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Digitale, Lisi (ANORC) ‘Flop della politica. Investire oggi sul digitale per risparmiare in futuro’

Andrea Lisi

È stato un intervento pragmatico e duro contro chi ha il compito di digitalizzare il Paese e i cittadini. Andrea Lisi, presidente di Anorc Professioni, ieri, in occasione del DIG.Eat 2017, l’evento nazionale sulla digitalizzazione che si è svolto a Roma e organizzato da Anorc, si è scagliato contro le Istituzioni: “La situazione che è venuta fuori dal convegno nazionale DIG.Eat 2017 sullo stato del digitale in Italia è desolante. Oltre alle tante parole spese e a uno storytelling imperante, quello che viene raccontato dalle Istituzioni non coincide con la situazione reale che si presenta all’interno delle pubbliche amministrazioni italiane”.

Lisi, dopo aver mostrato ai partecipanti del convegno lo stato reale della digitalizzazione dell’Italia, ha indicato la sua ricetta: “Per cambiare verso ci vuole prima di tutto consapevolezza dei diritti digitali. Infatti ad oggi i cittadini non hanno contezza dei diritti che la normativa gli offre e questo perché ogni governo che si sussegue modifica le carte in tavola. Fino a quando la normativa generale e le regole tecniche continueranno a subire modifiche non solo le pubbliche amministrazioni rimarranno a uno stato brado, ma verranno danneggiati anche i pochi casi di eccellenza perché non supportati nei loro processi da una continuità normativa”.  “Il paradosso” – ha aggiunto Lisi – “è che il Codice dell’Amministrazione Digitale oggi in vigore prevede già una pubblica amministrazione digitalizzata, che consenta ai cittadini di avere online o su apposita app per cellulare tutto quello che si può (o meglio dovrebbe) trovare, oggi in cartaceo, negli uffici di una pubblica amministrazione. Il sogno di una reale digitalizzazione quindi non solo c’è, ma è anche espresso in diritti”. 

La chiusura dello speech di Lisi è stata netta e chiata: “Il Parlamento, per digitalizzare realmente l’Italia, deve partire dalle norme esistenti semplificandole, garantire degli standard delle pubbliche amministrazioni e soprattutto favorire una cultura del digitale diffusa. Servono investimenti mirati. Non esiste la digitalizzazione a costo zero. Il digitale farà risparmiare tra 20 anni: ora bisogna investire”.

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