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Diritto all’oblio, Andrus Ansip: ‘Deve essere l’eccezione e non la regola’

Ansip

Il diritto all’oblio deve essere l’eccezione e non la regola. A dirlo senza mezzi termini è Andrus Ansip, il nuovo vicepresidente Ue per il Digital Single Market, in occasione della sua audizione di ieri al Parlamento europeo.

Ansip interviene per fare chiarezza nell’ambito di una spinosa materia rivista dopo la sentenza della Corte di Giustizia del maggio scorso che ha stabilito la responsabilità anche dei motori di ricerca nella rimozione dei link, su richiesta degli utenti, ritenuti obsoleti o non pertinenti.

“La Corte di Giustizia europea – ha sottolineato Ansip – non ha detto che ognuno ha diritto all’oblio”. Anzi, ha ribadito, “il diritto a essere dimenticati deve restare un’eccezione“.

La sentenza ha creato non pochi problemi e della questione si stanno occupando anche i Garanti Privacy Ue che stanno definendo delle linee guida che permetteranno di fare chiarezza.

Si è infatti registrata un’esplosione di reclami. Google, che è il motore di ricerca più usato al mondo, ha ricevuto 140 mila richieste individuali per rimuovere 500 mila link che, secondo gli utenti, contengono informazioni irrilevanti, inadeguate o imprecise.

Secondo i motori di ricerca, la sentenza potrebbe potenzialmente danneggiare il diritto all’informazione (Intervista Key4biz a Vincenzo Zeno-Zencovich) ma secondo i difensori della privacy non fa invece abbastanza.

Il problema, ha spiegato l’ex primo Ministro estone, “è trovare il giusto equilibrio tra libertà di informazione e la privacy di tutti”.

Una questione di cui Ansip dovrà occuparsi in qualità del suo nuovo incarico di vicepresidente impegnato a eliminare le discrepanze tra i Paesi membri in vista della realizzazione del Mercato Unico Digitale.

Un compito che va dalle regole comuni per le tlc alla protezione dei dati digitali di ogni cittadino Ue.

La net neutrality va regolamentata

Nel suo intervento al Parlamento Ue, Ansip ha parlato anche del principio della net neutrality, sostenendo che è “importantissimo” che venga al più presto regolamentato.

Internet – ha aggiunto – deve rimanere aperto e inclusivo“.

Ansip ha ampliato la nozione di neutralità della rete, arrivando a ricomprendervi la ricerca.

Nessun motore di ricerca, ha precisato, ha “il diritto di abusare della propria posizione dominante sul mercato”.

Mentre le grandi imprese sono in grado di ottimizzare i loro siti per apparire più in alto nei risultati di ricerca, come Google, le aziende più piccole non possono sempre permettersi di farlo.

“Per le piccole e medie imprese – ha osservato Ansip – è impossibile ottenere visibilità sui motori di ricerca”.

Chiaro il riferimento a Google, sulla quale la Ue ha aperto un dossier per sospetto abuso di posizione dominante sul mercato della web search. Un’indagine che potrebbe chiudersi, se la società non presenta nuovi rimedi, con una pesante sanzione.

Una linea comune e di forza quella della Ue sulle pratiche del gigante americano contro le quali anche il Commissario Ue per la Digital Economy, Günther Oettinger, ha usato parole dure, confermando l’intenzione della Commissione Ue di chiudere il dossier entro la fine di quest’anno.

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