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Divieto social per under 16 in Spagna, ok di Bruxelles: “Ma non invada la cornice del DSA”  

Bruxelles accoglie positivamente la decisone della Spagna di vietare l’accesso ai social ai minori di 16 anni, ma mette in guardia dal fatto che la normativa nazionale non invada il terreno e non vala al di là del Digital Services Act, la normativa europea che resta quindi dominante. Questo in sintesi il messaggio di Thomas Regnier, portavoce della Commissione Ue per la sovranità tecnologica. Da Bruxelles ricordano poi che le istituzioni europee stanno già coordinando una versione pilota di applicazione per la age verification, in cui è coinvolta anche la Spagna insieme ad altri paesi fra cui l’Italia.

L’annuncio del divieto social del primo ministro Sanchez

L’annuncio del Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez in merito alla futura restrizione dell’accesso alle piattaforme digitali per i minori di 16 anni colloca la Spagna al fianco di Paesi come Francia, Danimarca, Grecia e Austria, che hanno iniziato ad attuare normative simili. Secondo Europa Press, la misura fa parte della legge sulla protezione dei minori negli ambienti digitali, attualmente in discussione in Parlamento. La Commissione Europea ha accolto con favore l’adesione della Spagna al gruppo di nazioni che procedono con l’imposizione di un’età minima per l’utilizzo dei social network e ha annunciato che collaborerà strettamente alla protezione dei minori nell’ambiente digitale.

Legislazioni nazionali non possono imporre obblighi ulteriori alle Big Tech al di là del DSA

Il portavoce dell’Ue ha sottolineato che qualsiasi legislazione nazionale volta a limitare l’accesso dei minori alle piattaforme digitali non può imporre requisiti aggiuntivi alle piattaforme di grandi dimensioni oltre a quelli previsti dalla DSA. Secondo Europa Press, Regnier ha dichiarato: “Qualsiasi legge approvata a livello nazionale per escludere potenzialmente i minori dall’accesso a contenuti o piattaforme di social media online non può imporre obblighi aggiuntivi (oltre a quelli già imposti dalla DSA) alle piattaforme di grandi dimensioni, poiché questa è una prerogativa della Commissione Europea”.

Age verification, la app europea sull’App Store da marzo

Per quanto riguarda la verifica dell’età, Europa Press ha riferito che l’applicazione di verifica sviluppata dalla Commissione sarà disponibile sull’App Store a partire da marzo. Non sarà obbligatoria per tutti gli Stati membri prima della fine dell’anno. Entro tale data, le piattaforme digitali dovranno disporre di un sistema per convalidare e confermare l’età degli utenti; se non installano la versione europea ufficiale, dovranno dimostrare che i propri strumenti offrono garanzie equivalenti a quelle previste dalle normative nazionali ed europee.

Age verification e divieto social per l’accesso ai social materia nazionale

La questione dell’età minima per l’accesso alle piattaforme digitali è identificata come competenza nazionale, motivo per cui gli Stati membri dell’UE possono stabilire limiti di età diversi. Questo scenario crea difficoltà, soprattutto quando gli utenti più giovani si spostano tra Paesi con normative diverse sull’accesso a questi servizi, ha scritto Europa Press. La Commissione Europea sta analizzando da mesi la possibilità di stabilire un’età minima uniforme in tutta l’Unione, sebbene non abbia ancora presentato una proposta formale al riguardo.

Obiettivo Ue, armonizzare le norme nazionali

Per ora, secondo Europa Press, il portavoce Thomas Regnier ha detto che la Commissione si sta concentrando sulla garanzia che le normative nazionali rimangano in linea con il DSA, sottolineando che l’obiettivo principale è ottenere un effetto “armonizzante” e garantire la protezione degli utenti minorenni in tutta l’Unione Europea. Inoltre, Bruxelles prevede di istituire a breve un gruppo di esperti per analizzare il panorama attuale e valutare possibili modifiche legislative, studiando al contempo le opzioni per promuovere l’unificazione dei criteri in questo settore.

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