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Efficienza energetica, grazie all’ecodesign degli smart device risparmi per 23 miliardi nel 2030

La progettazione ecocompatibile di un prodotto è fondamentale in termini di risparmio energetico e di ridotto impatto ambientale. Ad esempio, estendendo i criteri dell’ecodesign al nuovo processo di elettrificazione che sta riguardando soprattutto i prodotti per la casa, per l’intrattenimento, per il benessere, per la comunicazione, per il lavoro e nel mondo industriale, si stima che entro pochi anni avremo costi molto più ridotti e un taglio netto delle emissioni inquinanti.

Prendendo in considerazione la gran parte dei device elettrici di uso comune, dal televisore connesso in rete allo smartphone/tablet, dai server ai motori elettrici, dai trasformatori di potenza agli alimentatori, dalla funzione stand by ai display di ogni tipo, grazie all’ecodesing sono attesi risparmi per 23 miliardi di euro a partire dal 2030 e 62 milioni di tonnellate di CO2 (diossido di carbonio) in meno.

I dati sono relativi ad un nuovo studio elaborato da Avvenia (Gruppo Terna) sull’efficienza energetica: “È estremamente importante la conferma della Commissione europea a proseguire sulla strada della progettazione sostenibile, che obbligherà i produttori a seguire i criteri della sostenibilità per un numero sempre più vasto di prodotti”.

In effetti, su spinta di Bruxelles e delle associazioni e le aziende più sensibili alla questione ambientale ed energetica, grazie all’estensione di tali criteri green oriented a tutta o quasi la platea dei prodotti elettrici/elettronici, tra cui anche frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici o asciugatrici, si otterranno sicuramente migliori risultati in termini di ottimizzazione delle risorse energetiche ed naturali, un risparmio energetico ed economico, un minor impatto ambientale, perché si tratta per lo più di prodotti a componenti riciclabili e riparabili.

La progettazione in chiave sostenibile – si legge in una nota Avvenia – offre grandi prospettive sotto il profilo commerciale oltre ai benefici ambientali, vista la riduzione di gas serra in atmosfera. Per ottimizzare l’uso delle risorse energetiche, occorre progettare prodotti e processi improntati alla circolarità ed all’ecocompatibilità”.

E’ dimostrato, spiegano i ricercatori che “l’80% dell’impatto ambientale dei prodotti connessi all’energia è individuato proprio in fase di progettazione” e “il 10-25% dei prodotti sul mercato non è conforme alle direttive sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica e che ciò comporta una perdita di circa il 10% dei risparmi energetici previsti”.

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