Gli investimenti

Efficienza energetica in Italia, cresce del 10% la spesa nel 2017 ma la PA è fanalino di coda

Fare di più con meno, questo l’obiettivo di ogni progetto di efficienza energetica e la Pubblica Amministrazione in Italia è il settore dove si investe meno. Il Governo Conte dovrà accelerare il Prepac. Cresce la figura professionale dell’Energy manager.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

Tecnicamente parlando l’efficienza energetica è la capacità di un sistema di ottenere un dato risultato utilizzando meno energia rispetto agli altri, aumentando il rendimento e diminuendo sia il consumo di risorse, sia i costi.

In pratica, efficienza energetica significa riuscire a ‘fare di più con meno’.

 

Grazie ad alcuni settori trainanti, in Italia l’efficienza energetica ha un suo mercato che nel 2017 è arrivato a valere 6,7 miliardi di euro. Un dato molto positivo, perché cresciuto del 10% sul 2016.

I driver menzionati sono i segmenti residenziale/terziario e industriale.

Nel segmento ‘Home and Building’, infatti, si registra il 65% degli investimenti, seguito da quello industriale con il 33%, pari 2,2 miliardi di euro e un incremento rilevante del 12%.

 

Uno dei segmenti invece che ha registrato dati piuttosto negativi è quello della Pubblica Amministrazione (PA).

Nonostante l’avanzamento del “Programma di riqualificazione energetica della Pubblica Amministrazione centrale” (Prepac), la spesa in efficienza energetica della PA nel 2017 è stata solo del 2%, secondo i dati diffusi dall’ottava edizione dell’Energy Efficiency Report 2018 presentato ieri dai ricercatori del Politecnico di Milano.

Il Prepac è coordinato e monitorato da una cabina di regia condivisa da Ministero dello Sviluppo economico e Ministero dell’Ambiente, ed è stato dotato di risorse pari a 355 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere almeno il 3% annuo di efficientamento energetico della superficie utile del patrimonio edilizio dello Stato.

A quanto pare, però, il percorso per l’efficienza energetica nella PA va piuttosto a rilento e magari spetterà proprio al nuovo Governo Conte, nello specifico ai Ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, rispettivamente Luigi Di Maio e Sergio Costa, accelerare i tempi di realizzazione piena del Prepac.

 

Altro dato negativo afferente la sfera pubblica è il decremento del numero di energy manager provenienti dalla PA, oggi appena 173, mentre nel 2013 erano addirittura di più, ovvero 222. Da stigmatizzare il tasso di inadempienza della PA, stimato sino al 90%.

L’Energy manager è una delle professioni su cui più si scommetterà in futuro e oggi in Italia sono 2.239, per lo più provenienti dalle attività industriali.

 

Anche a livello professionale il settore è in costante evoluzione, si legge in una nota Avvenia. Nelle imprese maggiori si sta affermando, infatti, l’Esperto in gestione dell’Energia (Ege), elemento fondamentale di un vero e proprio team che si occupa della gestione delle problematiche energetiche.

 

Per i giovani che vorranno intraprendere il lavoro di Energy manager, il ventaglio di scelte universitarie è vastissimo e si arricchisce di anno in anno. Nell’anno accademico 2018-2018, partirà per la prima volta presso l’Università di Sassari un nuovo percorso triennale in ‘Gestione energetica e sicurezza’, classe di Laurea in Ingegneria industriale.

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