Rinnovabili ed elettricità pulita, la svolta storica registrata da Ember. Protagonista assoluta l’energia solare
Il 2025 segna un punto di svolta storico per il sistema energetico globale: per la prima volta, la crescita dell’elettricità pulita ha coperto interamente l’aumento della domanda mondiale, arrestando di fatto l’espansione della generazione da combustibili fossili. È quanto emerge dalla settima edizione del Global Electricity Review del think tank Ember, che fotografa un mercato in rapida trasformazione grazie all’apporto strategico delle fonti rinnovabili.
La domanda globale di elettricità è cresciuta di 849 TWh, mentre la generazione da fonti pulite è aumentata di 887 TWh, determinando una lieve contrazione della produzione da fonti fossili pari a -0,2% (38 TWh in meno). Si tratta solo del quinto anno in questo secolo senza crescita dell’elettricità da fossili e del primo dal 2020.
La protagonista assoluta di questa transizione è l’energia solare. Nel 2025 la produzione globale di energia solare è cresciuta di un record di 636 TWh, raggiungendo i 2.778 TWh, con un incremento del 30% su base annua: la crescita percentuale più elevata degli ultimi otto anni. Dal 2015, quando la produzione si fermava a 256 TWh, il solare è aumentato di oltre dieci volte, raddoppiando circa ogni tre anni.
Oggi ha raggiunto una dimensione equivalente all’intera domanda elettrica dell’Unione europea. Da solo, il solare ha coperto il 75% dell’incremento della domanda globale di elettricità, mentre insieme all’eolico ha soddisfatto il 99% della crescita.
Le rinnovabili superano il carbone nel mix globale di energia elettrica
Questa accelerazione ha portato a un altro passaggio epocale: nel 2025 le energie rinnovabili hanno superato il carbone nel mix globale di generazione elettrica. La quota delle rinnovabili ha raggiunto il 33,8% (pari a 10.730 TWh), superando il carbone fermo al 33,0% (10.476 TWh), per la prima volta in oltre un secolo. La produzione da carbone è diminuita di 63 TWh (-0,6%), scendendo sotto un terzo della generazione globale.
È un segnale chiaro di un cambiamento strutturale in atto: il mondo sta progressivamente uscendo da un modello di crescita energetica basato sui combustibili fossili.
Il ruolo chiave della Cina
La Cina si conferma il principale motore di questa trasformazione, rappresentando oltre la metà dell’aumento globale, sia della capacità, sia della generazione solare nel 2025. Il peso combinato di solare ed eolico nel mix energetico cinese ha raggiunto il 22%, superando la media OCSE del 20%.
Anche l’India accelera, con un record nella crescita delle rinnovabili e, per la prima volta, una capacità solare installata superiore a quella degli Stati Uniti. Non a caso, proprio Cina e India, storicamente tra i maggiori responsabili dell’aumento della generazione fossile, hanno registrato nel 2025 una contrazione: rispettivamente -56 TWh (-0,9%) per la Cina e -52 TWh (-3,3%) per l’India.
Avanti con le batterie e i sistemi di accumulo: crollo dei costi del 45%
Accanto al boom del solare, emerge con forza il ruolo delle tecnologie di accumulo. La diffusione delle batterie sta trasformando la natura stessa della generazione rinnovabile, consentendo di superare il limite dell’intermittenza.
Nel 2025 la capacità globale di accumulo ha raggiunto circa 250 GWh, con un aumento del 46%, mentre i costi sono crollati del 45% dopo un già significativo -20% nel 2024. Questo ha reso possibile spostare il 14% della nuova produzione solare verso altre ore della giornata, avvicinando il sistema a un modello di fornitura continua.
Paesi pionieri come Cile e Australia hanno già installato capacità di stoccaggio sufficienti a gestire oltre il 50% della nuova produzione solare, beneficiando di prezzi dell’energia più bassi e minori sprechi.
Il quadro delineato da Ember evidenzia anche una dimensione strategica sempre più rilevante. Le recenti crisi geopolitiche (dall’invasione russa dell’Ucraina fino alle tensioni in Medio Oriente) hanno mostrato la vulnerabilità di un sistema energetico ancora dipendente da mercati fossili volatili. In questo contesto, la crescita delle rinnovabili rappresenta non solo una risposta alla crisi climatica, ma anche una leva per la sicurezza energetica e l’autonomia strategica dei Paesi.
Rinnovabili fattore chiave per l’elettrificazione e la transizione energetica sostenibile
La stessa Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato recentemente che per accelerare la transizione energetica uno dei fattori chiave sarà l’elettrificazione, da portare avanti con le fonti rinnovabili e il nucleare. Un’ulteriore spinta per la domanda di energia elettrica da coprire non con fonti fossili, da cui l’Unione dipende troppo e che ci legano ad approvvigionamento esteri sempre più insicuri, incerti e rischiosi.
Come sottolinea Bryony Worthington, fondatrice e presidente di Ember, “un’alternativa non solo sta emergendo, ma si sta diffondendo rapidamente, con l’energia pulita in grado di soddisfare tutta la crescita della domanda globale di elettricità”. Tuttavia, la transizione resta disomogenea e incompleta: i combustibili fossili continuano a giocare un ruolo significativo e le traiettorie variano tra le diverse regioni.
Il dato più rilevante, però, è che la direzione è ormai tracciata. Con solare, eolico e sistemi di accumulo diventati competitivi in termini di costi, il sistema energetico globale si avvia verso una nuova fase, in cui l’elettricità pulita non è più una componente marginale, ma il pilastro su cui costruire la crescita economica futura. Chi saprà accelerare questa trasformazione potrà contare su un vantaggio competitivo decisivo in un contesto internazionale sempre più segnato dalla transizione energetica.
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