La Commissione Ue ha deciso di spostare in avanti di cinque anni lo switch off delle reti in rame, fissando al 2035 e non più al 2030 il termine ultimo per lo spegnimento delle vecchie reti legacy per rendere più morbido la transizione alla fibra. E’ quanto si legge negli articoli 159 –161 della bozza del DNA visionata da Key4biz, il nuovo quadro normativo della industry Tlc che dovrebbe essere presentato il 20 gennaio dalla Commissione Ue a meno di un ulteriore slittamento.
Roadmap nazionali di switch off del rame
In questo modo, i singoli governi europei potranno fissare le loro roadmap nazionali di spegnimento in base alle esigenze e al quadro di copertura locale, che varia di molto da paese a paese. L’idea è di impattare il meno possibile sui clienti finali.
“Al fine di valutare se le reti in fibra ottica passino in prossimità delle abitazioni e possano essere collegate con uno sforzo ragionevole e a un costo ragionevole, nonché se siano disponibili servizi accessibili di qualità comparabile, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero applicare criteri oggettivi e trasparenti, tenendo conto delle circostanze nazionali, delle condizioni di implementazione locali e dei dati di mercato pertinenti”, si legge nella bozza.
Previste eccezioni
Ma in casi eccezionali, sarà possibile anche mantenere il rame oltre il limite fissato del 2035. “In casi eccezionali, qualora l’implementazione della fibra non sia economicamente sostenibile e non sia disponibile una soluzione di connettività adeguata in grado di sostituire i servizi basati sul rame, gli Stati membri dovrebbero potersi astenere dall’imporre la disattivazione del rame. Tali eccezioni sono necessarie per evitare impatti sproporzionati sugli utenti finali e garantire la continuità del servizio essenziale”, si legge ancora nella bozza agli articoli 162 e 163.
Uno switch off del rame, quindi, che appare molto meno cogente in ottica FTTH di quanto non fosse prima, con buona pace di paesi come Germania e Italia dove la componente mista rame-fibra è ancora molto presente sul territorio.
Paesi Ue divisi sullo switch off
Non c’è una posizione univoca in Europa, diversi paesi hanno diverse posizioni a seconda della diffusione della fibra. Ad esempio, la Spagna non ha problemi, visto la capillare diffusione della fibra nel paese. Diversa la situazione in Germania, dove Deutsche Telekom ha una rete FTTC mista fibra-rame ancora molto diffusa, e lo stesso vale per l’Italia con FiberCop, che pur sta procedendo con il suo piano di decommissioning che secondo stime dell’FTTH Council non potrà arrivare prima del 2036.
Resta quindi, nella bozza del Digital Networks Act, la discrezionalità per i diversi Stati membri di individuare i casi eccezionali nel quali l’FTTH non è possibile. Una visione quindi evidentemente più morbida e meno cogente della transizione al full fibre da parte di Bruxelles.
