In Emilia-Romagna il 60% della popolazione vive in piccoli centri, lontano dalle grandi città. Un dato da cui partire per ragionare sugli interventi necessari per assicurare a tutti pari opportunità di accesso alle infrastrutture e all’innovazione sul territorio.
La chiave per superare definitivamente il digital divide e per favorire la realizzazione di progetti smart city a livello locale è sempre la collaborazione tra gli attori interessati (Istituzioni locali, centri di ricerca, associazioni, imprese, innovatori) per lo scambio di esperienze e best practice.
Un tema ampiamento dibattuto in occasione del convegno sulle piccole smart cities, organizzato a San Giovanni in Persiceto (Bologna) di alcune settimane fa, e centrato proprio sulla proficua collaborazione tra Lepida spa, Regione Emilia-Romagna, enti pubblici, operatori privati e cittadini.
Lepida ha concentrato il suo impegno sul territorio nel dare una risposta omogenea e delle soluzioni efficaci alle varie esigenze: dal collegamento delle scuole ai punti di WiFi pubblico, ai servizi per la sicurezza (videosorveglianza), investendo secondo un modello collaborativo sulla banda larga e ultralarga per cittadini ed aree industriali.
Ad essere evidenziata è la qualità delle iniziative sviluppate nelle piccole città intelligenti, capaci di reggere il confronto con i grandi centri urbani, con i grandi operatori e le grandi aziende. Nel convegno è stato presentato il modello di collaborazione pubblico privato che ha consentito di arrivare a oltre 200 contratti in pochi mesi, attivati da un operatore locale che ha investito nella costruzione di una infrastruttura per dotare della banda ultralarga famiglie, con il trasporto messo a disposizione da Lepida e i tubi messi a disposizione dalla PA.
Tra le buone pratiche emerse nel convegno, ci sono i programmi di formazione messi in atto nei Comuni dell’Unione Pedemontana Parmense, tra cui l’esperienza di Valsamoggia, dove uno dei municipi è stato “riciclato” a sede per un laboratorio per l’innovazione, aperto a studenti, artigiani, persone in corso di riqualificazione lavorativa e piccole startup.
C’è poi l’esperienza di portale open data realizzato in tempi da record nell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, gli eventi e i corsi di alfabetizzazione realizzati a Poggio Renatico per stimolare i cittadini a usare i servizi degli enti pubblici. E ancora, la soluzione “smart” di Quattro Castella (Reggio Emilia), dove lo sforzo congiunto di Comune, Lepida, Provincia, Regione e privati, con l’apporto di CNA e di Camera di Commercio, ha prodotto un consorzio di acquisto tra 16 piccole imprese della zona che ora sono connesse alla banda ultralarga.
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