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Donne di successo, INWIT racconta chi ce l’ha fatta

Si è svolto oggi il webinar di INWIT “I don’t want to be a princess I wanna be a CEO”., durante il quale donne CEO, del mondo delle Istituzioni, dell’associazionismo e manager di grandi aziende si sono confrontate su parità di genere, inclusione e leadership femminile.

La tavola rotonda ha visto la partecipazione di Barbara Cominelli, Amministratore Delegato JLL Italia; Cecilia D’Elia, Responsabile politiche di parità – Segreteria nazionale PD; Paola Mascaro, Presidente Valore D e Chair G20 Empower; Dina Ravera, Board Member Reply, INWIT e A2A; Francesca Stacchiotti, Direttore Risorse Umane INWIT ed è stata moderata da Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni esterne, Comunicazione e Sostenibilità di INWIT. L’evento si inserisce nella più ampia rassegna “4 Weeks 4 Inclusion” dedicata alla diversità e all’inclusione, a cui INWIT partecipa per il secondo anno consecutivo.

“Occorre rimuovere gli ostacoli per le donne, valorizzare i migliori talenti e garantire piena meritocrazia. La diversity è ormai una questione di business: per svilupparla ci vuole un piano chiaro negli obiettivi, attraverso il recruitement, la retention, le promozioni e la crescita all’interno dell’azienda. Servono modelli di donne normali, che nel loro lavoro crescono e raggiungono risultati” – ha dichiarato Barbara Cominelli, Amministratore Delegato JLL Italia.

“Siamo riusciti a mettere all’ordine del giorno del Paese la questione della parità di genere al di là delle differenze politiche. Ma non possiamo agire solo dall’alto, ora dobbiamo lavorare anche dal basso per incentivare il cambiamento. Il tema è la condivisione: sia dei lavori di cura che della genitorialità. Sono nati nuovi modi di pensare e organizzare il lavoro: occorre chiedere politiche pubbliche e sociali che sostengano la condivisione.” – ha affermato Cecilia D’Elia, Responsabile politiche di parità del Partito Democratico.

“La situazione è eterogenea, ma nessun Paese al mondo ha ancora raggiunto la parità di genere – ha dichiarato Paola Mascaro, Presidente Valore D -. Con il G20 Empower abbiamo cercato di esprimere la vocazione al pragmatismo tipica delle aziende, identificando le priorità e cercando punti d’incontro tra i diversi Paesi, nonostante le diversità. Abbiamo poi raccolto le migliori pratiche a livello globale: ora le abbiamo a disposizione e si possono prendere ad esempio. La Presidenza italiana ha accelerato su una serie di impegni fondamentali per far proseguire il percorso nella direzione tracciata”.

“Promuovere la diversity in azienda crea valore, ma le uniche che possono davvero fare qualche cosa siamo noi donne – ha affermato Dina Ravera, Board Member Reply, INWIT e A2A -. La formazione in questo senso dovrebbe riguardare le persone che guidano le aziende, affinché capiscano che, per la gestione dei talenti femminili, ci vuole un approccio diverso, semplicemente perché siamo diverse. È necessario inserire regole e paletti alle aziende, altrimenti non si arriverà alla vera parità.”

“Abbiamo avviato un percorso di inclusione che ha portato oggi ad avere il 37% di presenze femminili nella nostra azienda – ha commentato Francesca Stacchiotti, Direttore Risorse Umane INWIT -. Il nostro obiettivo è garantire pari opportunità nelle posizioni di top management e agiamo su due fronti: sulla base di riferimento, per incrementare la presenza femminile in azienda e sulle politiche interne, per ridurre i divari di genere nei percorsi di crescita”.

“Secondo il Rapporto annuale Women in Business di Grant Thornton, in Italia le donne nel ruolo di Ceo sono scese nel 2021 al 18% (dal 23% nel 2020), sotto la media dell’Eurozona, pari al 21% e al dato medio globale pari al 26%. L’Italia dunque rimane nelle retrovie sul tema della leadership al femminile e occorre il contributo di tutti, uomini e donne, al fine di invertire la rotta” – ha commentato Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni esterne, comunicazione e Sostenibilità INWIT”.

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