Benessere digitale

digitaldetox. Il Digital Detox entra in azienda: inizia la Virgin di Richard Brenson

Richard Branson ha presentato nei giorni scorsi, la sua ultima iniziativa per sostenere la salute e il benessere dei propri dipendenti: un programma di Digital Detox.

di Alessio Carciofi |
Richard Branson Virgin

digitaldetox è una rubrica settimanale a cura di Alessio Carciofi i, fondatore di Your Digital Detox, che promuove il benessere digitale nel business. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Richard Branson ha presentato nei giorni scorsi, la sua ultima iniziativa per sostenere la salute e il benessere dei propri dipendenti: un programma di Digital Detox.

Il Digital Detox  si svolge ogni mercoledì mattina per due ore, durante le quali i dipendenti potranno “staccarsi” dai dispositivi digitali investendo il proprio tempo per andare in palestra, passeggiare in mezzo alla natura o svolgere altre attività, l’importante che siano in modalità offline.

 

L’idea è stata progettata per incoraggiare i dipendenti a passare più tempo a comunicare con i colleghi, smettere di concentrarsi sulla casella di posta elettronica e allontanarsi dalla scrivania.

 

Il Digital Detox avrà il suo sviluppo embrionale su 200 dipendenti della  Virgin con gli uffici a New York e Londra.

Josh Bayliss , CEO di Virgin Management, ha dichiarato: “Eravamo preoccupati dei nostri dipendenti che stanno spendendo troppo tempo a comunicare tramite la loro casella di posta, il Digital Detox è un ottimo modo per incoraggiare le persone a parlare con gli altri, condividere idee, innovare e trascorrere del tempo lontano dalle loro scrivanie”.

La digitalizzazione e lo smart working  hanno benefici fantastici ma nonostante tutto ci sono delle insidie e noi vogliamo aiutare i nostri dipendenti a bilanciare work-life balance, continua lo stesso Bayliss.

Rimanendo sempre online, la produttività e la creatività diminuiscono: questa la convinzione di Branson confermata da vari studi, come il rapporto Deloitte che ha denunciato la dipendenza da smartphone: un adulto su tre è così ossessionato dal proprio smartphone che non riesce a smettere di controllarlo nemmeno durante la notte. E proprio questo uso eccessivo – sempre secondo il rapporto di Deloitte – è una della principale causa di rottura di rapporti con il partner.

 

Lo studio mette in risalto un aspetto molto importante: lo smartphone viene usato in modo eccessivo durante l’orario di lavoro, provocando così come detto più volte una diminuzione della concentrazione e un abbassamento della produttività.

 

Rapporto Deloitte

foto: rapporto Deloitte

 

Lo stesso rapporto, sottolinea ancora una volta che la prima e l’ultima cosa della giornata che fanno gli utenti è prendere in mano lo smartphone per controllare mail o notifiche. Non c’è rituale più sbagliato per incominciare e terminare la giornata.

 

E’ arrivato il momento di prendere in seria considerazione, come lo smartphone abbia cambiato la nostra vita negli ultimi nove anni. Per fortuna ci sono imprenditori visionari che iniziano a tracciare il sentiero che porta verso il benessere digitale dei dipendenti, offrendo programmi di work life balance per poter creare delle condizioni di sostenibilità, ma sopratutto per trovare la giusta attenzione e creatività per poter lavorare al meglio senza distrazioni digitali.

 

Proprio ieri, 3 ottobre, un articolo del Sole 24 Ore, affrontava la tematica del diritto di disconnessione, che inizia a delineare nuovi scenari, fatti di tutele e regole per sanare ambienti di lavoro divenuti troppo tossici.

 

Penso che il gesto di Branson vada nella giusta direzione, ma non basta, perché il management e i dipendenti hanno bisogno di una vera e propria strategia di benessere digitale, con momenti di informazione, attività comportamentali e attività outdoor.

 

Siamo nel periodo più bello, possiamo riscrivere i capisaldi di una nuova cultura organizzativa con al centro le persone.

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