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Droga a Milano, l’eroina invade la città: +222,31%

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Accanto all’eroina, la cocaina ha continuato a occupare una posizione centrale. Nel 2024 a Milano sono stati sequestrati 342,77 chilogrammi di cocaina, con un incremento del 162,14%.

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Nel capoluogo lombardo il 17,4% delle segnalazioni nazionali di stranieri per droga

Il colpo di pistola esploso a Rogoredo, durante un controllo delle forze dell’ordine, che ha ucciso uno spacciatore armato, ha riaccesso prepotentemente i riflettori sul tema droga a Milano. L’episodio, avvenuto in una delle aree simbolo dello spaccio cittadino, non arriva dal nulla. Dietro la tensione che si concentra in luoghi come questo c’è un mercato della droga in continua evoluzione e che soprattutto si distingue per il suo cambiare forma: meno grandi sequestri, più micro-spaccio, più dosi in circolazione e una nuova centralità di sostanze ad alto rischio come eroina e cocaina.

Droga a Milano, un mercato frammentato

I dati dell’ultimo report 2025 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga hanno indicato che nella città metropolitana di Milano i sequestri complessivi di stupefacenti sono scesi del 60,79%, fermandosi a 2.124 chilogrammi. Un calo che però non ha coinciso con una riduzione dell’attività di contrasto: le operazioni antidroga sono infatti aumentate dell’8,55%, arrivando a 2.475 interventi. Con 76,26 operazioni ogni 100.000 abitanti, Milano resta una delle piazze più monitorate d’Italia, un laboratorio urbano dove convive tutto: consumo, distribuzione e criminalità organizzata.

È un paradosso solo in apparenza. A Milano circolano meno grandi partite di droga, ma cresce il microspaccio, fatto di reti locali e quantità ridotte. Questo spostamento rende il fenomeno più diffuso, frammentato e meno visibile, e conferma che il mercato non è arretrato, ma si è spostato verso forme più capillari e difficili da intercettare.

Rogoredo e oltre, l’eroina torna a Milano

È all’interno di questo mercato sempre più frammentato che emerge uno dei segnali più rilevanti: il ritorno dell’eroina. Nella città metropolitana di Milano sono stati sequestrati 45,59 chilogrammi, con un aumento del 222,31% rispetto all’anno precedente. Un dato che acquista ancora più peso se inserito nel quadro nazionale. Come mostra la distribuzione regionale dei sequestri, la Lombardia ha registrato uno degli incrementi più marcati, passando da 33,59 a 93,47 chilogrammi, con una crescita del 178,24%. In questo contesto, Milano ha concentrato circa il 13% del totale nazionale, confermandosi uno dei territori più rilevanti per il mercato dell’eroina e uno dei principali snodi della sua riorganizzazione.

Accanto all’eroina, la cocaina ha continuato a occupare una posizione centrale. Nel 2024 a Milano sono stati sequestrati 342,77 chilogrammi di cocaina, con un incremento del 162,14%. Un dato che conferma il ruolo della città come uno dei principali snodi di transito e consumo del Paese, sostenuto da una rete logistica capillare e da un’economia sommersa che ne facilita la distribuzione sul territorio.

Fentanyl, l’ombra degli oppioidi su Rogoredo

A Milano il simbolo di questo mercato è sicuramente Rogoredo, il cosiddetto “bosco della droga”, dove le operazioni di polizia continuano a documentare un mercato vivo e mutevole, capace di rigenerarsi nonostante i continui interventi delle forze dell’ordine. Negli ultimi mesi gli investigatori hanno segnalato anche la comparsa di derivati sintetici come il fentanyl, un elemento che riporta l’attenzione su un rischio finora marginale in Italia, ma già ampiamente documentato in altri Paesi. L’esperienza degli Stati Uniti, dove gli oppioidi sintetici hanno prodotto effetti devastanti sul piano sanitario e sociale, rappresenta un precedente che rende questo segnale particolarmente preoccupante.

Il crollo delle droghe leggere

Se eroina e cocaina hanno guadagnato spazio, la cannabis ha perso centralità nel mercato milanese. La cannabis non ha più il ruolo di sostanza di massa che ha avuto in passato, soprattutto nelle grandi città. Nel 2024 i sequestri di hashish si sono fermati a 1.329,41 chilogrammi, con un calo del 65,99%, mentre la marijuana è scesa a 387,51 chilogrammi (–71,23%). Anche le piante di cannabis sequestrate sono diminuite, attestandosi a 619 unità, in flessione del 44,83%.

A spiegare questo calo c’è una ragione economica: i costi di produzione e di trasporto sono aumentati, mentre i margini di profitto si sono ridotti. Le rotte dal Nord Africa sono più sorvegliate e i precursori chimici per le droghe sintetiche più difficili da reperire. Il risultato è che il mercato si sposta dove i guadagni restano alti: sulla cocaina, stabile e redditizia, e sull’eroina, tornata competitiva come detto per prezzo e diffusione.

Droghe sintetiche e sostanze minori

Accanto alle droghe principali, il 2024 ha mostrato movimenti marcati anche tra le sostanze cosiddette “minori”. Le altre droghe hanno raggiunto 4,36 chilogrammi, con un aumento rispetto all’anno prima del 305,87%. Le droghe sintetiche si sono fermate a 14,38 chilogrammi, in lieve calo (–9,04%), ma hanno comunque concentrato il 16% dell’incidenza nazionale. Un dato che indica una diffusione ormai strutturata, soprattutto nei contesti urbani legati al consumo notturno e giovanile, più che una fase di espansione o di arretramento.

Droga a Milano, chi viene fermato

Nella città metropolitana di Milano il traffico di droga non si legge solo attraverso i sequestri, ma anche dai profili delle persone intercettate. Nel 2024 le persone segnalate all’autorità giudiziaria per reati legati agli stupefacenti sono state 2.818, in lieve aumento rispetto all’anno precedente (+0,43%). I procedimenti per l’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti – che riguarda produzione, traffico e detenzione – sono saliti a 2.787, con una crescita del 3,45%, mentre quelli legati all’articolo 74, che colpisce le associazioni criminali, sono scesi a 31, in calo del 72,32%. Un divario che rafforza l’idea di un mercato sempre meno strutturato in grandi organizzazioni e sempre più frammentato, basato su forme di microspaccio.Consigliato dalla redazione

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Dal punto di vista anagrafico, i maggiorenni restano largamente prevalenti con 2.727 segnalazioni (+0,70%), mentre i minorenni sono stati 91, in calo del 7,14%. Il fenomeno continua a essere soprattutto maschile: 2.724 uomini contro 94 donne, anche se le segnalazioni femminili risultano in diminuzione (–8,74%).

Spaccio a Milano, i numeri per nazionalità

Guardando alla nazionalità, nella città metropolitana di Milano gli italiani segnalati sono stati 949 (–9,62%), mentre gli stranieri sono il doppio e sono saliti a 1.869 (+6,44%). Un dato che acquista rilievo nel confronto nazionale: le segnalazioni a carico di cittadini stranieri a Milano hanno rappresentato il 17,4% del totale italiano. Numeri che aiutano a contestualizzare anche episodi di cronaca come la sparatoria con l’uccisione di uno spacciatore a Rogoredo, una delle principali piazze dello spaccio cittadino. Tra gli stranieri segnalati, i gruppi numericamente più rilevanti restano i marocchini (543, –2,86%), seguiti dagli egiziani (526, +24,06%). In forte crescita i tunisini, passati da 82 a 130 (+58,54%), mentre risultano in aumento anche i gambiani (116, +8,41%). In calo, invece, gli albanesi, scesi a 114 (–19,72%).

Milano, in calo i morti per droga

Nel quadro tracciato dall’ultimo report nazionale, il dato sui decessi legati alla droga colloca la città metropolitana di Milano in una posizione diversa rispetto a molte altre grandi aree urbane. I morti registrati sono stati 4, contro i 9 del periodo precedente, con una riduzione del 55,56%. Un calo che contribuisce anche alla flessione complessiva osservata a livello nazionale e che, rapportata alla popolazione, equivale a 0,12 decessi ogni 100.000 abitanti.

Milano e il quadrilatero lombardo della droga

Nel panorama lombardo, Milano, Varese, Bergamo e Brescia disegnano un vero e proprio quadrilatero del traffico di droga, concentrando oltre due terzi dei sequestri regionali. Milano resta il principale snodo urbano, ma attorno al capoluogo si muovono dinamiche complementari. Varese intercetta il 28,6% dei sequestri lombardi, confermandosi un punto chiave lungo i corridoi che collegano la Lombardia alla Svizzera, utilizzati in modo stabile per il transito delle sostanze. Bergamo segue con il 25,2%, un dato in crescita che segnala un coinvolgimento sempre più marcato nelle rotte del narcotraffico di area alpina. Brescia, infine, si distingue per un profilo diverso: qui si concentra il numero più alto di piante di cannabis sequestrate, 2.237, pari a quasi un terzo del totale regionale, a indicare una presenza ancora significativa di coltivazioni, soprattutto nelle zone rurali.

Fonte: Direzione centrale per i servizi antidroga
I dati sono aggiornati al 2024

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