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Dl Energia, in bozza 315 milioni di euro per alleggerire le bollette. Interventi anche per rinnovabili, reti e data center

Bollette, nuove risorse per famiglie fragili e interventi strutturali su gas e imprese: cosa prevede la bozza in arrivo in Cdm

Un fondo da 315 milioni di euro per sostenere le famiglie più fragili, un contributo straordinario da 90 euro in bolletta, l’estensione degli aiuti ai nuclei con Isee fino a 25mila euro e una serie di interventi tecnici per ridurre il costo di luce e gas per imprese e sistema produttivo. È questo il cuore della bozza del nuovo decreto legge sulle bollette che il Governo dovrebbe portare in Consiglio dei ministri la prossima settimana.

Il provvedimento, anticipato in settimana dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si suddivide in 12 articoli, con un titolo lungo e programmatico: “Misure urgenti di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas e di riduzione delle bollette elettriche in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché misure urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”.

Una cornice che chiarisce subito l’ambizione dell’intervento: non solo sostegni temporanei, ma anche misure strutturali sul mercato energetico.

315 milioni per le famiglie con bonus sociale

Il capitolo più immediato riguarda le famiglie economicamente più vulnerabili. La bozza prevede per il 2026 una spesa di 315 milioni di euro, coperti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), destinati a finanziare un contributo straordinario una tantum da 90 euro per i nuclei già titolari del bonus sociale elettrico.

Si tratta di un rafforzamento temporaneo dello strumento esistente, che punta ad alleggerire direttamente la bolletta della luce per chi si trova in condizioni di disagio economico. In un contesto in cui il costo dell’energia continua a incidere in modo significativo sui bilanci familiari, il Governo sceglie di intervenire con un sostegno mirato e automatico.

Aiuti anche a chi ha Isee fino a 25mila euro

Una delle novità più rilevanti è l’estensione del contributo.
Per il 2026 e il 2027, il decreto prevede un contributo straordinario anche per i clienti domestici che non beneficiano del bonus sociale, ma che hanno un Isee annuo non superiore a 25.000 euro.

Si amplia così la platea dei beneficiari includendo una fascia di famiglie che non rientrano nei criteri più restrittivi del bonus sociale, ma che risentono comunque del peso delle bollette. È una scelta che intercetta il cosiddetto “ceto medio energeticamente vulnerabile”, ovvero nuclei che non sono formalmente in povertà ma che subiscono in modo marcato l’aumento dei costi energetici.

Un intervento da 2,5–3 miliardi tra famiglie e imprese

Secondo le indiscrezioni, l’impatto complessivo delle misure contenute nel decreto potrebbe collocarsi tra 2,5 e 3 miliardi di euro.

Oltre ai contributi diretti, il testo interviene infatti sulla struttura delle bollette e sul funzionamento dei mercati.

Tra le misure principali troviamo la riduzione della componente Asos (oneri generali di sistema) nelle bollette elettriche, la riduzione degli oneri derivanti dalle bioenergie, gli interventi per abbattere il costo del gas naturale utilizzato per la produzione di elettricità e il sostegno alle utenze non domestiche, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

Agire sugli oneri di sistema significa incidere su una parte della bolletta che non dipende dal consumo diretto di energia, ma che finanzia politiche pubbliche e incentivi. La loro riduzione può produrre un effetto immediato sull’importo finale pagato da famiglie e imprese.

Riduzione degli oneri gas per i grandi consumatori

Un passaggio tecnico, ma significativo, riguarda anche il gas.

La bozza prevede che Arera, entro il 28 febbraio, adotti uno o più provvedimenti per definire le modalità di riduzione, per il 2026, degli oneri e delle componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas naturale per i clienti finali con consumi superiori a 80.000 Smc all’anno.

Si tratta in larga parte di soggetti industriali energivori. L’obiettivo è alleggerire il costo dell’energia per le imprese più esposte, rafforzandone la competitività.

Più concorrenza nel mercato del gas

Il decreto interviene anche sul mercato all’ingrosso del gas naturale.
È prevista l’introduzione, da parte di Arera, di un “servizio di liquidità” fino a un massimo di 200 milioni di euro. Il meccanismo dovrebbe prevedere la sottoscrizione di contratti tra Snam, principale operatore del trasporto gas in Italia, e operatori selezionati tramite procedure competitive.

Questi operatori avranno il diritto di ricevere un premio, ma anche l’obbligo di formulare offerte di vendita sui mercati a pronti del gas a prezzi specifici. L’obiettivo è aumentare la liquidità del mercato, ridurre possibili distorsioni e favorire una maggiore stabilità dei prezzi.

Le risorse per il servizio verrebbero reperite dalla vendita di gas stoccato da parte dell’impresa maggiore di trasporto, secondo modalità definite da Arera.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, l’Autorità dovrà inoltre presentare al Mase una proposta per la piena integrazione dei mercati del gas italiano e tedesco, attraverso le infrastrutture in territorio svizzero. Un passo verso una maggiore integrazione europea, considerata strategica per ridurre differenziali di prezzo e frammentazioni.

Rinnovabili, reti e data center

Il decreto non si limita agli interventi tariffari. Tra le misure contenute nella bozza figurano le disposizioni per promuovere la contrattazione di lungo termine dell’energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese; le misure urgenti per la connessione alla rete degli impianti alimentati da fonti rinnovabili; gli interventi per risolvere la saturazione virtuale delle reti elettriche, che oggi rallenta nuovi allacciamenti; il potenziamento delle infrastrutture di interconnessione elettrica con l’estero; le norme per l’autorizzazione e l’integrazione dei centri di elaborazione dati (data center) nel sistema elettrico.

Questi ultimi sono grandi consumatori di energia e rappresentano una sfida crescente per la pianificazione delle reti. L’obiettivo è gestirne l’impatto senza compromettere la stabilità del sistema.

Come ha ricordato il ministro Pichetto Fratin, intervenendo a Roma all’Evento di presentazione del World Energy Outlook 2025, in una “fase di rapida trasformazione” del settore, come quella che stiamo vivendo, che “segnata da forti modificazioni nei mercati e nelle politiche energetiche, aggravate da tensioni geopolitiche”, l’intelligenza artificiale, con le sue infrastrutture critiche, emerge come fattore chiave, “accelerando la domanda di elettricità”,

Una risposta nazionale in un quadro europeo che vede l’energia questione urgente da affrontare

Il Governo sottolinea che il tema dei prezzi dell’energia è anche europeo. Tuttavia, in attesa di riforme più ampie a livello Ue, il decreto punta a fornire una risposta nazionale immediata.

Nel complesso, l’impianto del provvedimento combina tre livelli di intervento, che vanno dal sostegno diretto alle famiglie più fragili, con estensione a una fascia più ampia di popolazione all’alleggerimento tecnico delle bollette, attraverso la riduzione di oneri e componenti tariffarie, fino alle riforme strutturali del mercato del gas e del sistema elettrico, per rafforzare concorrenza, integrazione europea e sviluppo delle rinnovabili.

Il decreto bollette lo stiamo chiudendo”, aveva annunciato in settimana il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, a margine di un convegno a Roma, assicurando che “per la prossima settimana sarà in Consiglio dei ministri”.

Il perno del provvedimento è quindi la riduzione del costo del gas utilizzato per la generazione della luce, con l’obiettivo di abbattere il prezzo di quest’ultima, più che proporzionalmente, facendo leva sul criticato sistema del prezzo marginale.

D’altronde, la questione del prezzo dell’energia, in particolare dell’energia elettrica, è stata fin da subito una delle “urgenze” definite al Consiglio informale dei 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione europea tenuto in Belgio, sia per salvaguardare e rafforzare la competitività europea, sia perché è anche un tema sociale.

I temi della competitività sono molti. Personalmente e a nome dell’Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell’energia”, avevo detto la Premier italiana Giorgia Meloni.

Resta ora da vedere quali modifiche emergeranno nel passaggio in Consiglio dei ministri. Ma la direzione è tracciata: contenere la spesa energetica nel breve periodo e, al tempo stesso, intervenire sui meccanismi che determinano i prezzi nel medio-lungo termine.

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