alla fase di sperimentazione e testing tecnico rappresenta a conti fatti un vantaggio, ha sottolineato Bronzetti, perché offre “l’opportunità di contribuire alla definizione tecnica dei processi, che potrà portare a riduzioni di costi per tutto il sistema, ricevere supporto dedicato dalla Banca d’Italia e dalla Banca centrale europea”, ma soprattutto, consente di “sviluppare il know how interno per una eventuale futura emissione”.

Come riportato da Radiocor-Sole 24Ore, il regolamento sull’euro digitale vedrà la luce solo al termine dell’iter previsto che vede coinvolti Commissione, Consiglio e Parlamento europeo, auspicabilmente, per i banchieri centrali, entro la fine del 2026.

Assicurare la cybersecurity delle infrastrutture di pagamento

Su richiesta dei paesi baltici, è stata inserita nella bozza di regolamento del Consiglio la possibilità, in caso di attacco cyber a un paese, con conseguente blocco dei circuiti di pagamento, di alzare il ‘tetto’ massimo del wallet dell’euro digitale“, ha invece spiegato Vittorio Tortorici, senior advisor del Dipartimento del Tesoro (Mef).

Un passaggio chiave, quando si parla di cybersecurity, che è ancora oggetto di negoziato, “anche se tra gli addetti ai lavori circola l’indicazione di una soglia massima di compromesso di 1.500 euro per non disintermediare il settore bancario“.

Alzare questo tetto in caso di blocco delle infrastrutture di pagamento in un singolo paese, ha specificato Tortotici, “consentirebbe ai cittadini dei paesi sotto attacco di continuare ad eseguire i pagamenti offline con l’euro digitale“.

“Progressività” nel lancio dell’euro digitale e tagliare fuori le Big Tech

Savino Damico, responsabile Monitoring And Regulation Analysis di Intesa Sanpaolo, ha inoltre suggerito di introdurre una “progressività nei casi d’uso di riferimento, a partire da quelli di maggiore utilizzo da parte dei clienti“.

questo perché, si legge sempre nella nota di Radiocor, “per l’industria bancaria partire con un ‘big bang’ sarebbe estremamente oneroso, sia nel pilota che nella fase di avvio nel 2029“, meglio quindi per Damico “un roll out progressivo per capire assieme ai clienti quali saranno i casi d’uso più utili“.

Altro messaggio chiaro, sempre per il pilota dell’euro digitale, atteso nel 2027, è che bisognerebbe riservarlo “solo ad operatori europei“, senza il coinvolgimento delle Big Tech.

Lunedì prossimo il Parlamento europeo discuterà in plenaria 47 emendamenti a favore dell’euro digitale

Nel frattempo, sempre oggi, al Parlamento europeo sono stati presentati 47 emendamenti a favore dell’adozione dell’euro digitale, con un sostegno trasversale di Ppe, S&D, Renew, Verdi e The Left, primo firmatario Pasquale Tridico (M5s).

Saranno discussi in plenaria lunedì e da quanto si legge sull’Ansa andranno al voto già martedì.

Gli emendamenti, nel dettaglio, riguardano il rapporto annuale della Bce su cui l’Eurocamera si confronterà con la presidente della Banca centrale Christine Lagarde.

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