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Dl milleproroghe, CFWA: “Prorogare al 2029 diritti d’uso 26 GHz”

“La proroga al 2029 della banda di frequenza WLL 26 Ghz agli operatori FWA è un aspetto fondamentale per garantire digitalizzazione e connettività dei territori, riducendo il digital divide” – così Enrico Boccardo, Presidente della Coalizione del Fixed Wirless Access, in relazione al dibattito in corso sulla proroga delle frequenze 26 Ghz, su cui sono presenti diversi emendamenti al DL Milleproroghe.

“Apprezziamo gli emendamenti presentati al DL Milleproroghe che propongono una proroga al 2029 delle frequenze, segnando la giusta direzione da intraprendere. Attualmente infatti i collegamenti realizzati su frequenze WLL 26 Ghz erogano servizi essenziali, non sostituibili da altre tecnologie in molte aree di copertura, per cittadini imprese e Pubbliche Amministrazioni. In assenza di una proroga di queste frequenze oltre il 2022, molti territori rimarrebbero quindi senza servizi NGA o VHCN per un tempo indefinito” – prosegue Boccardo.

Secondo il Presidente di CFWA: “In queste settimane si stanno avviando i bandi di gara del Piano Italia 1 Giga, gli operatori FWA vogliono dare un contributo concreto al processo di digitalizzazione del Paese e chiediamo quindi le giuste condizioni per poterlo fare. Durante la fase pandemica la disponibilità delle frequenze WLL 26 Ghz è stata infatti in molti casi l’unica soluzione possibile di accesso ad Internet in diverse aree locali. Gli operatori locali hanno ampiamente investito sui territori e per questo auspichiamo di non dover ridimensionare i piani di sviluppo elaborati

Prosegue il Presidente: “Nel caso vi sia la necessità di assegnare le frequenze ai servizi 5G, pensiamo ci possa essere un ampio spazio per un refarming che possa tenere conto delle criticità che un mancato rinnovo delle autorizzazioni 26 Ghz produrrebbe per gli operatori e per la popolazione. Potrebbero dunque essere individuate in favore degli operatori titolari del diritto d’uso delle frequenze in banda 26 GHz, porzioni di spettro alternative idonee all’esercizio dei servizi erogati mediante l’uso delle frequenze da liberare”.

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