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Dormire da fenicotteri, la dura vita dei lavoratori giapponesi

Nap Box

Il Giappone è noto per il lunghissimo orario di lavoro. La lingua nazionale ha perfino un termine – inemuri – che identifica la pratica di ‘rubacchiare’ un pisolino nel corso della giornata allo scopo di poter affrontare i turni estesi, più spesso chiudendosi nella toilette a dormire, scomodamente, sul water.

James Hansen

Il Paese è anche giustamente noto per la sua capacità di trasformare i problemi comuni in opportunità commerciali. Ne è un esempio il ‘Nap Box’ tubolare che appare qui sopra. Il suo scopo è quello di permettere ai ‘salary men’ – i ‘colletti bianchi’ giapponesiintrappolati nei loro uffici – di poter dormire in piedi: imitando per certi versi il fenicottero, un’altra creatura che dorme abitualmente ‘in verticale’.

Il Nap Box è una proposta nata dalla collaborazione di due società giapponesi, la Itoki (mobili) e la Koyoju Gohan (componenti in compensato). I prezzi e l’effettiva disponibilità del prodotto non sono ancora noti. Il mobile è attrezzato di sostegni per la testa, per le ginocchia e per le natiche dei suoi utenti, di modo che non cadano semplicemente sul fondo del tubo quando si addormentano. Chiuso, il Box dovrebbe offrire anche un minimo di privacy all’occupante… Probabilmente non avrà un grande appeal per i claustrofobici o per quelli a cui ricorda troppo una sorta di bara verticale…

Per quanto riguarda i fenicotteri, il meccanismo preciso che dona loro l’abilità di dormire in piedi – anzi, su una sola zampa, per essere precisi – è molto dibattuto tra i naturalisti. Questi volatili hanno una sporgenza a metà zampa che sembra un ginocchio, anche se si tratta piuttosto di una caviglia. Il ‘ginocchio’ vero è invece più in alto, sotto il piumaggio. Ad ogni modo, serrandosi, la caviglia permette agli uccelli di mantenere senza sforzo la caratteristica posa da ‘trampoliere’. È forse una buona cosa, ma il vantaggio evolutivo non è stato ancora del tutto chiarito.

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