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Dipendenza energetica: l’Italia è vulnerabile e le bollette ne risentono

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L’enorme dipendenza energetica italiana da fonti fossili di provenienza estera non solo rende luce e gas più costosi rispetto agli altri Paesi europei, ma fa anche in modo che le bollette risultino volatili e soggette ad aumentare specialmente nei periodi di crisi.

Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.

L’enorme dipendenza energetica italiana da fonti fossili di provenienza estera non solo rende luce e gas più costosi rispetto agli altri Paesi europei, ma fa anche in modo che le bollette risultino volatili e soggette ad aumentare specialmente nei periodi di crisi.

Un report di Legambiente lancia l’allarme sulla fragilità del sistema energetico italiano e sui ritardi nello sviluppo delle rinnovabili. Il sistema di funzionamento del mercato nazionale e le caratteristiche del mix di fonti usato in Italia fanno sì che la ricerca delle migliori offerte luce e gas sia la strategia più efficace per riuscire a risparmiare in bolletta.

Con quotazioni del gas che risentono delle tensioni geopolitiche e quelle dell’energia elettrica che salgono di conseguenza, per effetto del sistema del prezzo marginale, confrontare le offerte dei fornitori partner di SOStariffe.it aiuta a tenere sotto controllo le spese.

L’Italia importa il 95% del gas che consuma

Leggendo i risultati contenuti nel report di Legambiente “Il prezzo della dipendenza” emerge in modo lampante quanto sia forte la condizione di dipendenza dalle fonti fossili nel nostro Paese: importiamo infatti il 95% del gas e il 91% del petrolio utilizzati in Italia.

Il gas è la principale fonte usata per la produzione dell’energia elettrica: quasi il 50% della produzione di elettricità è ottenuta usando il gas naturale.

Bastano questi due semplici dati per intuire che variazioni nel prezzo del gas hanno un forte impatto sulle bollette e sulla spesa degli italiani.

Le fonti fossili fanno salire le bollette nei periodi di crisi

Negli ultimi anni l’Europa ha dovuto fare i conti con due crisi energetiche: la prima, nel 2022, è stata scatenata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la seconda, iniziata a fine febbraio 2026, è conseguente alla chiusura dello stretto di Hormuz.

La crisi del 2022 ha portato l’Italia a rivedere le proprie scelte energetiche: si sono ridotte le importazioni di gas dalla Russia e sono stati stretti accordi con altri Paesi. Oggi Algeria e Azerbaigian da soli coprono oltre il 54% della domanda nazionale di gas.

L’Italia è tra i Paesi europei che dipendono di più dalle importazioni estere e quindi tra i più vulnerabili, con la conseguenza che le crisi hanno un effetto molto forte sulle bollette delle famiglie.

Legambiente ha confrontato l’evoluzione dei costi delle bollette negli ultimi anni e ha rilevato come, mentre i costi per il trasporto e gli oneri di sistema si sono mantenuti stabili (o si sono ridotti come misura emergenziale), a far lievitare i costi è stato l’aumento dovuto all’approvvigionamento dell’energia, causato dalla salita dei prezzi delle fonti fossili.

L’Italia è in ritardo nello sviluppo delle energie rinnovabili

Nonostante il peso delle energie rinnovabili sia cresciuto del 10% tra il 2020 e il 2025, l’Italia è indietro nel confronto con altri Paesi UE. Nel 2025 il 47,3% della produzione totale di energia elettrica in Italia è stata ottenuta usando il gas, che è la prima fonte del mix energetico.

La Spagna è il Paese UE che ha investito di più nelle energie rinnovabili e che ha ottenuto i migliori risultati. La crescita tra il 2020 e il 2025 è stata di quasi il 42%, arrivando a coprire il 56% della produzione di elettricità. L’incremento dell’uso delle rinnovabili ha permesso alla Spagna di ridurre i propri consumi di gas, che sono scesi dell’11%, arrivando a coprire la produzione del 21,5% dell’elettricità.

Anche la Francia ha registrato un incremento nell’uso delle rinnovabili superiore all’Italia: l’aumento è stato del 17,4% e, anche se la prima fonte per la produzione di elettricità rimane il nucleare, si riduce il peso delle fonti fossili nel mix energetico.

L’incremento più rilevante nell’uso delle rinnovabili si è registrato nei Paesi Bassi, con una crescita del 111% in 5 anni. Oggi le rinnovabili sono la prima fonte di energia usata per la produzione dell’elettricità e coprono il 47,3% della domanda.

È importante tenere in considerazione la composizione del mix energetico per comprendere come mai in Italia l’energia elettrica costa molto più che altrove. Tra gennaio e aprile 2026 l’Italia ha registrato un prezzo all’ingrosso dell’elettricità medio di 130 €/MWh. Nei Paesi Bassi e in Germania nello stesso periodo è stato di circa 100 €/MWh, in Francia di circa 70 €/MWh e in Spagna di soli 42,5 €/MWh.

Le ragioni di questo divario sono evidenti: nei primi 69 giorni di quest’anno, in Italia il gas è stato la fonte che ha determinato il prezzo dell’energia nell’89% delle ore, contro il 40% circa di Germania e Paesi Bassi e il 15% della Spagna. 

Perché è importante confrontare le tariffe

Nel suo report, Legambiente ha suggerito 15 proposte per migliorare l’indipendenza italiana e per investire con più decisione sulla transizione energetica.

Fino a quando il mix energetico italiano resterà così dipendente dal gas, le bollette delle famiglie continueranno a risentire di ogni tensione geopolitica e di ogni variazione sui mercati internazionali delle materie prime, rendendo le bollette di gas e luce suscettibili di repentini aumenti.

In uno scenario del genere, confrontare con regolarità le offerte dei fornitori di luce e gas è una delle leve più efficaci in mano ai consumatori per difendere il proprio budget.

Sul comparatore di SOStariffe.it si possono mettere a confronto le proposte di numerosi fornitori partner attivi sul mercato libero e verificare se ci sono offerte che fanno risparmiare sulla propria bolletta.

Chi preferisce stabilità e prevedibilità nella spesa può orientarsi verso le tariffe a prezzo fisso, che proteggono dalle oscillazioni del mercato per tutta la durata del contratto. Chi invece vuole beneficiare di eventuali ribassi del prezzo all’ingrosso può valutare le offerte a prezzo indicizzato, più convenienti nei periodi in cui i prezzi di mercato sono in discesa, ma soggette a variazioni in aumento in caso di rialzo delle quotazioni.

Chi desidera contribuire alla transizione energetica, inoltre, può prendere in considerazione le tariffe green: si tratta di offerte che propongono energia prodotta da fonti rinnovabili certificate.

Al momento le offerte luce più convenienti sono proprio quelle green: le tariffe a prezzo bloccato partono da 0,103 €/kWh e quelle a prezzo indicizzato da 0,129 €/kWh. Facendo un confronto su SOStariffe.it si possono valutare diverse soluzioni tariffarie e capire quali si adattano meglio alle proprie abitudini di consumo e alle esigenze di risparmio.

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