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DWDM, upgrade tecnologico della Rete Lepida. La migrazione sarà completata nel 2018

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È iniziato ad aprile l’upgrade tecnologico della Rete Lepida in Emilia Romagna. Come annunciato dalla società in house della Regione Emilia Romagna, l’attenzione è rivolta agli apparati di multiplazione ottica che svolgono un ruolo cruciale nell’aggregazione dei segnali dati e che consentono di moltiplicare il numero di connessioni trasportate sulla stessa fibra ottica, cioè la tecnologia Wavelength Division Multiplexing, o più semplicemente WDM.

Nello specifico, però, Lepida ha avviato un upgrade tecnologico per la DWDM, la “multiplazione densa” (Dense Wavelength Division Multiplexing), realizzata tramite “apparati attivi”.

Abbiamo bisogno di soluzioni che ci garantiscano caratteristiche di flessibilità, scalabilità e riconfigurabilità, tali da accrescere costantemente le nostre reti ed eventualmente procedere sulla strada della virtualizzazione delle infrastrutture di rete, per meglio gestire i flussi dati e dare risposte immediate a sollecitazioni sempre nuove e in evoluzione, tra cui l’utilizzo di Software defined networks”, dichiarava ad aprile il direttore generale di Lepida, Gianluca Mazzini.

La Rete Lepida interconnette i nodi di accesso ai nodi di instradamento, attraversando dei nodi di aggregazione presso cui i segnali provenienti da più apparati utente sono raggruppati assieme. La principale caratteristica di questa aggregazione, si legge in una nota della società, è quella di “mantenere elevata sulla risorsa comune, la fibra ottica, la capacità a disposizione di ogni singolo ente”.Quindi, la sfida è quella di “aggregare decine di flussi di utente su una fibra ottica del tutto uguale a quella di accesso, sulla quale è disponibile la capacità di 1Gbps, utilizzando una tecnologia che consente di raggiungere le centinaia di Gbps”.

L’upgrade tecnologico ha preso il via con la sostituzione della precedente tecnologia con i nuovi apparati ECI. I principali elementi che hanno condotto alla scelta di questi apparati sono la capacità di commutazione fino a 5.400Gbps, la possibilità di attivare porte a 100Gbps ethernet, la disponibilità di un numero fino a 96 lunghezze d’onda parallele e i ridotti consumi delle schede.

La migrazione sta avendo inizio nella porzione centrale della rete, Bologna e Ferrara, con l’attivazione del primo anello di comunicazione, anello che costituisce la prima delle “autostrade a molte corsie” sulla quale saranno “deviati” progressivamente i traffici degli enti.

In arrivo gli apparati dell’anello dei nodi di core della Romagna, conclude la nota Lepida, con l’obiettivo di completare interamente la migrazione, Emilia compresa, entro la fine del 2018.

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