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Efficienza energetica e rinnovabili dopo la COP21

Rinnovabili

“Un salto nel futuro: dopo COP21 più efficienza e più rinnovabili?”.  E’ stato il titolo, ma anche la domanda che ha fatto da filo conduttore Gestore Servizi Energetici (GSE) nell’incontro promosso dalla neo associazione Parlamentari per lo sviluppo sostenibile presieduta dall’Onorevole Ignazio Abrignani (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie). Riuniti per l’occasione parlamentari, decision maker della politica energetica nazionale e vertici di alcuni dei principali player industriali del settore, per fare il punto sul percorso di decarbonizzazione in Italia dopo la conferenza mondiale sul clima, la COP21, che si è tenuta a Parigi lo scorso dicembre.

Rapporto tra la ricerca della massima efficienza energetica e l’uso delle rinnovabili, in un contesto dove, come ha segnalato il presidente del GSE, Francesco Sperandini in una sorta di paradosso, se si utilizzassero solamente le fonti rinnovabili parlare di efficienza energetica non avrebbe più senso.

La realtà descritta dai tecnici sugli impegni di Parigi vede invece la necessità ancora di raggiungere un equilibrio basato sul mix efficienza-rinnovabili, con l’Italia che ha dalla sua un posizionamento d’eccellenza in Europa. La strada resta quindi quella di proseguire negli investimenti per il passaggio dal carbone alle energie alternative completando al tempo stesso le azioni di efficientamento dell’attuale sistema, con più sensibilizzazione rispetto alle opportunità esistenti verso il consumatore, i condomini o le imprese sui territori.

Il successo delle rinnovabili è peraltro segnato, oltre che dagli accordi globali e dalle norme europee e nazionali, da criteri di razionalità economica sempre più stringenti, concetto ricordato dal direttore generale Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, Sara Romano, per la quale se le rinnovabili andranno avanti non è per scelte imposte ma perchè tecnologie e costi di impianto oggi ridotti rappresentano una capacità di penetrazione che va da sè.

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