Il parere del BEREC, l’organismo che raccoglie tutti i regolatori europei, sullo switch off del rame è tranciante. Una data obbligatoria, come quella proposta dalla bozza del Digital Networks Act dalla Commissione Ue che fissa al 2035 la data ultima (tranne eccezioni comprovate posticipata al 2039) non è la soluzione giusta per garantire la transizione dalle vecchie reti misto rame alle nuove reti in fibra FTTH.
BEREC, nemmeno il 2039 non deve essere data perentoria di switch off
E anche la data del 2039 non è sufficiente e ha bisogno di ulteriori possibili margini di flessibilità, secondo il BEREC, a seconda delle diverse esigenze nazionale.
E’ quanto emerge dal parere appena pubblicato in materia, un documento di una decina di pagine in cui è condensato il messaggio del BEREC. In sintesi, l’organismo europeo dei regolatori propone “uno switch off differenziato” a seconda dei paesi e dei diversi gradi di copertura in fibra FTTH.
Lo spegnimento perentorio nel 2035 rischia di essere un obiettivo “sproporzionato”, soprattutto per i paesi che sono già molto avanti nel processo di migrazione, e per questo suggerisce regole per così dire personalizzate per i singoli paesi.
Quali vantaggi per i consumatori in assenza della fibra?
Inoltre, lo switch off obbligatorio nel 2035 rischia di provocare problemi concorrenziali, a danno degli operatori alternativi, e di connettività per i consumatori finali, se nell’area oggetto dello switch off non fosse presente una rete alternativa quanto meno della stessa qualità di quella spenta.
Infine, secondo il BEREC non sono chiari i reali vantaggi economici dello switch off del rame senza un’analisi di mercato preventiva, che tuttavia rischierebbe di allungare i tempi e paradossalmente di ritardare il processo di migrazione già in atto.
Diversi Stati membri, questa la tesi del BEREC, hanno già completato il processo di switch off (Liechtenstein, Norvegia e Spagna), oppure sono in via di conclusione nel 2026 (Svezia e Malta) o finiranno entro il 2030 (Cipro, Danimarca, Francia, Lussemburgo e Portogallo). Perché bloccare il processo per una mappatura che in questi paesi è inutile?
BEREC, prima dello switch off del rame pensare al take up della fibra
Ci sono poi degli effetti indesiderati da uno spegnimento obbligatorio fissato nel 2035.
Siamo sicuri che lo switch off del rame sia sinonimo di take up della fibra FTTH? E’ questa la domanda implicita che avanza il BEREC, secondo cui prima di concentrarsi sullo spegnimento del rame è più opportuno puntare sul take up della fibra, che generalmente va a rilento (soprattutto in Italia). In altre parole, secondo il BEREC lo spegnimento delle reti in rame senza un preventivo roll out delle reti in fibra rischia di avere effetti negativi sui consumatori e sulla concorrenza.
Dopo switch off del rame rischio di perdere rete fissa (sostituita da FWA e satellite)
Il rischio principale individuato dal BEREC è che le aree oggetto di switch off perdano tout court la copertura da rete fissa in assenza di una rete in fibra alternativa già pronta in zona. Il rischio collaterale ulteriore è che al posto delle vecchie reti in rame (FTTC) i consumatori optino per alternative wireless come l’FWA o il satellite, con una conseguente diminuzione della qualità e delle prestazioni della copertura.
Insomma, con un impoverimento della connettività e un concomitante aumento dei prezzi.
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