Il parere

DNA, l’RSPG contro l’accentramento dei poteri sullo spettro radio a Bruxelles

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L’RSPG (Radio Spectrum Policy Group) critica fortemente le proposte di riforma di gestione dello spettro radio presenti nel DNA: contestata la proposta di cedere sovranità a Bruxelles e la durata indeterminata delle licenze.

L’RSPG (Radio Spectrum Policy Group o Gruppo di politica in materia di spettro radio) – il gruppo consultivo di alto livello dell’Unione Europea per lo spettro radio – ha avanzato diverse critiche sulla proposta di Digital Networks Act della Commissione Ue.

Per l’RSPG Il DNA Non semplifica

Secondo l’RSPG, le proposte contenute nella bozza rischiano di complicare diversi aspetti relativi alle licenze e al coordinamento delle frequenze. Tutto l’opposto dell’obiettivo finale del provvedimento avanzato dalla Commissione, finalizzato a semplificare le procedure.

RSPG contro cessione di potere e sovranità sullo spettro

Inoltre, l’RSPG è contrario alla fusione di molte delle sue attività con il BEREC in una nuova agenzia unica, così come in generale è contrario al trasferimento di molti poteri e prerogative nazionali sullo spettro radio (che è materia in capo ai singoli Stati) a livello Ue. La Commissione nel DNA spinge per un accentramento dei poteri sulle licenze a Bruxelles.

Questa posizione critica dell’RSPG non sorprende, visto che il Gruppo è costituito da rappresentanti dei singoli Stati membri, che hanno tutto l’interesse a mantenere i poteri a livello nazionale.

Principio di sussidiarietà a rischio

L’RSPG ha avvertito che alcune delle proposte della Commissione, come l’attribuzione a Bruxelles di nuovi poteri di veto sull’assegnazione delle frequenze, la definizione di procedure standard per l’assegnazione o il consolidamento delle licenze satellitari a livello UE, potrebbero contraddire il principio di sussidiarietà dell’UE, che mira a mantenere il potere al livello più basso possibile.

DNA rischia di andare in conflitto con l’ITU per l’RSPG

Inoltre, la proposta secondo l’RSPG potrebbe entrare in conflitto con i diritti nazionali sanciti dai regolamenti radio dell’ITU, l’organismo che fa capo all’ONU che gestisce le politiche internazionali sullo spettro radio.

No a durata indeterminata delle licenze

L’RSPG ritiene inoltre poco necessario passare a licenze a durata indeterminata, come richiesto dall’industria della telefonia mobile, o creare una piattaforma a livello UE sulla condivisione dello spettro.

Inoltre, l’RSPG è preoccupata per la mancanza di dettagli in alcune delle proposte della Commissione, con diversi elementi che dipendono da successivi atti attuativi. I ritardi nell’adozione di tali atti potrebbero creare incertezza giuridica, sia per gli Stati membri che per il mercato, ha osservato.  

RSPG: spettro per uso Difesa e sicurezza resti prerogativa dei singoli Stati Ue

Un’altra osservazione riguarda l’utilizzo dello spettro a scopi militari. Per l’RSPG il DNA dovrebbe considerare la sovranità degli Stati membri sull’uso dello spettro per l’ordine pubblico, la sicurezza e a fini difensivi, in linea con il Trattato dell’Unione Europea.

Lo stesso discorso a maggior ragione riguarda lo spettro satellitare, strumento di Difesa e sicurezza che non può essere ceduto dagli Stati membri, secondo l’RSPG.

Database per spectrum sharing troppo complesso

L’RSPG è altresì contrario alla creazione di una database centralizzato per la gestione dello spectrum sharing. Per il gruppo di alto livello sarebbe alquanto complesso da gestire a fronte di vantaggi difficilmente riscontrabili da una gestione centralizzata di una risorsa che viene di fatto gestita a livello nazionale, fatta salva inoltre la necessità di preservare l’uso militare.

Inoltre, secondo l’RSPG le procedure di assegnazione dello spettro variano da paese a paese, anche perché finora sono stati i singoli paesi a gestire le risorse spettrali autonomamente.

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