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Digital Networks Act, Bruxelles vuole spingere acquisizioni e competitività nelle Tlc

Meno tutele ai consumatori, in nome della competitività della industry Tlc, e più poteri al BEREC per vigilare sulle reti e direttamente sugli operatori. Queste alcune delle principali novità contenute nel Digital Networks Act, disegnato inoltre per promuovere il consolidamento delle Tlc, fra  gli obiettivi centrali del pacchetto normativo che dovrebbe essere presentato martedì prossimo 20 gennaio dall’esecutivo Ue.

Cambio di passo

Un cambio di passo molto atteso è la rimozione da parte del regolatore degli ostacoli che ad oggi hanno scoraggiato processi di acquisizione e fusione fra diverse società europee. Inoltre, diversamente da quanto accaduto fino ad oggi, il nuovo quadro normativo sarà incentrato sulla promozione degli investimenti piuttosto che sulla tutela dei consumatori finali.  Un cambio di paradigma chiesto a gran voce dal mondo del business che negli ultimi anni è stato pesantemente condizionato da un atteggiamento iper difensivo degli enti regolatori nei confronti dei consumatori.

Tra l’altro, lo switch off del rame slitta al 2035.

Digital Single Market parola d’ordine

La parola d’ordine del nuovo quadro normativo è Digital Single Market, mercato unico del digitale, perché l’obiettivo di fondo è appunto realizzare finalmente un mercato unico transfrontaliero superando le barriere nazionali per ampliare la scala dei player, campioni europei in grado di competere con i grandi player americani e cinesi.

Repressione nei confronti di Huawei e ZTE

Il DNA darà la massima priorità alla sicurezza nella catena di fornitura come condizione fondamentale per operare nello spazio europeo. Questo aspetto, che sarà soggetto a revisione da parte dell’European Cybersecurity Act (CSA), incorporerà restrizioni o divieti per i fornitori ad alto rischio, come ZTE e Huawei, che si applicherebbero alle condizioni di utilizzo dello spettro che gli operatori a cui vengono assegnate le frequenze radio devono rispettare.

Questa estrema vigilanza in termini di sicurezza dei fornitori di servizi e apparecchiature di telecomunicazione si rifletterà in restrizioni all’ingresso di determinati operatori sul mercato, trasferimenti di spettro e disposizioni relative alla resilienza e alla sicurezza delle infrastrutture fisse e mobili.

Il DNA sostituirà il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche

Per ora, il DNA è destinato ad abrogare e sostituire il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (CEE), storicamente concepito per tutelare la concorrenza nel settore delle telecomunicazioni, generalmente a scapito della competitività. In futuro, la futura regolamentazione escluderà l’uso intensivo di rimedi volti a garantire una diversità di opzioni commerciali per i consumatori. In questo modo, il DNA attenuerà tali condizioni e quindi incoraggerà gli operatori a impegnarsi in transazioni aziendali su larga scala o transfrontaliere. Questo riequilibrio dei rimedi concorrenziali negli scenari di consolidamento spingerà le autorità di regolamentazione ad applicare “misure meno invasive” e a valutare quante infrastrutture possano essere sostenute economicamente, tenendo esplicitamente conto degli incentivi agli investimenti e della qualità del servizio.

Licenze di spettro illimitate

La Commissione potrà imporre obblighi e concederà agli operatori licenze di spettro pressoché illimitate. Gli operatori di telecomunicazioni accoglieranno con favore anche la “certezza degli investimenti a lungo termine” promossa dal DNA. A questo proposito, i diritti di utilizzo dello spettro saranno concessi di default per una durata illimitata, come avviene negli Stati Uniti. Tuttavia, nei casi in cui vengano stabilite limitazioni, tali diritti di banda larga wireless dovranno avere una durata di almeno 25 anni, con rinnovo automatico, a meno che non venga presa una decisione motivata con sufficiente anticipo. Per quanto riguarda i criteri di Open Internet, il DNA preserva questi principi fondamentali, pur consentendo una certa “flessibilità limitata per servizi ottimizzati a condizioni rigorose”.

Meno poteri alle autorità nazionali

Gli attuali poteri delle autorità di regolamentazione settoriali negli Stati membri saranno ridotti, poiché la Commissione europea potrà imporre obblighi direttamente agli operatori, cosa finora inedita. Pertanto, il ruolo delle autorità di regolamentazione nazionali consisterà principalmente nel verificare il rispetto dei requisiti stabiliti dall’UE.

L’entrata in vigore del cambio di rotta guidato da Ursula von der Leyen richiederà circa un anno. Come richiesto, la Commissione presenterà la proposta legislativa sia al Consiglio che al Parlamento europeo, che la esamineranno e presumibilmente integreranno emendamenti che torneranno poi alla Commissione per l’approvazione definitiva e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee.

BEREC sarà rafforzato, previsto un Passaporto unico europeo degli operatori

Il gruppo delle autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni dell’UE (BEREC) sarà rafforzato, ampliando le sue funzioni di coordinamento e consulenza attraverso l’adozione di strumenti che rafforzino la sicurezza del settore. Questo organismo sarà inoltre trasformato nell’Ufficio delle Reti Digitali (ODN) per gestire i database relativi allo spettro, alla numerazione e al Passaporto Unico Europeo. Quest’ultimo documento semplificherà la burocrazia consentendo agli operatori di notificare un’autorità nazionale per operare in più Stati membri.

Autorizzazione unificata per lo spettro satellitare

Incorporerà inoltre la creazione di un Piano di Preparazione dell’Unione per le Infrastrutture Digitali, che comprenderà l’architettura di rete, i colli di bottiglia e le aree in cui potrebbero essere necessarie misure di resilienza a livello europeo. Infine, il DNA introduce un quadro di autorizzazione unificato per lo spettro satellitare, con l’obiettivo di semplificare l’accesso a questo tipo di servizio paneuropeo.

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