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Efficienza energetica: il Rapporto nazionale dell’Enea

Certficazione energetica

Presentato ieri al Ministero dello Sviluppo economico il quarto Rapporto nazionale sull’Efficienza energetica, redatto dall’Enea. Uno studio che presenta un’Italia che ha delle eccellenze ma situazioni di stallo che hanno bisogno di un rinnovato sforzo normativo ed economico. L’Enea, stilando il rapporto, ha monitorato e valutato l’impatto delle politiche adottate nel nostro Paese, in particolare, le ricadute del D. Lgs. 102/2014 e i Piani d’Azione per l’Efficienza Energetica (PAEE) 2011 e 2014.

I dati si riferiscono al 2013 e parlano di un risparmio di 7.55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti l’anno, pari a più di 2 miliardi di euro di importazioni di gas e petrolio. Questo ha permesso di evitare la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, grazie al solo meccanismo delle detrazioni fiscali, i cosiddetti ‘ecobonus, oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni, nel periodo di riferimento che va dal 2007 al 2013. Tutto ciò ha generato un indotto di 40 mila occupati in media l’anno.

Rispetto a quanto fissato dal PAEE 2014, è stato raggiunto oltre il 20% dell’obiettivo di efficienza previsto per il 2020, che diventa il 70% rispetto al target 2016. A tirare la volata sono i settori residenziale e industriale, mentre rimangono al palo trasporti e agroalimentare.

Il Ministero dello Sviluppo economico farà di tutto per giungere quanto prima all’adozione di piani di efficienza energetica: le prossime mosse prevedono, secondo la direttrice generale del mercato elettrico al MiSe, Sara Romano, ‘la pubblicazione, entro il 28 giugno, delle nuove linee guida per la certificazione energetica degli edifici. Con questa mossa abbiamo inteso evitare una balcanizzazione delle regole, istituendo degli standard validi per tutto il territorio nazionale’.

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