Le procedure

Emissioni auto e rifiuti, per l’Italia procedura d’infrazione e deferimento alla Corte di Giustizia Ue

Emissioni inquinanti delle automobili e mancata chiusura/bonifica di 44 discariche: tra richiami e deferimenti, l’Italia sempre nel mirino delle Istituzioni europee.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

Oggi la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato adempimento da parte di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) degli obblighi derivanti dalla normativa UE in materia di omologazione dei veicoli.

 

È stata quindi inviata “una lettera di costituzione in mora” in cui si chiede al nostro Paese di dare una risposta celere alle preoccupazioni “circa l’adozione di misure insufficienti per quanto riguarda le strategie di controllo delle emissioni usate da Fca”.

 

In base alla legislazione vigente dell’Unione europea (Ue), infatti, “spetta alle autorità nazionali verificare che un tipo di automobile soddisfi tutte le norme dell’UE prima che le singole auto possano essere vendute sul mercato unico”.

Qualora un costruttore di automobili violi gli obblighi normativi, “le autorità nazionali devono adottare misure correttive (come ordinare un richiamo) e applicare sanzioni effettive”.

 

La Commissione ci chiede ora formalmente, “di dare una risposta alle sue preoccupazioni circa l’insufficiente giustificazione fornita dal costruttore in merito alla necessità tecnica — e quindi alla legittimità — dell’impianto di manipolazione usato e di chiarire se l’Italia è venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda il tipo di veicolo FCA in questione e di imporre sanzioni al costruttore di automobili”.

Abbiamo due mesi a disposizione per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione.

La lettera di costituzione in mora è la prima fase di una procedura di infrazione e fa parte del dialogo tra le Istituzioni europee e le autorità italiane al fine di chiarire i fatti e di trovare una soluzione ai problemi individuati.

 

Capitolo rifiuti

Sempre oggi è arrivata la comunicazione sul deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia dell’UE “per la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente”.

 

Malgrado i precedenti ammonimenti della Commissione, “l’Italia ha omesso di adottare misure per bonificare o chiudere 44 discariche non conformi, come prescritto dall’articolo 14 della direttiva relativa alle discariche di rifiuti (direttiva 1999/31/CE del Consiglio)”.

Come altri Stati membri, l’Italia era tenuta a bonificare entro il 16 luglio 2009 le discariche che avevano ottenuto un’autorizzazione o che erano già in funzione prima del 16 luglio 2001 (“discariche esistenti”), adeguandole alle norme di sicurezza stabilite in tale direttiva oppure a chiuderle.

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