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Energia solare spina dorsale della nuova economia elettrica globale. Crescita guidata da AI e data center

Rinnovabili, solare, eolico, elettrificazione, AI, data center

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Rinnovabili globali verso il raddoppio della capacità entro il 2031: solare e AI guidano la nuova economia energetica

La transizione energetica globale accelera. Nei prossimi cinque anni la capacità installata di energia da fonti rinnovabili è destinata a più che raddoppiare, passando da 4,1 terawatt (TW) nel 2025 a 8,4 TW entro il 2031, con un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 13%. È questa la previsione centrale del nuovo report “Renewable Energy: Strategic Intelligence” pubblicato da GlobalData, che fotografa un sistema energetico mondiale sempre più orientato verso tecnologie pulite, spinte da riduzione dei costi, innovazione tecnologica e domanda crescente di elettricità.

Secondo gli analisti della società di intelligence economica, il motore principale della crescita sarà il solare fotovoltaico, sostenuto da una scalabilità senza precedenti e da una continua deflazione dei costi lungo l’intera filiera produttiva. Parallelamente, l’intelligenza artificiale e l’esplosione dei data center stanno emergendo come nuovi driver della domanda elettrica globale, contribuendo a rafforzare il ruolo delle rinnovabili nella sicurezza energetica.

In un contesto internazionale segnato da volatilità nei mercati di petrolio e gas, conflitti geopolitici e nuove competizioni industriali, la diffusione delle energie pulite appare sempre più come una leva strategica per ridurre le dipendenze energetiche e stabilizzare i sistemi economici.

Rinnovabili dominate dal fotovoltaico, eolico a ruota. Solare ‘spina dorsale’ del sistema elettrico mondiale

Il report evidenzia come il 2025 rappresenti un anno record per la capacità installata mondiale, con tutte le principali tecnologie rinnovabili in crescita. La capacità rinnovabile globale ha raggiunto livelli senza precedenti, con il solare fotovoltaico che domina il mix energetico, rappresentando il 56,1% della capacità installata totale.

Seguono:

Il sorpasso tecnologico è ormai compiuto anche sul fronte della generazione elettrica. Nel 2025 il solare è diventato la principale fonte rinnovabile di produzione di elettricità, superando l’eolico:

Secondo Rehaan Aleem Shiledar, Power Analyst di GlobalData: “Il solare fotovoltaico e l’eolico continueranno a essere centrali nella transizione energetica globale. Nel 2025 il solare è diventato la principale fonte di generazione elettrica rinnovabile, superando l’eolico”.

Il dato segnala una trasformazione strutturale dei mercati energetici: il solare non è più una tecnologia emergente, ma la spina dorsale del sistema elettrico globale in costruzione.

Il predominio asiatico: la Cina guida la transizione

Dal punto di vista geografico, il report evidenzia con chiarezza il peso crescente dell’Asia-Pacifico. La regione APAC domina sia il solare sia l’eolico, con: 699,5 GW di capacità eolica e 1.550 GW di capacità solare fotovoltaica

Il vero epicentro della rivoluzione energetica è però la Cina. Il Paese ha accelerato massicciamente lo sviluppo del fotovoltaico grazie a: obiettivi di neutralità carbonica, investimenti industriali lungo l’intera filiera e forti riduzioni dei costi tecnologici.

Il risultato è impressionante. Nel 2025 la Cina ha generato 1.150 TWh di elettricità solare, pari a circa il 41% della produzione globale di fotovoltaico.

Il report sottolinea inoltre che: oltre il 90% della crescita degli investimenti energetici nel 2025 in Cina è arrivata dal clean energy; la filiera delle rinnovabili ha contribuito per oltre un terzo alla crescita economica complessiva del Paese

In altre parole, Pechino sta utilizzando la transizione energetica come leva industriale e geopolitica.

Trump rallenterà la crescita del solare negli USA. India in ascesa

Dietro la Cina, i principali mercati emergenti del solare sono Stati Uniti e India.

Produzione solare nel 2025:

In entrambi i Paesi la crescita è sostenuta da forti riduzioni dei costi, politiche di supporto e necessità di decarbonizzare il sistema elettrico

Negli Stati Uniti un ruolo decisivo è stato svolto dall’Inflation Reduction Act, mentre in India il governo continua a sostenere il settore con le grandi missioni nazionali per il solare.

Tuttavia il report evidenzia un cambiamento politico significativo negli Stati Uniti. Secondo GlobalData, con il secondo mandato di Donald Trump, il mercato energetico americano potrebbe entrare in una fase più complessa.

Le energie rinnovabili stanno entrando in una fase di espansione a due velocità: negli Stati Uniti il sostegno federale si sta orientando verso i combustibili fossili e lontano dagli incentivi verdi, rallentando lo sviluppo dei progetti e aumentando i costi”, ha precisato Shiledar.

Questo potrebbe tradursi in: costi più elevati per i progetti, maggiore volatilità, tempi di realizzazione più lunghi.

Il solare domina, ma l’eolico resta pilastro della transizione

Dal punto di vista tecnologico, il report mostra una chiara gerarchia.

Solare fotovoltaico. È la tecnologia con il più alto tasso di espansione grazie a: scalabilità industriale, forte riduzione dei costi e tempi rapidi di installazione. Il solare è ormai tra le fonti più economiche di produzione elettrica.

Eolico. Resta il secondo pilastro della transizione energetica, soprattutto nelle installazioni su larga scala e offshore. Nonostante il sorpasso del fotovoltaico nella produzione elettrica, l’eolico mantiene una quota del 33,5% della capacità installata rinnovabile globale.

Bioenergia. Con una quota del 5,3%, rappresenta una componente stabile del mix energetico rinnovabile, soprattutto per applicazioni industriali e di cogenerazione.

L’intelligenza artificiale diventa il “cervello” del futuro sistema energetico a rinnovabili

Uno degli aspetti più interessanti del report riguarda il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella gestione delle energie rinnovabili. Secondo GlobalData, l’AI sta diventando un elemento indispensabile per l’integrazione delle fonti intermittenti come solare ed eolico.

L’intelligenza artificiale consente infatti di analizzare enormi flussi di dati meteorologici, migliorare la previsione della produzione, ottimizzare l’uso delle batterie, coordinare le smart grid e ridurre le perdite di energia.

Consentendo il bilanciamento in tempo reale tra domanda e offerta di elettricità – ha proseguito Shiledar – l’intelligenza artificiale riduce la curtailment e i costi operativi, rafforzando allo stesso tempo la resilienza complessiva della rete”.

Numerosi grandi player industriali stanno già adottando queste tecnologie su larga scala, tra cui: Vestas, ENERCON, JinkoSolar, First Solar. L’AI sta trasformando le rinnovabili da tecnologie intermittenti a sistemi energetici intelligenti e gestibili in tempo reale.

Data center e AI: il nuovo grande motore della domanda elettrica da rinnovabili

La diffusione dell’intelligenza artificiale non incide solo sulla gestione delle reti, ma anche sulla domanda di energia. I data center per l’AI stanno diventando uno dei principali fattori di crescita del consumo elettrico globale.

Per questo motivo le grandi aziende tecnologiche stanno accelerando gli investimenti nelle energie rinnovabili. Tra gli esempi citati nel report:

Gli hyperscaler stanno dunque diventando attori centrali della transizione energetica, contribuendo a finanziare nuovi impianti rinnovabili.

Un mondo a due velocità: da una parte Cina (e Asia) dall’altra gli USA

Il report di GlobalData parla esplicitamente di una transizione energetica “a due velocità”. Da una parte ci sono Cina, Asia-Pacifico e gran parte del resto del mondo che stanno accelerando rapidamente la diffusione delle rinnovabili.

Dall’altra, gli Stati Uniti rischiano una fase di rallentamento a causa delle nuove politiche federali. Il risultato è una progressiva “decoupling” della transizione energetica globale dalla politica energetica americana.

Petrolio, gas e conflitti: perché le rinnovabili sono una questione geopolitica

La crescita delle rinnovabili non è soltanto una questione ambientale o tecnologica. È sempre più una questione geopolitica. La volatilità dei mercati di petrolio e gas, aggravata negli ultimi anni da: conflitti regionali, tensioni commerciali, interruzioni delle catene di approvvigionamento.

ha dimostrato quanto le economie siano vulnerabili alla dipendenza dai combustibili fossili.
Le rinnovabili, al contrario: riducono l’esposizione ai mercati globali delle materie prime, rafforzano l’autonomia energetica, stabilizzano i costi dell’elettricità nel lungo periodo.

La partita europea: autonomia energetica e competitività industriale

In questo nuovo scenario globale, l’Europa si trova di fronte a una partita decisiva. Dopo la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina, l’Unione europea ha accelerato la strategia di indipendenza energetica, puntando su: solare, eolico offshore, idrogeno verde e reti elettriche intelligenti.

Il programma REPowerEU ha già dimostrato come le rinnovabili possano diventare uno strumento per ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas.

Tuttavia l’Europa deve affrontare tre sfide fondamentali:

  1. recuperare terreno industriale rispetto alla Cina nella produzione di tecnologie energetiche;
  2. accelerare le autorizzazioni per nuovi impianti;
  3. rafforzare le infrastrutture di rete e accumulo.

Il rischio è che il continente rimanga leader nella regolazione ma non nella produzione industriale della nuova economia energetica.

Verso la nuova economia elettrica globale

Il quadro delineato da GlobalData è chiaro: il sistema energetico mondiale sta entrando in una nuova fase. Le rinnovabili non sono più una nicchia tecnologica, ma la struttura portante dell’economia energetica del XXI secolo.

Solare, eolico, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali stanno convergendo per costruire un sistema energetico: più distribuito; più intelligente; meno dipendente dai combustibili fossili.

Se le previsioni si realizzeranno, entro il 2031 il mondo disporrà di 8,4 TW di capacità rinnovabile installata. Un cambiamento che non riguarda solo l’energia, ma l’intero equilibrio economico e geopolitico globale.

D’altronde, come ha ben evidenziato l’International Energy Agency (IEA), nel suo ultimo rapporto Electricity 2026, si stima che la domanda globale di elettricità crescerà in media di oltre il 3,5% all’anno fino al 2030, a un ritmo almeno 2,5 volte superiore rispetto alla domanda complessiva di energia primaria. Si apre una nuova era per l’elettricità.

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