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rapportocoop2016

digitaldetox. Italiani iperconnessi, online 2 ore e mezza al giorno

Secondo il #RapportoCoop2016 -che delinea i comportamenti che hanno gli italiani con il digitale In Italia - 37,7 milioni di persone accedono ad Internet con un tasso di penetrazione del 62%

di Alessio Carciofi |
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digitaldetox è una rubrica settimanale a cura di Alessio Carciofi, fondatore di Your Digital Detox, che promuove il benessere digitale nel business. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Qual è la prima cosa che fai quando ti svegli?

Sbadigli? Immagini come andrà la giornata?

Vai in bagno? Ti lavi i denti ?

Niente di tutto questo.

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E’ uscito da poco il #RapportoCoop2016 che delinea i comportamenti e il rapporto che hanno gli italiani con il digitale.

 

Un dato molto importante è che su una popolazione di 60,6 milioni di persone, abbiamo 37,7 milioni di persone che accedono ad Internet con un tasso di penetrazione del 62%.

 

Il dato molto interessante che sta crescendo negli ultimi anni è quello relativo agli utenti social media che accendono da mobile: 24 milioni con una penetrazione del 40%.
Sono 16 milioni gli smartphone attivi in Italia. il 60% dei dispositivi ha meno di un anno ed un altro 22% meno di 24 mesi.

 

Tutti vi starete domandando quanto tempo in media trascorrono online gli italiani al giorno ? la risposta è due ore e mezzo.
Tutto questo si traduce in comportamenti e nuovi modi di agire nei confronti del nostro “amico” smartphone, nel quale stiamo riponendo oltre che i dati, anche la memoria.
Comportamenti che sono sotto gli occhi di tutti, e in qualsiasi scena di vita quotidiana : lo smartphone è divenuto una propaggine della nostra mano e non riusciamo a toglierlo nemmeno a letto.
Il 70% guarda il cellulare entro 30 minuti dal risveglio, mentre il 63% è l’ultima cosa che fa prima di andare a letto, e il 68% lo controlla anche se non ha ricevuto nessuna notifica : il che delinea che gli italiani sono i primi utilizzatori in Europa di smartphone.
Lo utilizzano maggiormente per fare fotografie ed accedere ai social network.

Nell’ultimo anno, i servizi dove gli italiani hanno aumentato sensibilmente il volume di accesso è quello dell’instant messagging, e lo vediamo tutti i giorni che whwtsapp è divenuto una sorta di piazza digitale frequentata da tutti.

 

Attraverso l’analisi di questi dati, possiamo azzardare alcuni comportamenti disfunzionali che sono alla base della cultura digitale italiana.

 

Abbiamo bisogno di analizzare a fondo questi dati per interiorizzare la mercificazione che stiamo facendo della nostra vita online, svendendoci ogni giorno per un like, un commento, andando così a colmare un vuoto.
Anche i dati del World Economic Forum del 2016 sono impressionanti, i bambini americani spendono fino ad 11 ore davanti ai dispositivi digitali.
L’utente medio registra 1,72 ore al giorno sui social media e controlla il proprio smartphone dalle 150 alle 220 volte al giorno.

 

Per la prima volta, l’annuale rapporto sulle comunicazioni del mercato dei media e delle telecomunicazioni Ofcom ha approfondito come le persone spendono così tanto tempo collegati in Rete.
In media, gli adulti del Regno Unito spendono 25 ore alla settimana online, nel 2005 erano solo 9. Potremmo dire che un giorno alla settimana lo viviamo online, o per certi versi la settimana si è accorciata a sei giorni.

 

Tre quarti degli utenti del Regno Unito dicono che è importante per la loro vita quotidiana e il 59% afferma rimanere “agganciati” al dispositivo anche in modo inconsapevole.
Il 66% dei possessori di smartphone britannici, soffrono di nomofobia ovvero la paura di perdere o di sentirsi persi senza i loro smartphone, che sfocia in un ossessivo controllo per assicurarsi di avere il loro telefono sempre con loro.
Un sondaggio di 1.000 persone nel mondo del lavoro ha rilevato che due terzi dei lavoratori temono di perdere lo smartphone con conseguenti crisi di panico e ansia.
Lo studio, commissionato da SecurEnvoy, ha rivelato che il 41 per cento delle persone intervistate hanno due telefoni o più, nel tentativo di rimanere sempre in contatto, qualora uno dei due possa scaricarsi.
Il rapporto tra noi e lo smartphone non è semplice.

 

Ci sono molti vantaggi nel trascorrere del tempo online, ma anche degli svantaggi se non c’è un equilibro e questo gli utenti lo stanno cominciando a notare, iniziando a quantificare il tempo che questo occupa nella loro vita quotidiana.

 

Fermiamoci a riflettere su come è cambiata la nostra vita negli ultimi 9 anni, dall’uscita sul mercato del primo smartphone , e di come cambierà visto che siamo all’inizio dell’Internet of Things, dove mercato dei player delle telecomunicazioni ha virato tutto sul traffico dati.

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